Prime impressioni sull’ Islanda

Trovare lavoro in altri Stati e Paesi è la cosa migliore che si può fare, se si vuole viaggiare vivendo come la gente del luogo. Ed è così che siamo arrivati in Islanda. Siamo i custodi di tre bellissimi cottages e un Volpino della Pomerania. Si! Questa volta facciamo House & Pet sitting 🙂

Tramonto dal finestrino dell’aereo che ci ha portati da Vilnius a Reykjavik

L’arrivo a Reykjavik

Siamo arrivati con un volo della Wizz Air che da Vilnius in Lituania ci ha portati a Reykjavik. Era novembre e alle 6 di sera tutto aveva solo due colori, il nero e il bianco. Era buio, ma la strada era tutta completamente coperta di neve. Mettiamo in spalla gli zaini e inziamo a incamminarci verso il nostro appartamento preso su Airbnb.

Non faceva neanche tanto freddo, le macchine erano tutte parcheggiate ai bordi della strada e nelle casette colorate la luce calda si intravedeva dalle finestre. Arriviamo a un certo punto a un albero pieno zeppo di lucine colorate. Di Reykjavik ho assaporato subito l’odore dell’inverno, ma di quell’inverno fatto di maglioni di lana e stelle di Natale alle finestre.

Un albero illuminato a festa per le vie di Reykjavik

La nostra camera, con una vetrata enorme, si affaccia direttamente sulla strada, su un piccolo parchetto che ormai è piu una pista di pattinaggio con qualche panchina. Qualcuno sta vomitando.

Da infondo alla strada si sente musica e un gran movimento. La strada pullula di macchine che vanno su e giu e di persone che camminano sui marciapiedi guardando le vetrine dei costosissimi negozi. Subito l’idea di comprarmi uno dei loro tipici maglioni svanisce dalla mia mente appena intravedo il prezzo.

Uno scorcio della città dalla nostra finestra all’alba

La cena

Entriamo in un ristoranti di cui si dice un gran bene online ed è anche uno dei meno cari. E infatti è pieno di persone che sedute ai tavoli. Gustano una zuppa che dall’odore non può essere altro che pesce. Cibo tipico islandese! E’ proprio quello che stavamo cercando. Non ci sono tantissimi piatti e di solito è sintomo di essere entrati in un posto dove fanno da mangiare bene! La zuppa che tutti mangiano si chiama Shellfish Soup e Claudio decide che quella sarà la sua cena. Io invece mi lancio sul piatto di Natale, agnello, patate, piselli e crauti. Alcuni ragazzi si sono stretti al tavolo per farci posto, l’ Islandic Street Food è un gran posto. E’ come essere in ostello e scendere in sala pranzo a cenare e ritrovarti subito con 10 nuovi amici. Il proprietario è davvero simpatico e ti fa sentire subito a tuo agio. Il prezzo della cena è stato buono, calcolando che siamo in centro a Reykjavik abbiamo speso “solo” 4380 corone islandesi (circa 35 euro).

Un giro per la via principale, fino alla famosa chiesa e poi dritti nel letto. La vita notturna di Reykjavik inizia tardi e noi non siamo proprio in forma e non vogliamo neanche spendere tutti i nostri soldi in birre.

Il giorno dopo

Il giorno dopo il sole sorge e rimane come bloccato in una sorta di tramonto perenne, i cigni e le paperelle nuotano nell’unico spazio non ghiacciato e i marciapiedi sono pieni di ghiaccio e pare che non interessi proprio a nessuno. L’acqua che scende dal rubinetto è potabile, gratis e oltre a questo è anche una delle acque piu buone che abbia bevuto. L’odore di zolfo si sente, a volte, l’ho sentito appena scesa dall’aereo. Tutte le macchine hanno le ruote chiodate fortunantamente!

Cigni e anatre che nuotano indifferenti nelle acque gelide

Riprendiamo l’aereo, questa volta uno piccolino, con le eliche. Devo ammettere che un po di strizza l’ho avuta. Invece il volo è stato piacevolissimo, anche se la hostess (carinissima e gentile) per via dell’uniforme severo aveva una certa aria nazzista. Abbiamo sorvolato tutta l’ Islanda, il tempo era bellissimo e ci siamo proprio goduti il paesaggio bianco e ghiacciato. L’aereo scende a Egilsstadir. E poi raggiungiamo Seydisfjordur con la macchina.

Dal finestrino del volo Reykjavik – Egilsstadir
Il piccola aereo a elica della Air Iceland
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