Myanmar

La spettacolare alba di Bagan

L’alba di Bagan

Si dice che il tramonto a Bagan sia nella lista delle 50 cose da vedere assolutamente e mi ricordo che la prima volta che ne ho sentito parlare è stato qualche anno fa quando è diventata nel tempo una di quelle mete gettonatissime assolutamente da non perdere. Ero andata a vedermi anche alcune foto e avevo pensato che era proprio uno spettacolo.
E dopo alcuni anni eccomi li, alla stazione dei bus a Yangon ad aspettare che il mio bus per Bagan parta.

Stazione dei bus di Yangon

Innanzitutto se vi capita, fatelo. Prendete un bus pubblico dal centro città a Yangon e scendete alla bus station. Meglio che andare sugli autoscontri! Una volta arrivati non perdetevi…la stazione dei bus sembra un paese suddiviso in quartieri, trovare il bus al primo colpo non è facile.

Sul bus di linea non si ha molto spazio per le gambe…

Da Yangon a Bagan

Per raggiungere Bagan ho preso un bus notturno (15000 kyats), neanche poi messo così male; partono col calar del sole e arrivano in piena notte. Sono arrivata a Bagan alle 4 del mattino.

Contrattare coi taxisti birmani è molto più civile che farlo con quelli thailandesi. Sono educati, parlano uno alla volta e si riesce anche a fare un discorso. Dopo aver pagato la tassa di ingresso di 15000 Kyats, il taxi ci porta ai nostri diversi ostelli.

Ho conosciuto diversi ragazzi che, arrivando in treno, sono riusciti a non pagarla; con il bus è impossibile, ci si passa davanti per forza. Sia nella zona archeologica che in centro, il ticket non viene mai controllato.

Il mio ostello si chiama Bagan Central Hotel e si trova a New Bagan. Camere con materassi stesi a terra e un bagno dove l’acqua risale putrida da sotto il cesso una volta tirata l’acqua. Un altro ostello fatiscente e abbastanza costoso, come lo sono la maggior parte. Sveglio il ragazzo alla reception e mi faccio dare il letto nella camerata, poi ridiscendo le scale e incontro un ragazzo che affitta motorini. Me ne vuole dare uno, ma io sono stanca e la voglia di guidare di prima mattina dopo mezza nottata in bus è praticamente nulla. Così decido di affittare motorino e autista, indosso gli indumenti più pesanti che ho e leggiadra mi poso sul motorino già acceso e pronto a schizzare tra i templi.

Il mio autista!

Fa un freddo cane e la Shwesandaw Pagoda non è poi così vicina, sorpassiamo molti viaggiatori con la bicicletta che non invidio per niente, anzi, rimango sempre più felice della mia scelta facile e per niente sbattimento. Gradini ripidi ci portano su in cima alla Pagoda, dove altre 20 persone prima di noi si sono già posizionate nei posti migliori per assistere allo spettacolo del sole.

Le stelle lasciano spazio a una bassa nebbiolina, che diventa sempre più fitta mano a mano che la luce timidamente perviene. Un rosa acceso fa da sfondo al quadro. Una distesa immensa, infinita, anche un po magica. Bassi alberelli che lasciano spazio alle numerose punte degli stupa. Cerco di vedere fin dove arrivano, ma è praticamente impossibile. Forse non finiscono mai.

I galli cantano già da un po, qualcuno spegne i fuocherelli accesi tra le sterpaglie per riscaldarsi, poi i colori svaniscono e la nebbia diventa ancora più torbida e fitta, quando a un certo punto il sole decide di uscire illuminando la foschia, che assume delle calde colorazioni pastello e tutto il quadro in un attimo diventa un capolavoro. La prima mongolfiera sale in aria, da lontano per attraversare la valle, dopo di lei altre tredici la inseguono. Uno spettacolo che lascia davvero a bocca aperta.

In tutti i blog che ho letto raccontavano che il modo migliore per vedere la piana di Bagan è prendere una bicicletta e pedalare. Ma col cavolo!!! Una mazzata atomica. Non lo rifarei neanche a pagamento. A parte il caldo e il sole che ti picchia in testa che fortunatamente quel giorno andava e veniva, le strade sono un continuo sali e scendi, per non parlare della polvere che si respira. Si usate la bicicletta, ma quella elettrica!!! Ho passato tutto il pomeriggio tra uno stupa e l’altro, ma scusate se lo dico, a parer mio, visto uno… visti tutti.

Si perché la piana di Bagan vista dall’alto, all’alba e al tramonto è un qualcosa di veramente incredibile, girare tra gli stupa è un qualcosa di assolutamente noioso. Quelli importanti segnati sulla cartina, sono i più turistici e al loro esterno è pieno zeppo di birmani che cercano di vendere i loro piccoli oggetti, i bambini ti rincorrono per venderti le cartoline con fare incitante e camminandoti intorno finchè non riesci in qualche modo a divincolarti. All’interno il tempio non è mai particolarmente emozionante, alti muri, lunghi corridoi e statue giganti del budda, una per ogni lato dell’edificio. Sono belli gli stupa con le scale interne, che ti portano su in alto ad ammirare il panorama infinito.

La piana vista dalla cima di uno stupa

La mattina dopo con un ragazzo tedesco e il suo motorino abbiamo assistito a un’altra alba su uno stupa completamente assediato da fotografi, appena sotto il campo da golf. Il tramonto questa volta non è stato spettacolare come il primo, ma le mongolfiere si sono alzate in volo da dietro di noi e abbiamo potuto riprenderle in foto dal lato che il sole colora.

Le mongolfiere in volo sulla piana di Bagan

Due giorni pieni a Bagan a mio parere sono più che sufficienti! Anche parlando con gli altri ragazzi dell’ostello la sensazione di tutti e un po la stessa. Ho deciso di non andare a visitare il Monte Popa perché mi è stato detto assediato da scimmie e io volentieri le evito. Avevo prenotato due notti, ma ho decido di perderne una e salire sul bus notturno che mi porterà al lago Inle.

 

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Valentina
Innamorata dell'Australia e della Thailandia. Allergica alla frutta secca e intollerante a tante altre cose come alle persone maleducate. Mi piace viaggiare per lunghi periodi, con il volontariato o qualche lavoro a breve termine. Scrivo per ricordarmi le cose che faccio perchè ho una memoria orribile.

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