Lavorare in ViaggioSvezia

2 mesi nell’estremo nord – Diari dalla Lapponia pt.2

La mia esperienza lappone con workaway sta procedendo molto bene. Ormai, anche se non mi sembra, sono qui da più di due settimane (il tempo vola!) Io e Oskar ci troviamo bene, dal lunedì al venerdì, al mattino, ci dedichiamo qualche ora alla piccola casa lappone, prendendoci cura di lei. Fino ad ora abbiamo nell’ordine: finito di verniciare la sala, verniciato l’entrata, fatto vari e piccoli lavoretti di manutenzione generale in giro per la casa e scrostato per bene tutta la vecchia vernice dal portico che abbiamo ridipinto. Ora da qualche giorno abbiamo iniziato a lavorare nel giardino, che essendo stato abbandonato per anni a se stesso è quello che ha bisogno di più attenzioni.
Lavorare qui è piacevole, si lavora senza fretta e senza badare troppo all’orologio, tanto le giornate sono praticamente infinite e c’è sempre abbastanza tempo per fare tutto quello che si vuole.

E questo ci porta a fare un secondo punto della situazione sulla luce.

Io al lavoro sul vecchio portico

Luce

Siamo intorno al 20 di maggio mentre scrivo le pagine di questo diario, la luce ormai non ci abbandona più e il buio è di conseguenza completamente scomparso. Il tramonto in questi giorni è intorno alle 22.40 mentre l’alba una decina di minuti dopo le 2 di notte. Le tre ore che intercorrono tra alba e tramonto sono comunque molto luminose, e sono ore bellissime, silenziose, nelle quali si respira una grande pace. Il mondo degli umani, fatta eccezione per i grossi camion che percorrono le lunghe strade lapponi trasportando materiali da e verso le miniere più a nord, dorme. Il mondo animale invece è sveglio ed attivo, le lepri artiche, che in questo momento stanno cambiando la bianchissima muta invernale con quella estiva, passano furtive nei cortili delle case, schizzando via veloci appena mi sentono arrivare, mentre le anatre passano silenziose nel fiume e gli uccelli volano tra gli alberi. E’ un momento magico, il cielo si tinge spesso di colori strani, tendenti al rosa e al viola. Mi viene difficile andare a dormire, non tanto per la luce, che sinceramente problemi non me ne crea, ma proprio per la pace che si respira nell’aria. Mi sembra un peccato andare a dormire, ma allo stesso tempo non mi piace fare i sonnellini di pomeriggio, quindi dormo pochissimo.

Il fiume Kalix. Foto scattata verso la mezzanotte

Circolo polare artico

Durante queste settimane ho superato per la prima volta nella mia vita il circolo polare artico. Quando superi il circolo polare artico non succede assolutamente nulla. E’ una linea immaginaria, la vita scorre uguale anche dall’altra parte, nessuno viene a complimentarsi con te per la tua personale conquista, nessun sindaco ti consegna le chiavi di nessuna città e non ci sono torte con candeline scintillanti ad aspettarti. In ogni caso il circolo polare artico è uno dei paralleli più importati segnati sulle carte geografiche e oltrepassarlo è stata una piccola conquista per me.
Una di quelle piccole emozioni che sono il bello della vita.
Un momento felice, una foto e un ricordo che porterò con me.

Io davanti al cartello che segnala il superamento del circolo polare artico

Renne

Qui nella lapponia svedese il traffico è una cosa sconosciuta, le strade sono lunghe e tendenzialmente dritte. A far rallentare le macchine ci pensano le renne, che non è raro vedere scorrazzare ai bordi delle strade lapponi. Le renne qui sono ovunque e, suo malgrado, quasi tutte le mattine una coppia di renne pascola nel bel giardino della signora che abita vicino a casa nostra.

La coppia di renne nel prato della vicina che non le vede troppo di buon occhio

In queste settimane ho scoperto tante cose interessanti su questi incredibili animali, ve ne racconto alcune.

A differenza di molte altre specie animali dove spesso è solo il maschio ad avere le corna, nel caso delle renne sia maschio che femmina le hanno. Il maschio però le perde nel tardo autunno, le corna sono pesanti ed ingombranti, ed in inverno se ne libera per salvare energia, mente la femmina le tiene. I motivi sono fondamentalmente due, per difendere i piccoli e per tenere lontani i maschi dal suo cibo. Le renne si sono adattate perfettamente all’ambiente artico nei millenni, e non tutte le renne sono uguali. Alle isole Svalbard ad esempio, essendo il terreno prevalentemente montagnoso, le renne hanno gambe più corte rispetto alle renne di quì, che necessitano invece di gambe più lunghe per muoversi nella neve profonda.

Questi animali sono perfettamente adattati al clima e si termo-regolano in base alle stagioni. Il manto invernale li isola completamente dal freddo che diventa un problema solo nel caso in cui sviluppino il manto estivo, ma l’estate tardi ad arrivare. Un problema più grosso è perdere calore, ma anche per questo la renna si è adattata sviluppando un sistema che porta il sangue a circolare nelle gambe, dove lo strato di grasso sottocutaneo è molto più sottile, permettendo al sangue di raffreddarsi. Oltre a questo, ansimano proprio come i cani, perdendo calore attraverso la lingua.

