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In viaggio tra i Sassi di Matera a fotografare i Falchi Grillai

5 della mattina, manca un ora all’alba.

Appoggiati ad un freddo muretto di tufo lasciamo correre lo sguardo su quella che sembra una città rimasta cristallizzata nel tempo, il silenzio è rotto soltanto dai canti degli uccelli e dei falchi grillai che volteggiano pigramente tra un tetto e l’altro, l’aria fresca ci accarezza la faccia aiutandoci a svegliarci, davanti a noi, come una visione proveniente dal passato, ci sono i sassi di Matera.

Matera all’alba, un posto dove il tempo sembra essersi fermato

Io non sono mai stato particolarmente attratto dalle città o dall’architettura, solitamente mi emoziono davanti ad una montagna, un corso d’acqua, un panorama, ma il colpo d’occhio che questa città vecchia di secoli ti offre è pazzesco. E’ come una specie di teatro, si sviluppa su anelli, da quello più alto con il duomo che si erge a simbolo indiscusso di Matera, visibile da ogni angolo e direzione, si scende giù agli anelli più bassi, fino a raggiungere la parte più antica di questa città unica al mondo.

Basta farci un solo giro per rendersi conto del motivo per il quale così tanti registi abbiano scelto proprio i vecchi sassi come ambientazione dei loro film, uno su tutti Mel Gibson con la sua passione di Cristo. Impossibile ricreare un ambientazione del genere, scenicamente e fotograficamente perfetta, quasi monocromatica, una città arroccata su una montagna, una città che è il prolungamento stesso della montagna, dei suoi sassi, una città scavata nella roccia, una città primordiale, che dà l’impressione di esserci da sempre. Una città con alle spalle una storia incredibile, gloriosa e tragica al tempo stesso, una città che è stata abbandonata e poi recuperata.

Chiesa rupestre santa maria di Idris 

La storia

I sassi di Matera sono considerati uno degli agglomerati urbani più antichi al mondo, ne sono testimonianza i numerosi reperti preistorici trovati su entrambe le sponde del torrente Gravina.

I sassi erano un punto nevralgico per i commerci tra oriente e occidente e si sviluppano floridi passando le varie ere, rimanendo un modello da seguire per via dei loro ottimi sistemi di conservazione delle acque, stoccaggio dei rifiuti e sfruttamento esemplare degli spazi, fino al loro periodo di massimo splendore, a cavallo tra 600 e 700.

L’allargamento del perimetro cittadino, la grande crescita demografica e la crisi del settore della pastorizia faranno si che questo trend di crescita si inverta, portando i sassi ad una situazione di estrema povertà, che arriva ad essere fuori controllo e fuori dal tempo nel dopoguerra, situazione descritta da Carlo Levi nel libro “Cristo si è fermato ad Eboli”. Per via della mancanza di spazio si era scavato sempre di più, sempre più in basso, verso le viscere della terra. I sassi erano diventati un groviglio di case sovraffollate, umide, sporche, prive di acqua corrente e di fogne. In queste grotte scavate nel tufo, dove l’unica presa d’aria era la porta d’entrata, convivevano assieme uomini, donne, bambini e animali. Malaria e malattie di ogni genere erano all’ordine del giorno e il tasso di mortalità infantile era vicino al 50%.

Carlo Levi li descrive così

“…Dentro quei buchi neri dalle pareti di terra vedevo i letti, le misere suppellettili, i cenci stesi, Sul pavimento erano sdraiati i cani, le pecore, le capre, i maiali. Ogni famiglia ha in genere una sola di quelle grotte per abitazione e ci dormono tutti insieme, uomini, donne, bambini, bestie… Di bambini ce n’era un’infinità… nudi o coperti di stracci… Ho visto dei bambini seduti sull’uscio delle case, nella sporcizia, al sole che scottava, con gli occhi semichiusi e le palpebre rosse e gonfie. Era il tracoma. Sapevo che ce n’era quaggiù: ma vederlo così nel sudiciume e nella miseria è un’altra cosa… E le mosche si posavano sugli occhi e quelli pareva che non le sentissero… coi visini grinzosi come dei vecchi e scheletrici per la fame: i capelli pieni di pidocchi e di croste… Le donne magre con dei lattanti denutriti e sporchi attaccati a dei seni vizzi… sembrava di essere in mezzo ad una città colpita dalla peste…”

Il libro porta alla ribalta i sassi di Matera, che diventano un problema nazionale definito come la vergogna della nazione. Si costruiscono nuovi quartieri intorno ai sassi, che vengo svuotati, trasformandosi in una città fantasma a due passi da quella nuova, versando in stato di abbandono per anni.

