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IslandaStile di Vita

L’Islanda e la luce in inverno

La luce in Islanda

L’Islanda non è uno di quei posti dove non sorge mai il Sole ma le ore di luce nella stagione invernale, per via della latitudine, sono poche e variano molto in fretta. Se non si è abituati questo fenomeno alla lunga può davvero rimescolare e scombussolare tutti i ritmi biologici di una persona.

La luce nella vita dell’uomo è ed è sempre stata un elemento fondamentale. E’ una di quelle cose banali e scontate a cui non fai troppo caso e a cui ti abitui fin da bambino. Ti svegli ad una certa ora ed il sole è li ad illuminare il mondo, poi la giornata scorre e la luce cambia, diventa più forte nel mezzogiorno per calare d’intensità gradualmente fino all’ora del tramonto quando il sole si avvicina all’orizzonte allungando le ombre e colorando il cielo.

La luce è forse l’elemento che più condiziona il nostro comportamento, i nostri ritmi ed il nostro umore e con assoluta certezza posso dire che è la cosa che più condiziona me personalmente.

Io difficilmente riesco a svegliarmi troppo dopo l’alba, anche d’estate quando è poco dopo le 5 di mattina io mi sveglio comunque senza sveglia, il mio corpo e la mia mente non riescono proprio a stare nel letto quando fuori la vita comincia, gli uccelli iniziano a cantare, i prati sono ancora umidi di rugiada, l’aria è fresca che la senti fisicamente entrarti nei polmoni e il silenzio avvolge ancora la maggior parte delle cose. La luce dell’alba non ha paragoni e amo guardare il sole sorgere ovunque io mi trovi.

Per la prima volta mi trovo a passare l’Inverno veramente a Nord, a poco più di un centinaio di Km dal circolo polare artico nel piccolo paesino di Seydisfjordur, in Islanda, nei mesi più bui dell’anno. Questo fatto mi ha posto davanti ad una realtà da me mai sperimentata prima, una realtà fatta di albe dopo le 11 del mattino e tramonti tra le 14.30 e le 15.00. Più o meno 6 ore di luce e circa 18 ore di buio.

Foto scattata circa alle 15.00, poco dopo il tramonto. Il cielo dietro di me sembra quasi dipinto.

 

Ma quanta luce c’è in inverno in Islanda?

Innanzitutto bisogna dire che pur essendo l’Islanda un isola relativamente non troppo grande dobbiamo comunque fare distinzioni fra nord e sud quando parliamo di luce.

Prendendo come riferimento per il Sud la capitale Reykjavík possiamo dire che le ore di luce nel mese di Dicembre vanno dalle 4,5 alle 6 (da alba a tramonto) mentre prendendo come riferimento per il Nord Akureyri, la seconda più grande città d’Islanda situata a soli 40 Km circa da circolo polare artico, le ore di luce sempre nel mese di Dicembre variano da 4 a 3.

I numeri non rendono mai troppo l’idea ma 2 ore di luce in più o in meno quando se ne hanno poche a disposizione fanno una enorme differenza!

Foto scattata alle 11.40 circa 30 minuti dopo l’alba. La luce non cambierà praticamente più fino al tramonto

 

Un diverso concetto di luce

Le persone che vivono o hanno vissuto la maggior parte della loro vita a basse latitudini hanno un concetto di luce molto schematico e semplice. Innanzitutto o è notte o è giorno e tra la notte ed il giorno ci sono momenti di transizione relativamente brevi, alba e tramonto. Poi generalmente si associa la durata delle giornate alle stagioni ponendo in maniera generica le giornate corte in inverno e quelle lunghe in estate.

Ma questi sono tutti concetti che non si possono applicare a latitudini nordiche come quella Islandese perché, se è vero che durante l’anno ci sono periodi di luce quasi perenne e periodi prevalentemente bui perché questo avvenga la luce del giorno deve variare in maniera molto ma molto rapida.

Per fare un esempio il primo di Novembre a Sud del paese tra alba e tramonto passano 8 ore ma il 30 dello stesso mese dopo solo un mese le ore che dividono alba da tramonto sono 5. Questo vuol dire che nel mese di Novembre si perdono circa 7 minuti di luce solare diretta al giorno e l’accorciarsi delle giornate è evidente. Se poi capita di avere una routine giornaliera di quelle dove si punta la sveglia sempre alla stessa ora il cambiamento diventa veramente lampante, un giorno ti svegli con il sole nel cielo e un paio di giorni dopo il sole deve ancora salire.

Allo stessa velocità con cui si accorciano, le giornate si allungano. Se il 13 di Gennaio abbiamo ancora una finestra di 5 ore di luce diretta tra alba e tramonto al 26 Febbraio, poco più di un mese dopo le ore diventano 10! Questa cosa vissuta sulla propria pelle la prima volta è davvero sconvolgente ed immaginarlo non è difficile se si pensa che tutto questo avviene in poco più di tre mesi ed in pieno inverno.

Tutto avviene così in fretta che domande del tipo “ma quanta luce c’è in inverno in Islanda?” perdono di senso.

Seydisfjordur. Foto scattata alle 14 circa, più o meno 40 minuti prima del tramonto.

 

Diversi livelli di luce

Il fatto che il sole si trovi al di sotto delle linea dell’orizzonte prima dell’alba o dopo il tramonto non significa che tutto diventi buio di colpo come se spegnessimo l’interruttore della luce a casa.

