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2 mesi nell’estremo nord – Diario dalla Lapponia pt.1

Un nuvoloso venerdì di fine aprile sono salito su un’aereo della norwegian Airlines che mi ha portato a Stoccolma.

L’aeroporto di Stoccolma – Arlanda è un aeroporto abbastanza grosso, ci sono 5 terminal, passare da uno all’altro non è immediato e richiede un po’ di tempo. Stoccolma per me è solamente uno scalo ed i miei tempi per prendere la coincidenza per Lulea sono abbastanza stretti, circa 45 minuti in totale. Il mio aereo è arrivato in leggero ritardo al terminal 5, mi sono fiondato di corsa al 4 mettendoci un buon 10 minuti di camminata iper-veloce e una volta arrivato ho trovato il caos ai controlli di sicurezza. Non so se sia sempre così e presumo fosse un caso ma c’era una socco di gente in coda e pochissimo personale. Fatto sta che sudato come un maiale sono riuscito a salire sul mio aereo per Lulea.

Dal finestrino ho visto sotto di me il paesaggio cambiare gradualmente fino a diventare una distesa di ghiaccio ed alberi. Dopo circa un’ora sono atterrato in Lapponia dove ad aspettarmi c’era Oskar, che ho conosciuto tramite workaway e che mi ospiterà a casa sua.

Un’altra oretta di macchina e arriviamo in una piccola casetta in riva al fiume Kalix.
La mia casetta lappone per il prossimo mese e mezzo circa.

Io poco dopo essere arrivato alla casa di Oskar

Perché la Lapponia svedese?

Beh, innanzitutto perché ci volevo venire. Fin dal primo momento in cui ho messo piede in Islanda, che era il punto più a nord che avessi mai toccato, sono rimasto profondamente affascinato dall’ambiente artico, dai silenzi, dal freddo, dagli spazi, dalla natura dominante ed incontaminata. Così finiti i tre mesi in quella terra incredibilmente bella ho deciso che non ne avevo abbastanza, e che volevo andare ancora più a nord, fino alla fine, fino all’estremo nord del continente europeo. Questo è infatti l’inizio di un viaggio che mi porterà sempre più a nord.

Cercando modi per venire da queste parti sono capitato sull’annuncio che Oskar aveva postato su Workaway. Oskar cercava qualcuno che lo aiutasse a sistemare questa vecchia casa sulla riva del fiume Kalix, ed io ho risposto all’appello!

La casetta lappone in riva al fiume Kalix

Il fiume Kalix è uno dei 4 fiumi più importanti del nord della Svezia.

Corre attraverso la Lapponia per 450 km circa, partendo dal massiccio del Kebnekaise, la più alta montagna del nord Europa, fino a sfociare nel golfo di Bòtnia. Questo fiume corre seguendo il suo corso originario e non è stato sfruttato né modificato in alcun modo per ricavarne energia. In inverno la sua superficie ghiaccia completamente, ed il fiume si trasforma in un enorme serpente bianco sul quale corrono macchine e motoslitte. A maggio, con la primavera alle porte e le temperature ampiamente sopra lo zero tutte le strade ghiacciate sono ormai impercorribili, ed il ghiaccio è stato rotto in più punti per permettere ai battelli di passare trasportando macchine e persone da una parte all’altra di questo grosso fiume. Camminando lungo la riva durante il giorno si possono sentire i rumori del ghiaccio che in un movimento perpetuo lentamente si scioglie e si spacca.

Le tracce delle motoslitte, formando disegni astratti, corrono sul ghiaccio ancora bianco che si fonde con il ghiaccio sporcato dalle acque marroni del fiume che lotta per tornare in superficie.

Pensate che questo sia un dipinto astratto? No, è il fiume visto dall’alto

Ci sono un paio di cose quando arrivi in questa parte del mondo che ti fanno subito capire che sei in un posto diverso, un posto climaticamente estremo e speciale.

La luce ed il ghiaccio.

