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Norvegia del Nord – Caponord e dintorni 

Da queste parti le strade finiscono quasi sempre davanti ad un gelido mare oltre il quale non c’è praticamente più nulla. Tecnicamente ci sarebbero le isole Svalbard più in la, lontane a galleggiare tra i ghiacci, ma a parte loro, quando la strada finisce, finisce anche la terra. Siamo alla fine dell’Europa continentale.

Nordkapp

Vista da qui la costa rocciosa con pareti alte e continue a picco sul mare sembra non finire mai. Nonostante siano le 11 di sera passate c’è tantissima luce, le ombre sono allungate ed i toni caldi, ma il sole è così alto sull’orizzonte che i classici colori aranciati del tramonto non sono quasi presenti. Il vento gelato soffia senza sosta congelandoci le mani e la faccia, così forte che quasi mi strappa il telefono cellulare dalle mani mentre cerco di scattare una foto.  Io e mio padre siamo appoggiati alla solida staccionata metallica verde che ci separa dagli oltre 300 metri di strapiombo della falesia a picco sul mar glaciale artico sotto di noi. Siamo a capo nord.

Il sole di mezzanotte visto da Caponord

Caponord è comunemente considerato il punto più a nord dell’europa continentale, in realtà non lo è per due ragioni. La prima è che alla sua sinistra c’è il promontorio di Knivskjellodden, che con i suoi 71° 11’ 08” di latitudine è il punto più a nord raggiungibile dall’uomo (a piedi) sul continente europeo. Caponord invece si trova circa 1500 mt più in basso, ad una latitudine di “soli” 71°10’ 21”. Il secondo motivo è che entrambi questi punti si trovano in realtà su di un isola, l’isola di Magerøya. Per questa ragione a voler essere puntigliosi il vero punto più a nord dell’europa continentale sarebbe capo Nordkinn, che si trova a 71° 08′ 02″ di latitudine, nella penisola di Nordkinn, comune di Gamvik.

La strada per Caponord percorsa la notte offre scorci davvero spettacolari

Pur essendo ormai diventata una grossa attrazione turistica, capo nord rimane un posto affascinante. Qui si sono conclusi una miriade di viaggi, più o meno epici, più o meno famosi. Un sacco di gente arriva ogni anno a bordo dei mezzi più disparati compiendo tragitti più o meno lunghi che alla fine terminano simbolicamente tutti qui. Caponord è un traguardo, un simbolo, un icona, e le sue coordinate sono ormai un marchio. Possiamo dire insomma che Il fascino di questo posto rimane, ma il carrozzone che il turismo di massa si è portato dietro ne ha portato via un po.

Il famoso globo di Caponord

Per accedere all’ultimo pezzo di promontorio si paga un pedaggio abbastanza salato, di circa 25 euro a persona. Dopo aver pagato si riceve un biglietto nominale d’entrata valido per tre notti, in modo da dare qualche possibilità in più, in caso di brutto tempo, di vedere il sole di mezzanotte da qui. Nel caso veniate con un camper o vi portiate una tenda qui potrete anche dormire. Detto questo se non volete pagare nessun pedaggio, dopo le 2 di notte è possibile entrare gratis in quanto il casello chiude e l’accesso all’area rimane aperto. Sul promontorio è stata costruita una enorme struttura contenente  un paio di ristoranti, un negozio di souvenir, un paio di bar, un museo, un cinema, una cappella e addirittura un piccolo museo thailandese in onore di un re (tale Re Chulalongkorn) venuto in visita qui agli inizi del 900. Per i più pigri e freddolosi è quindi anche possibile godersi il panorama ed il sole di mezzanotte al caldo davanti ad una tazza bollente di caffè.

Il globo di Caponord visto dal bar all’interno della enorme struttura

Questa enorme struttura è stata costruita attorno alla roccia che una volta fungeva da libro visitatori e sulla quale sono scolpiti i nomi degli illustri visitatori che di qui sono passati. Tra le altre cose pare che il primo visitatore ufficiale fosse un Italiano, tale Francesco Negri di Ravenna.

In ogni caso ritagliarsi uno spazio per se dove poter contemplare il mare in solitudine non è affatto difficile. I promontorio è molto vasto, e dopo esservi fatti la foto di rito sotto il globo metallico basta allontanarsi incamminandosi per qualche minuto per essere soli davanti al mare. I più temerari possono raggiungere il promontorio di Knivskjellodden, incamminandosi lungo il sentiero che parte dalla strada, qualche km prima del parcheggio di capo nord. Il trekking è lungo circa 9 km solo andata e più o meno andare e tornare vi porterà via 6 ore.