Nel 1993 i sassi di Matera vengono inseriti nella lista dell’UNESCO come patrimonio dell’umanità e inizia il processo di riqualificazione che li porterà alla nuova vita che stanno vivendo oggi.

Nel 2019 Matera sarà capitale europea della cultura.

Sapevo a grandi linee della storia di Matera, ma se non la conoscete e intendete visitare la città cercate di fare un salto a casa Noha il prima possibile. Il bellissimo filmato che viene proiettato in una mezz’oretta vi darà una panoramica molto chiara di tutta la storia di questa città che poi vedrete con altri occhi, più consapevoli.

Matera vista dal piazzale della chiesa di S.Giuliano. Qui è possibile entrare e visitare gratuitamente una vecchia chiesa rupestre situata sotto la nuova chiesa. 

I falchi dei Sassi

Il motivo per il quale mio padre è tre anni di fila che viene a passare qualche giorno tra i Sassi di Matera, sono i falchi grillai. La fotografia naturalistica ed il centro storico di una città solitamente non sono due cose che vanno a braccetto, ma Matera è unica anche per questo.

I Sassi di Matera ospitano una delle più grosse colonie al mondo di falco grillaio, qui nidificano circa 1000 coppie di questi piccoli rapaci che per riprodursi hanno scelto questa città. E’ impressionante il rapporto simbiotico fra Matera, i suoi abitanti ed i falchi. I nidi sono ovunque, sotto le tegole dei tetti, nelle grondaie, nei vasi vuoti, nella cavità dei muri e nelle cassette messe qua e là sui tetti e sui balconi.

Maschio di falco grillaio

Gli abitanti di Matera adorano questi falchetti.

Dopo i periodi di svernamento passati al caldo, tra nord africa e medio oriente, questi piccoli rapaci si stabiliscono a Matera per iniziare la loro attività riproduttiva, che è nel suo picco proprio tra aprile e inizio Maggio (noi abbiamo visitato la città a fine aprile).

Dopo la riproduzione le femmine covano le uova (di solito tra le 3 e le 5) per circa un mese, e tra fine maggio e giugno è possibile fotografare i pulli appena nati, e i genitori volare per i sassi con in bocca cavallette, insetti o anche topolini da portare in nutrimento ai piccoli.

E’ davvero incredibile vedere questi animali accoppiarsi tra i sassi di Matera senza badare troppo ai turisti, ed è altrettanto incredibile avere il privilegio di fotografarli tra un bicchiere di vino ed una bruschetta con il caciocavallo e i peperoni cruschi.

Accoppiamento fra falchi grillai su un tetto, fra i Sassi di Matera

Come fotografare i falchi grillai

Per fotografare i falchi, che sono piccoli e veloci, serve indubbiamente un teleobbiettivo e se possibile un buon autofocus. Nel mio caso ho utilizzato una canon 6D (full frame) ed uno zoom 70-200 2.8 con moltiplicatore di focale x2 che lo ha portato all’occorrenza ad essere un 140-400 5.6. La 6D non è sicuramente una macchina che fa dell’autofocus il suo punto forte, ma spesso i falchi sono appoggiati da qualche parte, cavi, antenne, balconi, quindi anche se non avete a disposizione la migliore messa a fuoco sul mercato non abbattetevi troppo.

Mio padre ha utilizzato prevalentemente una camera Olympus OM-D 1 Mark II (mirorless micro 4/3) dotata di zoom leica 100-400, che per via del fattore di crop dato dal piccolo sensore 4/3 si trasforma in un 200-800.

Sinceramente non avrei disdegnato a volte una focale più lunga (500/600) ma anche con il mio 400, con un po’ di pazienza e nei giusti posti ho portato a casa degli scatti che mi soddisfano parecchio. Portare un ottica più grossa avrebbe comportato non avere più spazio per null’altro in valigia (bagaglio a mano), ma se ne avete la possibilità portatela. In oltre io non sono maniaco delle lunghissime focali, ma devo ammettere che nella fotografia di natura aiutano parecchio.