Ci sono infatti diversi livelli di luce oltre a quella diretta del sole che sono i livelli crepuscolari, ovvero il crepuscolo civile, nautico ed astronomico.

Questi diversi livelli sono classificati in base alla distanza zenitale del sole dalla linea dell’orizzonte, ma io non ho le competenze scientifiche per spiegarveli e quindi cercherò di farla breve.

Le varie fasi del crepuscolo sono quelle che ci portano da quel momento in cui il cielo inizia un po’ ad illuminarsi e rimangono visibili solo le stelle ed i pianeti più luminosi ma non si vede ancora praticamente nulla e senza una torcia le probabilità di spaccarsi la faccia da qualche parte sono altissime (crepuscolo astronomico), a quella fase in cui è già abbastanza luminoso per vivere la vita di tutti i giorni ma il sole non ha ancora superato l’orizzonte.

Questa sorta di terra di mezzo tra notte e giorno a queste latitudini si allunga parecchio e se per fare un esempio in un posto come Darwin in Australia per passare da “ Oh, è quasi l’alba” a “senza occhiali da sole sono come cieco e mi esplode la testa” basta una mezz’oretta qui in Islanda il processo è molto più lungo e graduale.

Foto scattata poco dopo il tramonto alle 15.00 circa. Da qui in poi la luce si abbassa lentamente

 

Il sole e la sua inclinazione

E’ una domenica mattina di metà novembre, il mio primo giorno in Islanda.

Mentre passeggio per le strade sonnacchiose di Reykjavik con un groviglio di pensieri disordinati nella testa finisco sul lungomare cittadino sferzato dal gelido e micidiale vento islandese.

Da qui, dando le spalle al mare, vedo per la prima volta un pallido sole fare capolino fra due palazzi. Pur essendo mezzogiorno è un sole basso, fisso, come congelato a pochi gradi sopra l’orizzonte.

Quello che non so è che quella è anche più o meno l’ultima volta che lo vedrò.

Il sole durante i mesi più bui si alza al massimo di circa 3 gradi sopra l’orizzonte. Questo vuol dire che anche una piccola montagna è sufficiente a oscurare qualsiasi cosa si trovi ai suoi piedi e proprio per questo motivo molte cittadine islandesi rimangono senza vedere la luce diretta del sole per mesi.

Tra queste c’è Seydisfiordur, casa nostra.

Il centro di Seydisfjordur alle 15.00, dopo il tramonto.

 

3 mesi senza mai vedere il sole

Quando siamo arrivati a Seydisfiordur era il 20 di Novembre ed il sole già da circa una settimana non si faceva più vedere.

Seydisfiordur è un piccolo paesino situato ai bordi di un bellissimo fiordo circondato da montagne alte circa 1000 metri e proprio questa posizione assolutamente spettacolare ai piedi delle montagne lo rende irraggiungibile dal sole da metà novembre a metà febbraio. In posti come questo semplicemente il sole un giorno scende al di là della montagna per risalire non prima di qualche mese.

Vivere senza luce diretta del sole non è facile se non si è abituati.

Se escludiamo alba e tramonto che a giorni alterni colorano il cielo per il resto del tempo la luce è sempre molto simile. Senza un orologio a volte è davvero impossibile capire quale ora è tanto la luce è sempre uguale. Ci sono giornate nuvolose dove mi capita di uscire a fotografare mantenendo la macchina fotografica con gli stessi settaggi di base per ore senza quasi mai cambiarli!

Foto scattata alle 13.30 in una giornata nevosa. La luce quando nevica o è nuvoloso è tenue e subisce pochissime variazioni.

Durante le poche ore di chiaro di Dicembre faccio molta fatica a stare in casa anche solo per mangiare, perché quella poca luce è un forte richiamo e mi sembra di sprecarla stando al coperto!

Le tante ore di buio invece ti rivoltano completamente i ritmi biologici facendoti venire sonno a metà pomeriggio e rendendo difficoltoso alzarsi dal letto la mattina quando è ancora buio e sai che lo sarà ancora per ore.

Inoltre la totale mancanza di luce solare alla lunga può anche creare scompensi a livello fisico, soprattutto per quanto riguarda la carenza di vitamina D.

La vitamina D è fondamentale per il nostro organismo ed è benefica per ossa cervello e cuore ma è una vitamina che viene assunta soprattutto attraverso l’esposizione solare.

La sua carenza può portare principalmente a stanchezza, sbalzi di umore e depressione.

Gli islandesi comunque combattono questa carenza mangiando molto pesce che contiene alti livelli di questa vitamina ed al supermercato è possibile trovare molti prodotti ai quali vine aggiunta come per esempio il latte.

Il Nord in inverno in ogni caso ha un fascino ineguagliabile e poter stare a lungo a questa latitudine in questa stagione è un esperienza che mi sento fortunato di poter vivere.

Quando le giornate sono belle la tenue e delicata luce invernale colora il cielo di tinte pastello quasi irreali che vanno dal rosa all’arancione regalando albe e tramonti assolutamente indimenticabili.

Seydisfjordur dall’alto illuminato da uno stupendo tramonto invernale.
Claudio
Fotografo, VideoMaker e batterista fallito. Mi piace cucinare e assaggiare nuovi sapori dal mondo, anche se piu viaggio e piu sto prendendo una vena leggermente vegetariana. Amo viaggiare in moto nel sud-est asiatico e le lunghe passeggiate in montagna.

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