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Marina Bay Sands Hotel – Una giornata da Re!

DRIIIIIN

“Buongiorno, dai, alzati e fai lo zaino che dobbiamo fare il check out!”
“Cla ma cosa dici? Abbiamo ancora un altra notte da fare in questo ostello, non rompere, lasciami dormire!!”
“E invece questa è l ultima! Ho prenotato da un altra parte, quindi muoviti!”
Ancora un po’ addormentata apro un occhio e vedo Claudio realmente indaffarato a sistemare lo zaino.

Conoscendo il soggetto, non ho creduto subito alle sue parole. Abitualmente vengo presa in giro; si diverte a inventare storielle fasulle, finché finisco per crederci e da quel momento vengo schernita con grasse risate e ad altri strani versi.

No, sta mattina non me la faccio dare della boccalona.
Quindi mi alzo con calma e sbuffando esco dalla camera per andare in bagno.
Al mio rientro c era solo la mia roba da infilare nello zaino.
A furia di urlare Al Lupo Al Lupo, questa volta finiva male!
Facciamo colazione e usciamo.
“Taxxiiiiiiiii”
Il taxi si ferma, saliamo e…. “Marina Bay Sands Hotel, please.”
Scuuuuusaaaaa???????
Erano anni che pensavo a quanto era figo quell hotel e la foto di quella piscina sul tetto, che sembra finire a strapiombo sulla città di notte, è sempre stata guardata con adorazione.
“Buongiorno Mr Comi, la sua stanza sarà pronta alle 15, nel frattempo può usufruire di tutti i nostri servizi.”
Mentre Mr Comi sbrigava le ultime operazioni di check in con la ragazza dietro al banco, ho cominciato a guardarmi in giro e capire realmente dove ero finita.
Vetrate altissime, specchi, sopra di me i piani delle camere uscivano come una scala al contrario verso l infinito e un ponte univa le due pareti più vicine dell’ hotel e collegava il casinò con il giardino botanico, alla mia destra piani rialzati con tavole imbandite, camerieri impeccabili, e chef con il cappello da cuoco più alto che io abbia mai visto, servivano e controllavano gli espositori del buffet, alla mia sinistra facchini con i carrelli portavaligie,  uomini d affari al telefono e personale della sicurezza passavano da una parte all altra dell hotel.
 
“Se i signori desiderano lasciare qui le valigie, vi saranno poi consegnate in camera al vostro rientro”
Usciamo dall’ hotel e prendiamo un taxi che ci porta fino all’ ingresso di Sentosa, quasi più un parco giochi che altro, che ci ha dato ben poco, tutto troppo terribilmente finto.
Aspettando le 15, pranziamo e poi corriamo subito in hotel, curiosissimi di questa nuova esperienza.
“Mr Comi, purtroppo devo comunicarle che c è stato un disguido, la camera da lei prenotata non è più disponibile, ma le abbiamo riservato una camera più grande, ma che purtroppo non ha la vista città.”
Arriviamo davanti alla camera 791, infiliamo la scheda nella porta ed ecco che la porta si apre e troviamo una stanza gigante ad accoglierci. 79 metri quadri di puro lusso!!
“Guarda! La televisione sa il mio nome e mi da il benvenuto!”
“Le tende si aprono se schiaccio questo bottone!”
“C è il telefono anche in bagno!”
Ogni cosa era incredibile e ogni cosa veniva toccata e provata.
“Beh, adesso mettiamo il costume e andiamo in piscina!”
“Ma non abbiamo i bagagli!!”
“Adesso chiamo in reception e mi lamento! Poco efficienti.”
Non fa in tempo a finire la frase che il nostro campanello suona. Un pò intimoriti apriamo e troviamo il facchino con un sorriso smagliante pronto a consegnarci gli zaini e dopo aver chiesto il permesso di entrare inizia a farci una spiegazione dettagliata di tutti i servizi che possiamo usufruire in camera. Quasi da dargli la mancia per farlo stare zitto!
Velocemente ci infiliamo i costumi e corriamo all’ ascensore. 50 piani in 4 secondi.
Ed eccola li, in tutto il suo splendore!
Camminando lungo il bordo troviamo due sdraio libere, e prendiamo due asciugamani. Bambini in acqua, genitori che si fanno foto a bordo vasca, pensionati sui loro sdraio con cocktail in mano e miss eccentriche tutte impostate fanno finta di prendere il sole.
Anche noi entriamo in acqua e ci fiondiamo verso il bordo opposto, quello che da sulla città. Purtroppo c è la nebbia, o meglio, il fumo. In Indonesia bruciano le foreste, ogni anno, nello stesso periodo, per circa 3 mesi, e il vento tira praticamente sempre verso Singapore. Perché non ce l’ha detto nessuno? Perché non si trova da nessuna parte questo piccolo particolare?
Per fortuna la sera il vento è cambiato e abbiamo potuto ammirare dalla piscina la città di Singapore, con le sue mille luci e i suoi altissimi grattacieli.
 
Singapore ci è piaciuta, è una grande città, un mix di diverse culture, un incontro tra occidente e oriente, quartieri iper tecnologici ed altri più antichi dove si può vedere quello che rimane della vecchia Singapore.
IMG_2289In ogni caso siamo stracontenti di aver fatto una volta nella vita una giornata da veri ricconi!!!
Ora si torna alla realtà e si continua il viaggio!
Valentina
Innamorata dell'Australia e della Thailandia. Allergica alla frutta secca. Mi piace viaggiare per lunghi periodi, con workaway o qualche lavoro a breve termine. Scrivo per ricordarmi le cose che faccio perchè ho una memoria orribile.

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