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Australia Road Trip: Uluru, Kings Canyon, Kata Tjuta e i MacDonnell Ranges

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Uluru, Kata Tjuta, Kings Canyon e i MacDonnell Ranges sono delle vere e proprie meraviglie della natura, simboli indiscussi del “red center”, il cuore rosso australiano. Le ingenti quantità di ferro ossidato presenti nel terreno conferiscono al paesaggio l’iconico colore rosso-arancio quasi fosforescente che contrasta con i cieli azzurro acceso di questa parte di mondo. Una terra tanto dura quanto ricca, di una maestosità e di una bellezza senza pari in grado di far sentire qualsiasi essere umano piccolo e indifeso al suo cospetto. 

Lunghezza del viaggio e tempistiche

Queste 4 meraviglie della natura potrebbero non sembrare molto distanti tra loro guardando dalla cartina, ma come sempre, quando si parla di Australia, le dimensioni sono ingannevoli. A questo Road Trip nel centro del continente australiano dedicherei almeno una settimana, ma anche di più se ne avessi la possibilità. 

Quando andare 

Questa parte di Australia è fondamentalmente desertica ed è possibile visitarla tutto l’anno senza grossi problemi. Le precipitazione non sono mai troppe (qui i cicloni non passano), ma quello che incide maggiormente è la grande escursione termica tra il giorno e la notte. Il periodo migliore sulla carta è tra la fine di Agosto e Settembre, mesi in cui durante la notte le temperature sono mediamente miti (intorno ai 10°) mentre di giorno il termometro si ferma quasi sempre sotto i 30°. In ogni caso, come ho già detto, è possibile venire qui tutto l’anno prendendo le dovute precauzioni. 

Cosa vedere

Uluru 

Un monolite Lungo 3,6 km e largo 1,9 km, con una circonferenza di 9,4 km si erge nel deserto dell’Australia centrale. E’ Uluru, la roccia sacra simbolo indiscusso del continente Australiano. Spesso si sente dire che non valga troppo la pena farsi tutti i chilometri necessari a vederla perchè in fin dei conti si tratta solo di una roccia…niente di più sbagliato. Questa roccia ha un fascino particolare, un qualcosa di inspiegabile che rende il girarle attorno al mattino presto un’esperienza mistica e introspettiva. Da vicino Uluru è impressionante, ha una sua “personalità”, se ne avverte la presenza e non esiste foto che riesca a rendere giustizia a questo monolite. La sua superficie è costituita da vere e proprie valli, creste e caverne modellate dall’erosione di milioni di anni di storia. All’alba e al tramonto la roccia colpita dal sole cambia costantemente colore, partendo dal marrone fino ad arrivare all’iconica tonalità rosso – arancio di questa terra.   

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Una porzione di Uluru all’alba

Kata Tjuta 

I Kata Tjuta (o monti Olgas) sono sicuramente meno famosi del loro illustre vicino Uluru, ma non per questo meno spettacolari, anzi.. Un tempo un unico monolite, ora sono divisi in 36 “cupole” che coprono circa 20 Km quadrati di superficie, raggiungendo un altezza di più di 500 mt. Per farsi un’idea della scala è possibile (e raccomandabile!) avventurarsi nella spettacolare camminata tra le cupole che raggiunge la Valley of the Winds e Walpa Gorge, una incredibile gola tra le due cupole più grandi di Kata Tjuta.

La vista dalla cima della gola interna tra le cupole più alte

Sia la valle (che è un verdissimo santuario per numerose piante e animali come canguri e fiori selvatici) che la vista dalla cima della gola lasciano senza parole. Passeggiando tra queste rocce appare più chiaro come questi territori siano da sempre stati considerati sacri dalle popolazioni aborigene che ne sono custodi. Sono luoghi colmi di una storia millenaria (si dice che gli Anangu abitino queste terre da più di 22.000 anni!), sono stati e sono tuttora teatro di cerimonie e riti sacri oltre che protagonisti di numerose storie, le quali però non vengono raccontate al di fuori della comunità aborigena, rimanendo così segrete.  

Uno scorcio dei monti Kata Tjuta dal sentiero che gli gira attorno

Kings Canyon 

Con le sue pareti di roccia alte più di 100 metri il Kings Canyon è un altro dei motivi per i quali vale assolutamente la pena spingersi fino a qui. Per percorrere il sentiero ad anello di circa 6 km che sale in cima e gira intorno al Canyon ci vogliono più o meno 4 ore, ma ne vale assolutamente la pena. Il problema maggiore è rappresentato dalla ripida scalinata che risale quasi perpendicolarmente le pareti del Canyon posizionata all’inizio del sentiero, simpaticamente soprannominata “Heartbreak Hill” ( traducibile in Italiano come “la collina dell’infarto”), che descrive in modo accurato la “ripidezza” della scalinata. Per i più pigri è eventualmente possibile passare sopra il Canyon in elicottero partecipando ad uno dei numerosi “scenic flight” che partono a diverse ore del giorno, che comunque, a parte la pigrizia, deve essere una esperienza assolutamente indimenticabile! 

