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Free Hugs con Luciano Pozzi a Chiang Mai

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Luciano Pozzi: Chi sono

Buongiorno!

Sono Luciano Pozzi nato il 14.2.60 a Modena, ho 55 anni e in Italia ho avuto una vita abbastanza sbandata. Mi sono sposato e quando mi sono separato ho cominciato a bere e a drogarmi, diciamo che mi sono un po distrutto la vita, sono stato in una comunità e sono riuscito a uscirne ricominciando a lavorare in un macello. Pulivo i maiali nelle stalle, gli davo da mangiare poi li uccidevo. Il lavoro mi piaceva.

Un giorno un mio amico di Milano mi ha invitato in ferie in India per 35 giorni e il mio principale un pò scocciato mi ha dato il permesso. In 35 giorni in India sono stato accolto talmente bene che ho deciso di fermarmi e di usufruire dei 6 mesi di visto con il quale ero entrato. Finito il periodo sono tornato in Italia e ho fatto un altro visto ancora per l’India, poi stanco di fare avanti e indietro dall’Italia (anche perche mi costava troppo) ho iniziato a spostarmi nei paesi piu vicini, nei quali mi fermavo per poi richiedere un altro visto per l’India. Sri Lanka, Pakistan, Nepal, Thailandia… qui a Chiang Mai a quei tempi c’ erano solo case locali, meno traffico, io avevo ancora la mentalità italiana e non riuscivo a capire quando vedevo i vecchietti con le bambine andare in giro come se fossero fidanzati. Vedere queste cose non mi piaceva proprio, il turismo sessuale… una, due, tre volte poi uno si abitua anche a questo.

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Vivendo in India, nel 2002 invitai mio figlio italiano a venire da me, io vivevo nelle caverne, isolato, senza luce e mio figlio, che ha conosciuto dei ragazzi israeliani, ha voluto spostarsi in villaggio a 15 km di distanza e io per stare con lui ho deciso di spostarmi. Conoscevo ormai già tante persone e non è stato difficile integrarsi. In India facevo il turista, mi facevo da mangiare da solo, la gente mi ha sempre accolto bene. Anche quando vivevo nelle caverne ogni tanto qualcuno saliva su a portarmi del cibo.

La mia nonna quando era viva diceva che una volta dall’Emilia Romagna andava in Toscana a piedi e lungo la strada la gente la invitava a dormire, le dava da mangiare. Adesso non succede più tutto questo, grazie anche ai condizionamenti della televisione. Io queste belle cose le ho vissute ancora in India, ho vissuto per anni alla vecchia maniera, senza progresso, per diversi anni senza corrente finchè poi quando è arrivata ho regalato una tv al mio amico che però, guardandola, ha cominciato anche lui a condizionarsi e ad esser invidioso di me e un giorno ha addirittura avuto il coraggio di dirmi che ero ricco perché dall’Italia andavo in India. Tu hai una famiglia gli dicevo, le mucche, una terra… io non ho niente. Io ho solo la mia libertà, quindi chi è il più ricco? Era difficile farglielo capire.

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Con mio figlio e un suo amico inglese abbiamo deciso di comprare alcune moto nuove. Abbiamo fatto un giro in Himalaya facendo 2700 km, abbiamo fatto anche il secondo passo piu alto del mondo a 5300 mt d altezza. Poi mio figlio ha trovato una ragazza ed è tornato a vivere in Italia con lei.

Tempo dopo, un giorno come tanti, un mio amico italiano doveva andare a prendere un aereo e voleva un passaggio per andare a Delhi e ha insistito cosi tanto che dopo la terza volta ho deciso di portarlo. Tornando indietro sulla Parvati Valley ho preso una buca, ho perso il controllo della moto e sono finito contro una roccia. Mi sono svegliato all’ospedale dopo due giorni, con il collo rotto, il dottore mi ha fatto telefonare a un amico, sono venuti a trovarmi, ma non mi hanno aiutato. Mi sono trovato paralizzato senza nessun aiuto. Ho cercato un ospedale privato, mi hanno operato e ho cominciato a stare meglio, ma ero magrissimo, non riuscivo piu a stare seduto. Un mio amico italiano è venuto a trovarmi quando ha saputo dell incidente e ha insistito per farmi fare delle cure con l’agopuntura. Io non ci credevo, non pensavo potesse essere una reale cura, lui diceva che ci dovevo credere, che solo cosi poteva essermi utile.

Mi sono lasciato curare e ho cominciato subito a sentirmi meglio, anche grazie ai massaggi del medico con gli oli riscaldanti. Dopo 140 sessioni mi ha tirato in piedi, ma avevo anche finito i soldi. Una ragazza israeliana e una giapponese che conoscevo, ma che non pensavo di poter chiamare amiche, mi hanno aiutato finanziariamente, mentre molti altri che reputavo amici non si sono mai fatti sentire, anzi, alcuni avevano additittura fatto girare la voce che ero morto, perche ero proprio conciato male. Finito con l’agopuntura torno in Italia e vado in un centro riabilitativo per la schiena.

