Isole FaroeMangiare in Viaggio

A tavola con i locali alle Isole Faroe

L’alimentazione delle Isole Faroe

Paese che vai, usanze che trovi. Ed è proprio così che impariamo nuove cose e scopriamo nuovi gusti.
Viaggiando in questi paesi del nord è subito chiaro come sia difficile per loro avere un alimentazione prettamente vegetale, il freddo impedisce la coltivazione di frutta e verdura e la popolazione ha dovuto da sempre incentrare la propria alimentazione sulle proteine.
Prima di iniziare a viaggiare nel 2013 la nostra alimentazione era quella classica italiana, tra carne, latte, pasta e pesce, col tempo ci siamo diretti verso una nutrizione molto più vegetale.
Da quando ci siamo spostati qui su al nord abbiamo ricominciato a mangiare principalmente la carne, perchè la frutta e la verdura è troppo costosa.

I supermercati sono forniti di ogni tipo di alimento, ma come potete ben immaginare i prodotti importati sono un po più costosi, anche se comparati a quelli in Islanda sembrano più economici, soprattutto alcuni, come il bacon (il bacon in Islanda è carissimo!).

Abbiamo avuto la fortuna di vivere con una famiglia faroese per un paio di settimane, abbiamo cenato insieme tutte le sere e questo ci ha permesso di capire un po meglio la loro cultura culinaria. Innanzitutto devo dire che ho mangiato proteine per colazione, pranzo e cena per due settimane. In frigo non mancava mai il latte, le uova, e le diverse salse come il ketchup e la maionese e il patte di fegato, che si mangiano pure a colazione.

Il famoso agnello fermentato Faroese

La carne

Alle isole Faroe l’alimentazione è sempre stata principalmente carnivora. Moltissimi abitanti sono cacciatori e si procurano da soli la carne che poi stivano in grossi freezer per l’inverno.
In questi anni di viaggio abbiamo assaggiato diversi tipi di carne: il canguro in Australia, la tarantola in Cambogia, i vermi in Thailandia, il bisonte in Canada, la testa di pecora (e i suoi testicoli) in Islanda, un uccello simile al piccione in Malesia. Chissà cosa altro abbiamo mangiato che pensavamo fosse pollo… Comunque ogni paese ha la propria cultura culinaria. Pensiamo che diventare vegetariani e non mangiare più nessun tipo di carne sia una bellissima scelta, ma pensiamo anche che se si è carnivori abbia poco senso discriminare un animale piuttosto che un altro solo perché nella nostra cultura non lo tolleriamo.
Ci vogliamo spingere oltre queste forme di “razzismo” animale e provare a immedesimarci nelle culture che incontriamo lungo il nostro cammino, per venire a contatto con sapori e tradizioni locali.

Il prosciutto di pecora

Il prosciutto di pecora è una specialità delle isole Faroe.
Se lo avessimo assaggiato con una benda sugli occhi e ci avessero chiesto di indovinare quello che stavamo mangiando non avremo mai e poi mai indovinato.
Le isole Faroe sono sperdute in mezzo al mare e per questa ragione l’aria di qui è particolare, ricca di sale e poco umida, diversa da qualsiasi altra.
In appositi essiccatoi, messi strategicamente sul lato più ventilato della casa, le pecore, una volta private della pelle e degli organi interni, vengono lasciate semplicemente appese a una trave a prendere aria per un periodo che può andare dai 5 mesi ai 2 anni.
Il sapore di questa carne fermentata è strano, molto forte e non per tutti, ma sinceramente non è così cattivo come può sembrare. 

Il Fullmar

Non sono sicura di poter affermare che questo tipo di animale faccia completamente parte della cultura culinaria faroese, o per lo meno non posso dire con sicurezza che molti abitanti mangino questo tipo di gabbiano per cena, ne che sia una specialità locale. Sicuramente la famiglia da cui siamo stati è di vecchio stampo, e specialmente il capofamiglia è un amante della carne e mangerebbe praticamente ogni cosa che anche solo respira. Questo tipo di uccello è stato cucinato al forno senza troppi condimenti, come tutta la carne che abbiamo assaggiato durante la nostra permanenza. Quando ci è stato detto che l’uccello nel forno era una specie di gabbiano siamo rimasti più increduli di quando abbiamo assaggiato il delfino e la balena. Anche in questo caso ne abbiamo mangiato solo un pezzettino, la carne era strana, quasi si scioglieva in bocca, ma il retrogusto di fegato misto selvaggina era davvero troppo forte per noi!

 

L’unico piccolo pesciolino che siamo riusciti a pescare durante i nostri 2 giorni in barca (lo abbiamo ributtato in mare). Un bottino davvero misero e che non ci fa onore dato che durante gli anni passati in Australia eravamo diventati dei discreti pescatori.

 

Il pesce

Gli allevamenti di salmone nel mare faroese sono fonte di grande orgoglio e grandi guadagni per gli abitanti di queste isole, e il generale il mare attorno alle isole è uno dei più pescosi del mondo. L’industria del pesce è fiorente, quasi la totalità delle esportazione e circa la metà del Pil della nazione gira intorno a quest’ultima. Il nostro piatto di pesce preferito, tipico della tradizione faroese, sono sicuramente le Fiskibollur. Le Fiskibollur sono delle polpette di pesce, solitamente eglefino, che è un pesce quasi insapore. Le polpette sono insaporite con sale, pepe e cipollotti, amalgamate con uova, farina e amido di patate, dopodiché fritte nel burro. Sono davvero eccezionali!!