King’s Canyon visto dalla cima

MacDonnell Ranges

Ricchissima di cultura aborigena, sentieri escursionistici, piste per 4×4 e pozze per nuotare, la catena montuosa dei MacDonnell Ranges si estende per centinaia di Km su entrambi i lati della città di Alice Springs. I MacDonnell Ranges si dividono tra West MacDonnell e East MacDonnell, entrambi visitabili partendo da Alice Springs, anche se  non tutti i punti di interesse sono raggiungibili senza l’ausilio di un 4×4. 

La strada che porta verso gli East MacDonnell

La zona Est è indubbiamente la parte meno turistica e visitata, ed è sicuramente la più interessante a livello storico per via delle numerose pitture rupestri presenti (belle e accessibili quelle a Emily Gap). Se decidete di visitare la parte Est dei MacDonnell allora dormite nel campeggio nei pressi del Trephina Gorge Nature Park e prendetevi un’oretta per percorrere i 2 km del Trephina Gorge Walk che vi farà fare il giro della gola che dà il nome al parco.  La zona Ovest è invece la parte più turistica e visitata per via dei panorami più spettacolari, una maggiore presenza di vegetazione e le spettacolari piscine naturali di Creek Big Hole e Serpentine Gorge, molto frequentate nel periodo estivo.

La parte bassa di Trephina Gorge a pochi passi dal campeggio all’alba

Consigli pratici  

Lungo questo itinerario si guida per lo più su strade remote che tagliano l’Outback (quasi tutte asfaltate non vi preoccupate!), perciò è giusto tenere a mente qualche regola basica di sopravvivenza per evitare problemi.  

Acqua: E’ buona regola quando si viaggia nel deserto avere con se almeno una tanica da 20 litri di acqua a cui poter attingere in caso di necessità. 

Benzina: Anche in questo caso portate con voi almeno un Tank da 10 Lt di benzina. Le RoadHouse (aree di sosta) si trovano solitamente ogni 250/350 km, ma nel caso sbagliaste qualche calcolo la benzina extra che portate con voi sarà una sicurezza in più. 

Rifornimenti: Il prezzo degli alimenti non è sempre uguale in Australia. Nelle aree più remote i prezzi possono salire alle stelle, per questo motivo è saggio approvvigionarsi dei beni che non vanno a male /scatolame, pasta, riso, vino, ecc) nelle grandi città. In questo caso i punti migliori sono Perth, Geraldton, Carnarvon e ovviamente Broome. Troverete anche grossi supermarket a Tom Price, cittadine mineraria alle porte del Karijini National Park. 

Ruota di scorta: Accertatevi di avere una ruota di scorta a bordo del vostro mezzo, e se avete un 4×4 e prevedete di fare qualche deviazione medio-lunga su piste sterrate allora sarebbe buona regola averne un paio. 

Kit basico di sopravvivenza a questo Road Trip 

Zaino – Per contenere tutti i vostri averi, e all’occorrenza potete usarlo anche durante le escursioni

Torcia da testa – In Australia è meglio vedere sempre dove si mettono i piedi!

maglione caldo – Di notte può andare anche sotto zero nell’Outback

scarpe da trekking leggere – Per camminare sui terreni accidentati Australiani

Pigiama caldo per la notte – Per passare notti confortevoli

infradito – Non possono mai mancare

occhiali da sole – Per proteggersi dal terribile e accecante sole Australiano

Rete anti-mosche – Mi ringrazierete per questo…

Assicurazione di viaggio – Per stare tranquilli in viaggio

Se dal Red Center vuoi salire fino a Darwin o vuoi valutare altri Road trip Austaliani allora puoi consultare uno di questi:

Claudio
Fotografo, VideoMaker e batterista fallito. Vivo in costante movimento spostandomi da un posto all’altro senza avere ancora mai trovato il mio di posto. Ho vissuto e lavorato in Australia, Nuova Zelanda, Slovacchia, Italia e Islanda.  Amo viaggiare in moto nel sud-est asiatico, il caffè con la grappa e le lunghe passeggiate in montagna.

2 commenti

  1. bellissimo articolo corredato da foto stupende. una mia amica è stata in australia e mi ha consigliato di andare, leggendo questo post la mia voglia cresce

    1. Ciao Gianluca,

      Grazie davvero per i complimenti. Mi fa davvero molto piacere se quello che scrivo ti fa crescere la voglia di andare in Australia! E’ un paese incredibilmente bello e diverso dal nostro. Non posso che dirti di andare se senti la spinta! Di sicuro non te ne pentirai!! L’Outback australiano, il centro e la costa del WA rimangono ad oggi i posti di cui ho più nostalgia!

      Facci sapere se decidi di partire!!

      Ciao,
      Claudio

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