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Il Mardì Gras a Sydney – libertà recintata

Il Mardì Gras

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E’ quando arriviamo nei pressi di Hyde park sotto la torre Westfield che iniziamo ad incrociare persone vestite in modo improbabile, segno che ci stiamo avvicinando alla zona dove la street parade del Mardì Gras avrà luogo.

Il Mardì Gras a Sydney è un evento molto pubblicizzato ed importante. Fondamentalmente una manifestazione per i diritti di libertà di scelta, d’espressione, per i diritti delle coppie gay e contro l’omofobia.
Noi ci siamo andati aspettandoci una grande festa ed effettivamente ci abbiamo trovato un sacco di gente, migliaia di persone per le strade ma anche le solite regole australiane che rendono ogni festa onestamente un po’ triste.

 

Riflessioni personali

Mi viene difficile divertirmi all’interno di questo tipo di eventi e ieri proprio non ci sono riuscito anche se intorno a me tutti sembravano particolarmente felici ed esaltati per questa grande manifestazione di libertà e uguaglianza.

Partiamo dal dire che la nostra posizione per quanto riguarda la scelta in ambito sessuale è di assoluta tolleranza, pensiamo infatti che ognuno abbia il sacrosanto diritto di seguire il proprio istinto ed amare chi gli pare senza distinzione di sessi e senza per questo essere discriminato in alcun modo.
Pensiamo che più in generale ognuno abbia il diritto di vivere la vita come ritiene più giusto senza per questo essere emarginato o discriminato in alcun modo.

Detto questo il Mardì Gras qui a Sydney ci ha lasciato un po’ perplessi per svariati motivi.

Si manifesta per la libertà di espressione, ma se parliamo di libertà, l unica libertà che ho visto ieri è stata quella di un sacco di gente che andava in giro mezza nuda, e non sto parlando di chi manifestava. Parlo di tutti quelli che guardavano, salutavano, fischiavano e applaudivano (che cosa poi? non eravamo mica a una gara di motoGP) magari con i culi di fuori o in mutande, li ho beccati anche in treno.
Chi invece manifestava, lo faceva in mezzo a delle transenne, avendo pagato un ticket e già solo questo mi sembra ben lontano dal concetto di libertà.

E’ possibile che l’unico modo per manifestare dei diritti sia questo? Sinceramente non ci ho trovato nulla di divertente, applaudire qualcuno che manifesta la sua libertà di espressione.
Ho assistito a una sfilata, alla quale però non si poteva partecipare se non da fuori, non si poteva stare dietro ai gruppi a ballare e divertirsi, non si poteva quasi bere perchè ovviamente qui in Australia non si può bere per le strade.

I valori e i diritti che questa manifestazione si propone di difendere non traspaiono in realtà dalla stessa e l’atmosfera della parata spesso si avvicina più una discoteca di Ibiza che ad altro.

A volte in momenti così mi sembra di vedere accentuati i problemi della società in cui viviamo con i suoi inganni e le nostre grandi illusioni.

L’illusione di una grande serata dove sentirsi liberi di essere ciò che si è per poi rientrare mestamente il giorno dopo nella gabbia della vita di tutti i giorni.
Una gabbia costruitaci abilmente attorno negli anni, molto grande e che ci dà ampio spazio di movimento, così grande che essendo noi ormai abituati a volare poco e a guardare le cose dall’unica prospettiva della vita di tutti i giorni non vediamo quasi più.

Voi cosa ne pensate? Siamo troppo bacchettoni?
Siccome non abbiamo fatto foto e le riprese video fanno schifo vi lasciamo con questa foto presa da Vado a vivere in Australia

Claudio
Fotografo, VideoMaker e batterista fallito. Vivo in costante movimento spostandomi da un posto all’altro senza avere ancora mai trovato il mio di posto. Ho vissuto e lavorato in Australia, Nuova Zelanda, Slovacchia, Italia e Islanda.  Amo viaggiare in moto nel sud-est asiatico, il caffè con la grappa e le lunghe passeggiate in montagna.

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