Basta allontanarsi un attimo per trovarsi soli di fronte al mare

Lakselv e foresta di pini più a Nord del mondo

A circa 200 Km a sud di capo nord si trova la cittadina di Lakselv, centro amministrativo della municipalità del Porsanger. Questa cittadina pur non offrendo nessuna attrattiva è la base ideale per la visita del parco naturale di Stabbursdalen, dove si trova la foresta di pini più a nord del continente europeo. Noi qui abbiamo passato qualche giorno a fotografare ma se non siete particolarmente interessati come noi all’avifauna un giorno potrebbe essere sufficiente. Ad una decina di Km dal centro di Lakselv si trova il Stabbursnes Nature Museum, dal quale potete percorrere un breve anello (circa 3 km) che gira attorno ad una piccola penisoletta dalla quale si gode di una eccellete vista sul fiordo. Da qui si possono scattare delle interessanti fotografie di paesaggio con un buon medio teleobiettivo. In generale l’uso del grandangolo è più difficoltoso e per via dei grandi spazi non fare foto banali richiede impegno da queste parti.

Pescatori di Salmoni sull’estuario del fiume
Le piccole betulle piegate dal vento, tipiche di queste zone

A metà strada tra il Stabbursnes Nature Museum e Lakselv (sulla sinistra venendo da Lakselv) si trova la piccola strada sterrata che porta al parcheggio dal quale partono i trekking che si inoltrano nella foresta di pini. Trovarla non è per niente facile e al tempo della nostra visita nessun cartello la segnalava, tanto che l’abbiamo trovata solamente grazie all’aiuto di un ragazzo locale al quale abbiamo chiesto. Il parcheggio dista circa 5 Km dalla strada principale ma già dopo un paio di Km inizierete a guidare nella foresta. Questa è una foresta aperta, si compone di alberi bassi, contorti, piccoli, gli alberi qui crescono lentamente e spesso vengono danneggiati dal vento e dal gelo.

Uno scorcio della foresta
Un ramo di un vecchio pino, secco e contorto

Ai bordi del piccolo parcheggio si trova una grossa mangiatoia frequentata da tutte le specie di uccellini che abitano la foresta e dagli scoiattoli, che qui vengono a nutrirsi. Stare seduti davanti alla mangiatoia a osservare questi piccoli bellissimi esseri che mangiano senza paura è già di per se un’esperienza che vale la strada percorsa. Per il resto c’è un piccolo sentiero che arriva ad una cassetta in riva al fiume ed un lungo sentiero che si inoltra nella foresta.

Un esemplare di Organetto Artico
Uno scoiattolo mangia i semi caduti ai piedi della mangiatoia

Poco distante da Lakselv lungo la strada che porta a Børselv (Fv 98) troverete sulla sinistra la strada (Fv 181) che corre per circa 6 km per poi finire in un piccolo porticciolo. Se avete tempo vale la pena di percorrerla fino al suo punto più alto, dove si gode di una vista spettacolare sul fiordo.

Una porzione della vista dal punto panoramico della strada Fv 181

La strada per Veidnes

Dal piccolo paesino di Børselv parte la spettacolare strada che porta a Veidnes. La strada è lunga circa 75 km ma la parte che a mio parere vale davvero la pena di vedere sono i primi 10-15 km. La strada corre quasi fin da subito lungo una spettacolare costa, mare azzurrissimo che neanche ai caraibi sulla sinistra e rocce bianchissime sulla destra. Se avete la fortuna di passarci in estate durante una bella giornata di sole i colori sono esplosivi, le rocce sono di un bianco quasi accecante, i prati pieni di fiori gialli, viola e bianchi, il mare e il cielo azzurrissimi. Vale la pena di fermarsi e inoltrarsi a piedi su uno dei sentieri che corrono verso il mare. Se prestate attenzione e siete fortunati potreste anche vedere qualche aquila volarvi sopra la testa.

La penisola di Nordkinn, la strada e Gamvik

La strada che porta a Gamvik corre lungo la penisola di Nordkinn offrendo scorci e paesaggi di rara bellezza. Tasso di spettacolarità altissimo, una delle più belle di questa parte nord della Norvegia. La strada corre al centro della penisola lungo l’altipiano, ogni tanto costeggia il mare ma molto più spesso costeggia i laghi dei quali questa penisola è ricca, ce ne sono 400!

