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Diario di una giornata a Sydney tra Centennial Park, Watson Bay e Bondi Beach

E’ mattino.

Alzando gli occhi al cielo possiamo ancora osservare i resti rossiccio arancioni di quella che deve essere stata una bella alba, sono le sette a Sydney. Facciamo giusto in tempo a varcare il cancello di casa che il familiare e petulante suono di un allarme inonda la macchina e con lui la rossa spia che indica il livello basso del liquido di raffreddamento nel radiatore si accende.

E’ circa una settimane che il liquido di raffreddamento scende in maniera anomala ma onestamente la cosa non ci preoccupa troppo, siamo quasi certi che il sistema perda acqua quando la macchina rimane parcheggiata storta e in ogni caso non ne perde troppa. Normalmente l’operazione di rabbocco ci porta via non più di un paio di minuti ma sta volta il destino vuole farci perdere più tempo.
Il tappo della vaschetta è bloccato, anzi è bloccatissimo, come se un uomo fortissimo nella notte ci avesse fatto uno scherzo e lo avesse chiuso con tutte le sue forze. Io ci provo in tutti i modi, a mani nude fino a farmi male e con dei guanti ma lui non si apre. Poi il miracolo, quando oramai le speranze sembravano perse, già parcheggiati davanti ad un meccanico in attesa che aprisse, faccio un ultimo grande tentativo e accompagnando lo sforzo con versi tipo culturista in palestra finalmente il tappo si apre!

Senza più problemi raggiungiamo il Centennial Park, la nostra prima tappa ed uno dei tanti enormi parchi della città. Questo è davvero grosso ed è possibile addirittura entrarci in macchina.
Noi ci perdiamo letteralmente dentro il verde di questo parco che dopo poco ci dona una grande sorpresa. Uno degli obbiettivi della nostra permanenza a Sydney era quello di uscirne con una bella foto degli enormi pipistrelli che la notte si aggirano per la città e che la prima sera che ero stato qui, un annetto fa, mi avevano un po’ traumatizzato. Cioè..sono veramente grossi!
Beh comunque dopo una decina di minuti di cammino, arrivati ai piedi di un boschetto sentiamo un gran vociare provenire dalle cime degli alberi che ci accorgiamo essere il rifugio giornaliero di migliaia di pipistrelli giganti. Figata!


Questi animali tanto oscuri di notte di giorno invece sono quasi carini…hanno un bel pellicciotto rossiccio ed un musetto simpatico e solo quando aprono le enormi ali tornano ad incutere un po’ di timore.

Grande esperienza vedere questi animali notturni da così vicino, appesi come frutti agli alberi, molti addormentati avvolti nelle proprie ali, altri curiosi ad osservarci ed altri ancora a litigare o giocare tra di loro facendo un gran casino. Tutti ovviamente a testa in giù.


Continuiamo il giro nel parco costeggiando dei bei laghetti ricchi di fauna dove osserviamo numerosi cigni neri e bianchi, oche, anatre, Ibis, pellicani, papere e altri volatili che non sappiamo riconoscere.


Osserviamo anche un sacco di gente a cavallo in quanto è presente una pista apposita per i cavalli che gira tutt’intorno al parco con zone per esercitarsi nei salti.
Pur non essendo un gran amatore delle grosse città che mi mettono spesso addosso ansie e brutte sensazioni, dentro questo grosso parco ci si può quasi dimenticare di essere nella più grossa città del paese.

Il sole è perpendicolare nel cielo quando ci incamminiamo sul sentiero che circumnaviga la penisoletta di Watson Bay. Questa penisola è una di quelle che chiude l’Harbour e da qui si può godere di un bel e differente punto di vista sullo Skyline della città.

Quì si trova anche una piccola spiaggetta per nudisti che per la maggior parte fanno semplicemente i nudisti e prendono il sole ma, come si sa, c’è sempre quello un po’ più biricchino degli altri..
Ed eccolo lì nudo e grassoccio, nascosto tra i cespugli in posizione tattica e a ridosso di un punto panoramico dove le donzelle usano farsi belle foto con Sydney alle spalle, che armeggia con il suo attrezzino.
Dopo la foto di rito che anche la Vale come le altre donzelle vuole non possiamo non considerare quanto sia bella la vista ma anche quanto madre natura sia stata poco generosa col nostro amico furbetto che poco dopo si ritira (forse sentendosi troppo osservato) come un animale ferito nel bosco per non comparire più.
Grazioso anche il faro costruito a ridosso della scogliera a picco su un mare decisamente agitato.

La tappa successiva è Cooge, una delle famose località balneari di Sydney da cui intendiamo raggiungere la famosa Bondi beach attraverso il bel sentiero costiero di 6 Km che le collega.

Appena arrivati veniamo però attirati come falene sulla luce da un buon odore di pizza che scopriamo venire da un forno a legna davanti al quale armeggiano tre pizzaioli indubbiamente Italiani (inconfondibili i gesti fatti con le mani non ci lasciano alcun dubbio) . Entriamo al Pavilion e ordiniamo senza esitazione un paio di pizze che si riveleranno essere le migliori fino ad ora tra quelle avute in Australia.

Belli appanzati ci svacchiamo sul fresco prato fronte spiaggia e li rimaniamo per un paio d’ore.

Percorriamo con estrema calma il costal walk che si snoda tra scogliere a picco sul mare e altre località balneari mettendoci quasi due ore. Ci godiamo le impetuose onde del mare, qualche bravo surfista e i bei paesaggi.

Arriviamo a Bondi giusto in tempo per goderci la luna piena che sale alle spalle della cittadina, davvero uno spettacolo. Quì girovaghiamo per un po’ per le sue strade ricche di locali, ristoranti e gente festaiola ben vestita ma non avendo nessuna voglia di queste situazioni o di sperperare soldi inutilmente ben presto cerchiamo un taxi che ci riporti a Coogee.

Dopo un altra lunga camminata per arrivare alla macchina ci dirigiamo finalmente stanchi verso casa. Prima di addormentarci riflettiamo sul fatto che Sydney è una città che ti permette, se vuoi, di illuderti di non essere in città.

Claudio
Fotografo, VideoMaker e batterista fallito. Vivo in costante movimento spostandomi da un posto all’altro senza avere ancora mai trovato il mio di posto. Ho vissuto e lavorato in Australia, Nuova Zelanda, Slovacchia, Italia e Islanda.  Amo viaggiare in moto nel sud-est asiatico, il caffè con la grappa e le lunghe passeggiate in montagna.

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