Stile di Vita

6 creme solari bio e reef friendly che dovresti usare ques’estate

In Italia il caldo sta arrivando e questo è il periodo in cui bisogna iniziare a proteggere la propria pelle dai raggi UV. Purtroppo si è scoperto che molte sono le creme, anche di famose marche come Coppertone, L’Oreal e Banana Boat, che usano una sostanza estremamente dannosa per le barriere coralline e la biodiversità marina. La maggior parte delle creme solari sul mercato contiene ingredienti come ossibenzone, avobenzone, ottatonato, octocrylene, omosalato e octinoxate. Ogni anno applichiamo talmente tanta crema sulla nostra pelle da far si che tra le 14.000 e le 25.000 tonnellate rimangano nell’oceano avendo un grosso impatto sulla vita oceanica. Questi ingredienti risultano tossici per le alghe simbiotiche che vivono nei coralli, e sbiancherebbero i coralli nelle aree dove c’è più afflusso di turisti (prima causa della loro scomparsa su scala mondiale) come per esempio in Israele nel Mar Morto, ai Caraibi dove hanno già perso l’80% dei coralli ed è stata trovata una concentrazione 23 volte maggiore a quella minima considerata tossica, e alle Hawaii. In più agirebbero anche nocivamente sui ricci di mare e le alghe che sono nutrimento per le tartarughe. Ogni specie marina ne risentirebbe e ne sta già risentendo.

Quindi si, non è solo colpa del riscaldamento globale e dell’acidificazione dei mari, ma ora dopo diversi studi possiamo dire con certezza che è anche colpa nostra e delle creme solari che compriamo.

Tra tutte le sostanze ce n’è una in particolare che provoca più danni delle altre. La sostanza in questione si chiama oxybenzone (un derivato del benzophenone-3), a volte anche chiamato ossibenzone, contenuto in circa 3.500 creme in tutto il mondo e secondo una legge europea è ammesso in una percentuale del 10%, anche se è stato dimostrato che può essere dannoso per l’uomo perchè potrebbe alterare la produzione di sperma, causare l’endometriosi, provocare reazioni allergiche e causare danni cellulari.

Il primo maggio 2018 alle Hawaii è stato approvato un progetto di legge che vieta l’uso di creme solari dannose per l’ecosistema, dando il via ad alternative naturali, come le protezioni solari a base di diossido di titanio o di ossido di zinco che riflettono la luce del sole lontano dalla pelle e oltre a non essere nocive per l’ambiente sono anche ottime per la nostra pelle.

Le creme chimiche contenenti sostanze come ossibenzone e octinoxate saranno completamente bandite alle Hawaii dal 2021, fino a quel momento purtroppo si potranno esaurire le vecchie scorte lasciando poi spazio alle nuove creme solari. Questa è la prima legge al mondo di questo tipo e non è detto che altri paesi come la Florida, le Isole Vergini e le Seychelles non facciano presto anche loro un passo avanti per il bene dei loro mari.

Già durante il mio viaggio nell’aprile 2018 in Messico ho notato una certa sensibilizzazione a riguardo. In diverse località ho trovato il divieto di entrare in mare, nelle cenote o nelle lagune con la crema, se non bio. Quello è stato il mio primo campanello d’allarme che mi ha fatto ragionare a un possibile collegamento tra creme solari nocive e distruzione dei nostri mari. Così mi sono documentata e spero che tutto ciò possa essere utile anche a voi, a farvi pensare un po, come è successo a me. Credo che qualsiasi piccolo sforzo possa migliorare la situazione e non distruggere completamente un ecosistema fantastico con orribili conseguenze su tutte le specie marine e, perchè no, migliori conseguenze anche per la nostra pelle.

Possiamo scegliere di utilizzare creme reef-friendly, smetterla di comprare prodotti scadenti e provare a fare un passo in avanti e ridurre questo gigantesco danno ambientale.

Ecco qui 6 prodotti che potete utilizzare quest’estate avendo un occhio di riguardo per voi e per la natura:

 

 

 

 

 

 

 

 

Valentina
Innamorata dell'Australia e della Thailandia. Allergica alla frutta secca e intollerante a tante altre cose come alle persone maleducate. Mi piace viaggiare per lunghi periodi, con il volontariato o qualche lavoro a breve termine. Scrivo per ricordarmi le cose che faccio perchè ho una memoria orribile.

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