Mi hanno tenuto la dentro per 23 giorni, ma non mi hanno aiutato a fare niente, anzi, addirittura mi impedivano di fare le scale, cosa che in India mi hanno fatto fare fin da subito. Poi mi hanno mandato a casa, ma quell inverno era freddo, c’era molta neve e io avevo finito il gas e la legna e non potevo comprarla. Mia mamma mi ha fatto chiamare la casa della carita, una comunita cattolica che mi ha accolto e sono stati gentilissimi, ma come riabilitazione stessa cosa, sembra che preferiscano tenerti cosi, handicappato come sei che aiutarti nella riabilitazione. In una delle case della comunità c’era una cyclette, volevo usarla, ma non ho mai potuto, cosi mi sono inventato una nuova riabilitazione e ho iniziato a coltivare fiori. Ai frati dicevo spesso che ero andato là per far fiorire quel posto e mi hanno fatto anche tanti complimenti!

Poi ho deciso di ripartire per riabilitarmi sul serio e il giorno che dovevo prendere il volo ho chiamato un amico che gentilmente è venuto a prendermi. Siamo passati da casa, ma faceva cosi freddo che il mio corpo non riusciva a sopportarlo, mi facevano male i piedi e le mani si chiudevano a pugno, cosi ho chiesto al mio amico di chiudere la casa per me, che lo avrei aspettato in macchina. Passano i giorni e ricevo una telefonata da mia madre che agitata e arrabbiata mi domanda perche gli ho venduto tutti gli oggetti in casa, tutte le sue cose, tutti i ricordi della sua vita. Da quel giorno non mi vuole piu vedere ne sentire.  Il mio amico mi aveva svuotato la casa.

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Fare Free Hugs

Sono venuto in Thailandia a fare agopuntura, come un robottino piano piano quasi tutti i giorni venivo in piazza qua al gate est e mi sedevo vicino all albero a guardare la gente passare. Il giorno di Natale finisco la mia agopuntura alle 9 del mattino e vado in piazza come al solito, ma ero un po nostalgico, pensavo alla mia famiglia e mi sentivo solo.

Quel giorno ho conosciuto un inglese, gli ho spiegato che non mi piacevano le persone perchè mi avevano fregato per tutta la vita e che stavo parlando con lui solo perchè ero un po triste. Decide di invitarmi a passare il pomeriggio con lui, sua moglie e i suoi amici. Io accetto. Dopo poco mi ritrovo in mano un cartello con scritto FREE HUGS. Io sapevo cosa voleva dire free, ma hugs?? Mostravo il cartello e la gente veniva ad abbracciarmi. Abbiamo giocato tre o quattro ore poi ci siamo salutati perche era l’ora di cena, ma io ho voluto continuare da solo questo gioco. La gente di tutto il mondo veniva ad abbracciarmi ed era strano… mi sono reso conto che ho ricevuto degli abbracci dagli abbracciatori così calorosi che non mi ricordo di averne mai avuti cosi forti neanche dalla mia famiglia. Con mio figlio ci diamo una stretta di mano, un bacetto, ma mai un abbraccio vero.

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Quando mi piace qualcosa, mi piace anche metterci del mio. Guardavo le persone, le studiavo e vedevo che molte non capivano che cos’era il free hugs. Guardavano me, poi guardavano la bicicletta che uso per muovermi e pensavano che volessi venderla. Una volta ho visto passare una famiglia italiana, la signora si gira verso il marito e le sento domandare cosa vuol dire Free Hugs. Le ho risposto io, le ho detto che erano abbracci liberi! Allora e venuta ad abbracciarmi, da quel giorno ho deciso di scrivere i cartelli in tante lingue.

In questi due anni ho abbracciato quasi tutto il mondo. Quelli che mi hanno abbracciato di più sono i canadesi, sia giovani che coppie molto anziane, quelli che invece mi hanno abbracciato di meno sono gli africani, anzi, le persone di colore. Perche di sudafricani biondi e bianchi ne ho abbracciati, si, qualche egiziano e un marocchino. Me lo ricordo perchè quando trovo qualcuno di qualche stato che non ho mai abbracciato gli dò un abbraccio il più caloroso che posso! E lo abbraccio ancora più volentieri e aumento l’espansione nel mondo di sapere cos’è questo free Hugs.

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Non tutti vengono ad abbracciarmi, le donne di solito sono malfidenti un pò anche per la mia barba, ho notato che se sto fumando una sigaretta non vengono volentieri, quindi cerco sempre di evitare e per fumare mi sposto spesso.