I potenti raggi del sole mattutino filtrano dalla finestra della mia camera colpendomi dritto in faccia già alle 4 del mattino. La sensazione è strana. Sono abituato a svegliarmi con la luce, mi piace alzarmi all’alba, è una sveglia naturale, ma qui, anche se siamo solo alla fine di aprile, albeggia molto presto, verso le 3.30 del mattino. Ci stiamo avviando verso il periodo più luminoso dell’anno, ben presto la notte scomparirà del tutto, le stelle già non si vedono più, il cielo all’una di notte è blu scuro, ma si vedono le nuvole e c’è sempre un po di luce. Questo perché anche se abbiamo ancora un alba ed un tramonto, poi rimaniamo in una sorta di crepuscolo prolungato. Non mi piace dormire con le tende tirate ma temo proprio che dovrò riabituarmi a farlo perché con la luce diretta del sole in faccia dormire è un impresa impossibile, almeno per me.

 

Foto scattata intorno alle 10 di sera

Il ghiaccio invece semplicemente copre qualsiasi cosa, laghi, fiumi e soprattutto il mare!

Il mare ghiacciato è una di quelle cose che mi ha lasciato senza parole quando l’ho visto per la prima volta. Una enorme distesa di ghiaccio bianca che se non te lo dicono quando ci passi di fianco non ti passa neanche per l’anticamera del cervello che possa essere il mare! La parte di mare di fronte a Luleå è stata inserita nella bucket list (lista dei desideri) delle 50 meraviglie naturali più incredibili al mondo della CNN.

Capita così che in una piovosa e fredda giornata di inizio maggio mi ritrovo a passeggiare per il porto di Luleå, siamo solo io e un infreddolito e bagnato operaio che sta armeggiando con dei cavi metallici e dei grossi martelli. Ci guardiamo per un attimo, lui fa un cenno con la testa in segno di saluto e io rispondo a mia volta alzando una mano. Cammino fino ad arrivare sotto alla vecchia gru che domina il vecchio porto, dove trovo questa sorta di trespolo messo li chissà quando per scattarsi delle foto al suo interno, che mi comunica di essere involontariamente arrivato alla meraviglia nr. 45 della lista della CNN.

Questo non è l’unico posto al mondo dove il mare gela, ma la posizione della città – che si protende nel mare – rende l’acqua ghiacciata un’estensione gradita delle strade della città nelle profondità dell’inverno. Da dicembre a febbraio, i locali pattinano, camminano sulla neve e slittano attraverso la baia, mentre alcune strade – oltre il mare – sono percorribili solo in inverno.

I cartelli consigliano di rimuovere la cintura di sicurezza per un’uscita più rapida se l’auto dovesse incontrare ghiaccio sottile. Ci sono diversi voli giornalieri per Lulea da Stoccolma, che è più facile che percorrere i 900 chilometri.

Così recita il trespolo. Sotto gli occhi annoiati del mio amico operaio apro il mio piccolo cavalletto, ci attacco la camera e mi scatto una foto.

In ogni caso non è solo questa parte di mare a ghiacciare ma gran parte del golfo di Botnià, che non è proprio piccolino.. la parte iniziale è la prima a ghiacciare perché le sue acque sono dolci, in quanto si mischiano con quelle dei fiumi che vi sfociano.

Questa prima settimana in lapponia è stata una settimana di piccole scoperte e Oskar è stato carino a scarrozzarmi avanti e indietro per farmi vedere un può di cose. Diciamo che ha colto la palla al balzo e ha approfittato della mia presenza per riposarsi un po’ e fare il turista dato che anche per lui qui è tutto un po nuovo essendosi trasferito da poco dall’Inghilterra.

Settimana prossima iniziamo a fare un po di lavori alla casa.

Claudio
Fotografo, VideoMaker e batterista fallito. Vivo in costante movimento spostandomi da un posto all’altro senza avere ancora mai trovato il mio di posto. Ho vissuto e lavorato in Australia, Nuova Zelanda, Slovacchia, Italia e Islanda.  Amo viaggiare in moto nel sud-est asiatico, il caffè con la grappa e le lunghe passeggiate in montagna.

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