Il delfino

Alle isole Faroe la carne di delfino non si trova al supermercato e non è commercializzata, ma viene cacciata dagli abitanti del posto durante una discutibile tradizione, però regolamentata.
Abbiamo avuto non poche difficoltà nell’accettare questa offerta. Il delfino lo consideriamo tutti come un animale carino e intelligente, ma anche il maiale è intelligente, però lo si mangia senza problemi. C’è chi ha un coniglio domestico e chi invece lo porta a casa per cena dopo una battuta di caccia. Ci sono gli animali da macello, che però noi vediamo già imbustati al supermercato e spesso ci dimentichiamo in che condizioni orribili sopravvivono.
Non vogliamo però entrare in questi discorsi perché ce ne sarebbe da scrivere pagine e pagine.
Una sera, sulla tavola della famiglia dove vivevamo, abbiamo trovato alcune bistecche di delfino e al tavolo con noi c’erano altre 8 persone. Ci è stato offerto e un po per educazione e un po per curiosità lo abbiamo assaggiato. La sensazione è stata strana, e anche a distanza di giorni a ripensarci un po ci si chiude lo stomaco, però penso che sia perché siamo nati in una cultura che non accetta questo tipo di carne. In realtà non era neanche poi così male, non sapeva di pesce, ma di fegato di mucca. Se non ci avessero detto che era delfino non saremmo neanche mai arrivati a pensare che fosse pesce. Non lo mangeremo mai più, ma giusta o sbagliata anche questa è un esperienza che fa parte del viaggio.

La balena

Come per la pecora, abbiamo visto che anche la carne di balena viene lasciata appesa in balia dei venti nordici. Si può mangiare fermentata, ma anche alla brace. Ci sono alcuni ristoranti, specialmente in Torshavn, che la cucinano per i clienti. Noi ne abbiamo assaggiato un pezzettino minuscolo, il gusto forte di pesce rimane in bocca per diverso tempo e la carne è dura. La carne di balena viene mangiata in diversi stati del nord, e viene cucinata in diversi modi, la mattanza delle balene non è però da attribuire tutta alle isole Faroe, visto che in Islanda e in Giappone se ne uccidono molte di più. Questo tipo di carne sarebbe da considerare tossica per gli alti livelli di mercurio che sono stati trovati in alcuni campioni, quindi, anche per questo motivo sarebbe meglio non mangiarla.

 

Una Fiskibollur, le tipiche polpette di pesce faroesi

La verdura

Le verdure sono praticamente tutte importate, e nel frigo della famiglia che ci ha ospitato non ce n’é stata praticamente mai traccia. L’unico tipo di verdura che a volte è apparsa sulla tavola è l’insalata verde, mangiata totalmente scondita, qualche pomodorino e il mais, mentre le patate e le barbabietole vanno per la maggiore. Una particolarità è che si usa molto la marmellata di rabarbaro, che pur essendo una verdura è molto dolce, ed è sempre presente in tavola durante la colazione.

 

La frutta

La frutta è tutta importata, non ci sono alberi da frutto su nessuna isola, a dir la verità non ci sono alberi di nessun tipo. Gli unici alberi che si trovano alle isole Faroe sono all’interno di giardini privati e nei dintorni di alcune città principali.

 

L’unica volta che abbiamo pranzato fuori lo abbiamo fatto al Fríða, un ottimo localino di klaksvik che vi consigliamo se vi trovate affamati e da quelle parti.

Il nostro pensiero

Innanzitutto rimaniamo dell’ idea che l’industrializzazione della vita animale rimanga la cosa peggiore e crediamo che l’allevamento di un animale, in condizioni di prigionia, allo scopo di mangiarlo o di fargli produrre del latte sia veramente disumano. Per giunta poi la maggior parte va sprecato. Detto questo noi non lo sappiamo se qui le vittime (il delfino e la balena) di questa loro discutibile tradizione, il Grindadráp, vengano mangiate tutte o ci sia davvero dello spreco come leggiamo su alcuni articoli trovati qua e là sul web. Quello che possiamo dire è che il grosso congelatore della famiglia da cui abbiamo vissuto era effettivamente pieno di carne di delfino e balena. Perciò loro la mangiano. Non siamo qui a dire che questa loro tradizione sia una figata, semplicemente crediamo che ci sono delle cose che vengono condannate più di altre perché appaiono brutali e sotto gli occhi di tutti, ma a conti fatti purtroppo questa è solo una piccola goccia nel mare degli orrori. Viviamo in una società che produce quantità enormi di materiale plastico e di veleni di ogni tipo che vengono riversati ogni giorno nel mare e che uccidono molte più forme di vita di quelle che uccidono queste 4 persone alle Faroe. Anche i cani in Cina o quelli che trovi al mercato nel nord del Vietnam fanno sicuramente una grande impressione, ma se fossi cinese probabilmente non mi farebbe ne caldo ne freddo. L’intero nostro sistema di vita è deleterio in generale per la natura e per gli animali e non ci sentiamo di criticare nessuno, perché per il momento noi siamo parte di questo ingranaggio che avvelena il mondo. E pur avendo molto a cuore la cosa, al momento non siamo ancora riusciti a compiere le scelte radicali necessarie a potersi poi dire fuori da questo sistema. E finché mangerò carne, comprerò cose imballate nella plastica, inquineró il mondo viaggiando in macchina e scaricherò detersivi e altre boiate negli scarichi, non sarò nella posizione di criticare nessuno.

Valentina
Innamorata dell'Australia e della Thailandia. Allergica alla frutta secca e intollerante a tante altre cose come alle persone maleducate. Mi piace viaggiare per lunghi periodi, con il volontariato o qualche lavoro a breve termine. Scrivo per ricordarmi le cose che faccio perchè ho una memoria orribile.

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