Io abbraccio tutti, anche quelli sporchi e sudati. Lo faccio volentieri e con il cuore. Se qualcuno non mi vuole abbracciare io lo lascio andare, il problema è suo, non mio.

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Il Free Hug ha cambiato i miei interessi, prima mi interessava di più andare a bere una birra o sfumazzare, adesso mi interessa di più avere una maglietta nuova o avere dei cartelli con la traduzione di free hugs in tante lingue! Mi ha cambiato dentro, perchè sento che ci sono persone che hanno bisogno anche di me e io ho bisogno di loro! Ci sono persone che vengono a cercarmi spesso per avere un mio abbraccio e per regalarmene uno dei loro.

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Tutto questo mi ha dato soddisfazioni anche in altri ambiti, mi hanno fatto vedere in televisione sia in Thailandia che nelle Filippine, alla BBS, mi hanno messo sul giornale City Live qua in Chiang Mai per un anno di Free Hugs, adesso a Natale sarà il secondo anno e passerò sicuramente tutta la giornata a dare e ricevere bellissimi abbracci. In questi ultimi giorni mi sono ritrovato a fare 16 ore di abbracci una volta, e un altra sono arrivato a ben 18 e mezzo. Aveva ragione l’inglese che mi ha iniziato in questa attività, non sarei mai più stato da solo… Le persone mi cercano e sono richiesto.

Nel capodanno 2014/2015 mi sono ritrovato ad abbracciare una ragazza thailandese e dopo aver scambiato diverse parole abbiamo passato il capodanno insieme e dopo 10 mesi siamo ancora insieme adesso!

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I miei progetti di vita?

Innanzitutto mi piacerebbe andare ad abbracciare il Re e fargli tanti auguri di lunga vita perchè è una persona buona e umana. In secondo luogo, ma non meno importante, mi piacerebbe partire e fare il giro del mondo con il free hugs, via terra, con una bicicletta elettrica con una buona batteria per riuscire a fare diversi km tra un paese e l altro. Questo perche sento che il mondo ha bisogno di essere abbracciato, quell’abbraccio e quel calore è come una protezione di qualcuno che ti sta vicino. Come mi ha fatto piacere riceverlo mi fa altrettanto piacere portarlo in giro per il  mondo. Una cosa che già faccio e faro sempre è cercare di abbracciare gli handicappati, come me, perchè sono le persone che hanno più bisogno. Qualcuno mi ha parlato di crowfounding, ma io non so quasi neanche cosa vuol dire, avrei bisogno di un collaboratore, qualcuno che mi desse una mano con il computer e con internet, che mi aiutasse a trovare un finanziamento, perchè il problema è partire, poi una volta partito, non mi fermo più!

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Auguri, Happy free Hugs ed Enjoy the life, la vita è solo una e cerchiamo di viverla il meglio possibile. Io credo che non bisogna lavorare per la pensione, perchè quando hai il minimo indispensabile per vivere la vita, penso che sia molto più bello viverla che essere schiavi del lavoro, dei soldi, della macchina, della casa. Più uno ha, più ci si rende schiavi di queste cose.

Qui a Chiang Mai sono stato invitato al tempio e mi hanno spiegato che secondo il buddismo devi vivere felice cosi come sei con quello che hai, non devi pretendere beni materiali per essere felice. Ho guardato la mia povera bicicletta ed ero felice. Io ho fatto degli sbagli sicuramente e me ne rendo conto, ho venduto delle proprietà che attualmente potevo dare a mio figlio per non farlo vivere in affitto, mi dispiace ma penso e spero che viva lo stesso bene la sua vita.

Andiamo avanti e continuiamo ad abbracciare tutto il mondo!

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In foto io e Luciano

 

Luciano Pozzi lo potete trovare online su Facebook e Instagram

Approfondimenti:

 

-Al momento si trova a Chiang Mai alla piazza del gate est-

 

Valentina
Innamorata dell'Australia e della Thailandia. Allergica alla frutta secca. Mi piace viaggiare per lunghi periodi, con workaway o qualche lavoro a breve termine. Scrivo per ricordarmi le cose che faccio perchè ho una memoria orribile.

2 commenti

  1. Ciao magari non ti ricordi di me .ma io di te mi ricordo molto bene. Bravo cianino sono molto contento per te . Perché hai avuto la forza di mollare tutto e trovare quello che cercavi. Vai avanti così . Ti seguo sempre su Facebook. Ciao Michele o meglio Caprera

  2. E’ stata una bellissima sorpresa incontrati e conoscerti a Chang Mai… un italiano in Thai :)) Ti auguro ogni bene e grazie per l’abbraccio sincero. Delfi

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