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Memorie da San Francisco

San Francisco. Sono le 6 e mezzo del mattino e sto facendo lo zaino per lasciare l’appartamento in cui sono arrivata più di due settimane fa. E dire che quando ci sono entrata non ne ero poi così troppo convinta. C’era un forte strano odore e non mi sembrava spiccasse per il pulito.
Uno di quei classici appartamenti di San Francisco che sono più lunghi che larghi e dove il corridoio sembra non finire mai. In un quartiere decisamente tranquillo a due passi da alcune delle zone più belle, come le Painted Ladies.
La casa è colorata di un bel blu scuro, una grata di ferro con cancellino separa la strada dalle tre porte d’ingresso, una per ogni piano. Sulla facciata sporgono le bay Windows che, per quanto mi riguarda… ADORO. Ho sempre sognato di vivere in una casa con le bay Windows fin da quando progettavo case e interni con un programmino semplice semplice sul computer all’età di 7 anni.
La mia stanza è stata per la maggior parte del tempo la sala, e il divano il mio letto. Però per un paio di giorni, approfittando dell’assenza del coinquilino di casa, ho occupato la sua stanza che era pocodimeno che… la stanza con la bay Windows. E così un piccolo sogno nel cassetto si è realizzato. Nella stanza c’era anche un caminetto, cosa volere di più?

In autunno inoltrato la temperatura è stata a dir poco fantastica, caldo di giorno e bello fresco di sera. Ho rispolverato le cannottierine che ormai erano appallottolate in fondo allo zaino e per un po sono andata in giro con la felpa nella borsa perché “non si sa mai” e invece sudavo e sudavo e dopo un paio di giorni ho deciso finalmente di lasciare la felpa a casa.
Sudavo anche perché macinavo un sacco di kilometri. Su e giù per le strade di San Francisco vi assicuro che non è proprio una passeggiata di quelle che si fanno dopo cena per digerire. La pendenza delle strade in alcuni punti è pazzesca, quasi da risata isterica e una serie di imprecazioni mentre la si percorre in salita. Poi ci si ferma in qualche parchetto a bere e riempire la bottiglietta di plastica.
L’acqua a San Francisco fa schifo, o meglio, dovrebbe arrivare dai parchi nazionali, ma passando per i tubi vecchi, il gusto diventa abbastanza disgustoso. Però l’acqua al supermercato costa sui 2 dollari a bottiglia, quindi ogni tanto va bene bere anche quella dal rubinetto.

Mi piace camminare perché sono una pazza incosciente, ma anche perché camminando posso gustarmi alcuni particolari che con un mezzo pubblico andrebbero persi nella corsa verso la fermata. Invece io avanzo a passo lento, non sono più come una volta che tutti mi chiedevano se avevo il pepe al culo, ogni tanto mi fermo, guardo le case, poi cambio marciapiede. Quando sono stanca mi fermo e prendo un mezzo per tornare a casa.

San Francisco è ben collegata, c’è una fitta rete tra bus, trenini e metro. Ma non solo. Uber è così economico che ti chiedi perché dovresti spendere un paio di euro in meno e prendere il bus! Ho avuto la fortuna di incontrare autisti simpatici che mi hanno dato dei consigli ottimi per la mia permanenza in città, ed è stato un piacere fare quattro chiacchiere con un locale.

Durante questo viaggio, che è partito dal Canada e si è concluso a Los Angeles posso dichiarare che San Francisco è stata la mia città preferita perché è particolare, colorata, si respira di tutto un po, c’è la storia, ma anche la modernità, c’è l’arte e la cultura, la voglia di comunicare, la gentilezza delle persone, il Golden Bridge e i leoni marini al Pier 39, il profumo dei granchi, la Clam Chowder, la nebbia che sale dall’oceano, il venticello frizzante sempre costante. Ci sono le case vittoriane e i giardini sempre curati, ci sono i negozietti vintage, e c’è magia un po dappertutto.
Ad Halloween ero a Casto e ho partecipato alla festa di Halloween piu divertente che io ricordi. Ho visto sfrecciare in mezzo agli incroci o giù per le discese pazzi skaters. Ho guardato il cielo colorarsi al tramonto tra gli altri grattacieli, ho respirato gli odori di Chinatown e subito dopo quelli dei buoni caffè italiani. San Francisco questo è solo un arrivederci.

 

Valentina
Innamorata dell'Australia e della Thailandia. Allergica alla frutta secca. Mi piace viaggiare per lunghi periodi, con workaway o qualche lavoro a breve termine. Scrivo per ricordarmi le cose che faccio perchè ho una memoria orribile.

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