Un altro eccezionale optional delle renne sta nel muso. Quando noi stiamo in un ambiente molto freddo, dove la temperatura scende al di sotto dei -20/30 gradi, quando esaliamo il respiro emettiamo una calda nuvola di vapore che camminando ci si ghiaccia sulla faccia, congelandoci barba e sopracciglia. Alle renne questo non accade, perché il loro muso è un ottimo regolatore di temperatura, che abbassa le loro esalazioni, evitando questo processo e permettendogli inoltre di conservare calore.

Infine le renne cambiano il colore dei loro occhi in base alle stagioni. Durante i lunghi e bui inverni, gli occhi di questi animali assumo una colorazione blu, che gli permette di vedere le luci ultraviolette, consentendogli di trovare cibo e di vedere possibili predatori, mentre nelle luminose estati assumono una colorazione tendente all’arancio dorato.

Uccellini e mangiatoie

Probabilmente ogni svedese che viva in zone rurali ha una mangiatoia (o più di una) piena di semi, attaccata a qualche albero in cortile. Molto spesso le mangiatoie sono piazzate davanti alla finestra della cucina o della sala in modo strategico, così che si possano osservare i graditi ospiti banchettare seduti comodi dal proprio tavolo o divano. Ovviamente anche qui ne abbiamo parecchie, sempre colme di semi, e gli uccellini gradiscono, ma anche gli scoiattoli non si lamentano! Ora, con l’avanzare della stagione estiva è corretto lasciare che gli animali si trovino il cibo da soli, e quindi le quantità di semi in cortile sono diminuite, e così anche gli animali, ma le prime due settimane in cui sono stato qui, con la neve ancora sugli alberi ed i fiumi ghiacciati, il via-vai era impressionante!

Cince, cince dal ciuffo, ciuffolotti, fringuelli, beccafico, ma anche picchi e ghiandaie. Arrivano, prendono il loro seme, ti guardano per un attimo, e poi volano via.

Una cinciarella appoggiata su una delle tante casette fuori casa

Scioglimento del fiume Kalix

Come ho scritto nella prima parte di questi diari, quando sono arrivato il 27 di Aprile il fiume Kalix era ancora quasi completamente congelato. Poi, in pochi giorni l’inverno si è trasformato in estate senza passare per la primavera, Il fiume Kalix si è sciolto ed è esondato, fino ad arrivare a 4 cm dal livello del record storico. Ha nevicato tanto sulle montagne questo inverno, e ora che neve e ghiaccio si sciolgono, nel fiume si riversano enormi quantità di acqua. Fondamentalmente l’acqua è ovunque! E’ un’esondazione lenta, la nostra casa è ben distante dal fiume come la maggior parte delle case del resto, ma molte cantine sono allagate, alcune strade chiuse e le casette del campeggio sono ormai a pelo dell’acqua, che esce addirittura dai tombini.

Il campeggio di Överkalix allagato

In ogni caso pare che il record non verrà battuto ed il fiume nei prossimi giorni inizierà lentamente a scendere verso il suo normale livello. La sensazione è che l’inverno sia stato spinto via a forza da un’estate che proprio non voleva aspettare, in un attimo siamo passati da pochi gradi sotto lo zero ai quasi 25 di oggi pomeriggio. Qui il passaggio tra queste due stagioni è brutale e spettacolare, la spesse croste bianche di ghiaccio che coprono laghi e fiumi si spaccano facendo rumore, rivelando sotto di esse un mondo di forme e colori che era rimasto nascosto per tutto l’inverno. L’equilibrio di colori si ribalta completamente e dopo pochi giorni faccio fatica a credere che quello che ho davanti agli occhi mentre guardo fuori dalla finestra della mia stanza sia lo stesso mondo di prima. Il bianco serpente di ghiaccio che era il fiume Kalix quando sono arrivato ora è di un blu elettrico, accesso dal potente sole delle 7 del mattino. Sulle betulle compaiono le prime foglioline. Passano gli anni e aumentano i posti visitati, ma è sempre la natura quella che riesce a stupirmi di più.

Davanti alla sua maestosità mi commuovo ogni volta.

La foresta ed il fiume Kalix dall’alto
Un cigno selvatico in un lago nel mezzo della foresta.
Il mar baltico ghiacciato
Bambini in bicicletta per le strade allagate di Överkalix
Ciuffolotto
Cinciarella
Cinciallegra
Picchio rosso maggiore
Gli incredibili colori dei tramonti e delle albe lapponi
Claudio
Fotografo, VideoMaker e batterista fallito. Vivo in costante movimento spostandomi da un posto all’altro senza avere ancora mai trovato il mio di posto. Ho vissuto e lavorato in Australia, Nuova Zelanda, Slovacchia, Italia e Islanda.  Amo viaggiare in moto nel sud-est asiatico, il caffè con la grappa e le lunghe passeggiate in montagna.

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