Per quanto riguarda i grandangoli, anche se sarebbe possibili utilizzarli, sinceramente temo si finirebbe per farsi prendere la mano e disturbare di conseguenza i falchi con una fotografia troppo invadente. E’ importante cercare di fotografare sempre nel rispetto del soggetto che si sta fotografando, che sia umano o animale, o almeno io la penso così.

Donato intento a fotografare i falchi in volo.

Dormire e mangiare a Matera

I Materani sono persone genuine, generose e molto accoglienti. Durante la mia permanenza mi sono sentito bene, non ho mai avuto problemi a scambiare due chiacchiere con qualcuno e non mi sono mai sentito a disagio.

Anche il cibo qui a Matera è eccezionale, perché le materie prime lo sono, caciocavallo, capocollo, funghi cardoncelli, peperoni cruschi, pane di Matera, le salsicce, pomodori secchi, cicoria, solo per dirne alcuni…il tutto innaffiato dalle birrette Raffo gelate bevute in qualche vicoletto all’ombra, per combattere il caldo materano. Mangiare non è mai un problema e non è mai troppo, il cibo è dietro ad ogni angolo e se dovesse rimanere un qualcosa sullo stomaco c’è sempre l’amaro lucano per digerire.

Qui sotto vi elenco qualche posto che mi sento di consigliare per pura e semplice esperienza personale.

Il pane di Matera, olio, sale, pomodorini, caciocavallo e qualche foglia di cicoria, non serve molto altro per essere felici.

BnB Hoplites:  Noi abbiamo alloggiato qui per 4 notti, la posizione è ottima, sull’anello alto dei Sassi. La stanza in cui stavamo, ricavata da una vecchia casa nei Sassi di Matera, è enorme, pulitissima, letti comodissimi, attenzione ai dettagli altissima, bagno nuovissimo e wi-fi veloce, tutto perfetto insomma. Il pezzo forte comunque sono i proprietari, gentilissimi, davvero persone eccezionali che ci hanno fatto sentire a casa dal primo momento. La colazione preparata dalla signora era spettacolare, un pranzo più che una colazione!

Ristorante L’Arco: Abbiamo incontrato il proprietario di questo ristorante tra le strade strette dei Sassi, anche lui come noi intento a fotografare i falchi. All’Arco si mangia veramente ma veramente bene, i cavatelli sono uno spettacolo così come il maialino ed il baccalà. Qui abbiamo mangiato le cicorie migliori della nostra vita! Se volete mangiare qualcosa di davvero buono seduti comodi al tavolo fateci un salto. Prezzi onesti.

Birrificio 79: In questo posto si beve dell’ottima birra e se avete voglia di una birra diversa potete farci un salto.

Cibinium: Forse il mio posto preferito a Matera, proprietari simpatici e alla mano, birra raffo a 2 euro e panini a 4 euro assolutamente spettacolari. Il mio panino caciocavallo, capocollo e pomodori secchi non l’ho ancora dimenticato!

Caffè centrale: Il classico bar da caffè e amaro. Il caffè è davvero ottimo, forse il migliore che abbiamo bevuto durante la nostra permanenza.

Panecotto: Localino a due passi da piazza S.Pietro Caveoso gestito da un gruppo di ragazzi. Qui si possono mangiare delle ottime zuppe.

I due sassi caffè: Baretto con tavolini all’ombra degli alberi in piazza sedile. Un ottimo posto per bersi un paio di birrette osservando la vita scorrere e i turisti passare, molto buoni i calzoni e le focacce.

Maschio di falco grillaio appollaiato su un cavo elettrico
La casa del cuccù, laboratorio di artigianato locale.
Il restauro degli edifici ha privato i grillai di molte fessure adatte alla nidificazione. Il comune incentiva l’istallazione di nidi artificiali.
Dietro ogni angolo si apre uno scorcio. Questa città è fotogenica, bellissima.
Falchetto appollaiato su una vecchia testa di pietra
Falchetto sul tetto che dopo avermi visto non sembra per niente contento di essere fotografato.
La cattedrale di Matera che domina la città.

 

Claudio
Fotografo, VideoMaker e batterista fallito. Vivo in costante movimento spostandomi da un posto all’altro senza avere ancora mai trovato il mio di posto. Ho vissuto e lavorato in Australia, Nuova Zelanda, Slovacchia, Italia e Islanda.  Amo viaggiare in moto nel sud-est asiatico, il caffè con la grappa e le lunghe passeggiate in montagna.

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