La strada si inerpica verso l’alto fino a salire a circa 300 metri di altitudine. Prima di affrontare una curva a destra c’è uno spiazzo panoramico dal quale si gode di questa balla vista sulla valle fluviale sottostante. Girata la curva gli alberi scompariranno per non tornare più. Da una curva all’altra qui i panorami possono cambiare drasticamente
Una classica vista dall’altipiano

Abbiamo percorso questa strada in un tipico giorno grigio di pioggia fine e battente, accompagnati dalla sensazione di essere al centro di una landa desolata e disabitata. Di tutte le penisole e le strade dell’estremo nord questa, assieme a quella che porta a Bastfjord, è forse quella che da più la sensazione di essere davvero arrivati alla fine del mondo. Lungo questa strada si incontrano pochissimi centri abitati, solo qualche casa qui e li fino a raggiungere la cittadina di Mehamn. Climaticamente questa penisola rientra nella fascia artica, il clima è subartico e tutta la penisola è sferzata da un vento micidiale che soffia senza sosta con temperature medie annuali che superano di poco lo zero. La strada prosegue tagliando la tundra artica ed inerpicandosi sulle basse montagne raggiungendo il suo picco di spettacolarità proprio nel tratto da Mehamn a Gamvik.

La strada corre tutta curve lungo l’altipiano

Gamvik è desolata, una manciata di case buttate su di un promontorio brullo e arido, quasi nessuno cammina per le sue strade, niente è aperto, esattamente quello che ci si aspetta dal paese che di fatto è il comune più a nord dell’Europa continentale. Qui si respira davvero quella affascinante sensazione di essere alla fine del continente che pensavamo di respirare a caponord.

Sullo sfondo la chiesa di Gamvik, la più a nord del continente europeo e forse del mondo, ma non sono certo di questo.

Proseguendo sulla strada sterrata che taglia la riserva naturale di Slettnes si arriva al faro, che in questo caso non è più solo il più a nord del continente europeo ma il più a nord del mondo intero! Qui si può dormire o semplicemente fermarsi per un caffè ed un waffle al bar all’interno del faro, come abbiamo fatto noi. Come sempre oltre il mare che vi troverete di fronte solo le lontane Svalbard.

Il faro di Slettnes
Scorcio dalla strada per Gamvik
Renne pascolano ai bordi di un lago che, per via della prospettiva, sembra una piscina sul mare sottostante

Come arrivare

Capo Nord è raggiungibile percorrendo la E6. Essendo capo nord un isola ad un certo punto vi troverete davanti il famoso tunnel (terrore di tutti i ciclisti), il tunnel di capo nord, lungo 7 km e profondo 212 mt, che collega l’isola di Magerøya alla terraferma.

E’ anche possibile raggiungere Capo Nord prendendo un traghetto da Kåfjord a Honningsvåg, sull’isola di Magerøya. Nel caso invece vogliate venire fino a qui con i mezzi pubblici il discorso si fa un po più complicato. La linea ferroviaria norvegese fa capolinea nella città di Bodø, oltre la quale è previsto un servizio di autobus e di pullman che permettono di proseguire verso il nord del paese. Non avendolo mai fatto personalmente le mie competenze a riguardano si fermano qui. Per quanto riguarda gli aerei da Oslo ne partono alcuni che raggiungono Lakselv o Alta. In alternativa è possibile volare su Kirkenes, dal quale già che ci siete potete passare per la penisola del Varanger (ve ne parlo qui). In Svezia l’aeroporto di Kiruna non è troppo distante oppure ci sono voli abbastanza economici dall’Italia su Luleå, che è il punto da cui siamo partiti noi.

Io e mio padre a Caponord
Claudio
Fotografo, VideoMaker e batterista fallito. Vivo in costante movimento spostandomi da un posto all’altro senza avere ancora mai trovato il mio di posto. Ho vissuto e lavorato in Australia, Nuova Zelanda, Slovacchia, Italia e Islanda.  Amo viaggiare in moto nel sud-est asiatico, il caffè con la grappa e le lunghe passeggiate in montagna.

2 commenti

  1. Ciao Claudio, ho letto con molto piacere e interesse il tuo articolo : é bellissimo, dettagliato e durante la lettura mi sono teletrasportata in quelle spettacolari fotografie !! Marco e io siamo motociclisti e l estate prossima siamo valutando proprio CAPO NORD. Grazie e …sei grande !!! ✌

    1. Ciao Irene, grazie mille davvero, mi fa un sacco piacere che vi sia stato utile questo articolo. Per quanto riguarda la scelta del vostro viaggio direi che è ottima, mio padre è andato a Capo Nord in moto una decina di anni fa, ci sono un sacco di motociclisti che ci vanno ed è credo uno dei viaggi più belli che si possono fare in moto senza dubbio. Grandi! In bocca al lupo

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