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Quando sono partita nel 2013 non avrei mai pensato che viaggiare 3 anni con 2000 euro fosse fattibile. E invece l’ho fatto. E ho anche scoperto e imparato che quello che ho intrapreso io non è poi così incredibile e che molti ragazzi lo fanno, ognuno con i propri metodi, che variano molto dal mio. Ho deciso di scrivere questo post perché la frase “Come hai fatto a viaggiare così tanto? …Se potessi lo farei anch’io” è quella che sento più spesso e il più delle volte la sento dire da ragazzi come me, senza figli, semplicemente bloccati da un posto fisso e qualche insicurezza.

I paesi che ho toccato sono stati: Australia, Nuova Zelanda, Fiji, Singapore, Malesia, Indonesia, Thailandia, Cambogia, Vietnam, Myanmar. In alcuni paesi ci sono entrata anche più volte. In Thailandia ci sono stata tutti e 3 gli anni, in Cambogia solo 2. Sono anche tornata 2 volte in Italia e ho fatto una settimana a Budapest. E per aver fatto tutto questo devo ringraziare l’Australia.

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[…]Viaggiamo a ritroso su un pezzo di strada percorso il giorno prima, poi deviamo puntando idealmente il confine vietnamita. Sulla strada osserviamo un incendio evidentemente sfuggito di mano a qualche contadino, minacciare le case di un piccolo villaggio. Le fiamme sono altissime, il caldo quasi insopportabile. Il fuoco guadagna terreno ad una velocità impressionante e per un attimo temo bruceranno tutte le case. Gli abitanti del villaggio corrono da una parte all’altra. Poi con mio grande stupore veloce come è divampato il fuoco si placa e tutto torna sotto controllo. Poi la strada cambia, l’asfalto lascia spazio a una strada dissestata di terra rossa, secca e arida. Alcuni locali ci sorpassano sfrecciandoci al fianco, ci guardano, ridono e vanno. Li osservo, mi rendo conto che ci sono un paio di piste che se seguite con precisione permettono di passare fra i buchi e le conche di sabbia. Inizio a fidarmi, procediamo a 40 Km/h tra buchi, sassi e sabbia. Un errore e si cade. Mi diverto come un matto!! Arriviamo ad un villaggetto e ci fermiamo davanti ad una scuola a fissare per l’ennesima volta il bagaglio che rischiamo di perdere ogni 15 minuti. […] *********************************************** Seguici su www.facebook.com/infilacilnaso ****************************************************** #trip #thanks #whatilivefor #world #everywhere #motorbike #gravelroad #neverstopexploring #viaggio #Cambogia #life #like #love #lovemylife #happiness #felicità #smile #amazing #adventure #istagram #inviaggio #travel

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ECCO LA MIA STORIA

Quando il 10 gennaio 2013 sono arrivata in Australia con i miei 2000 euro mi sono subito resa conto che sarebbero finiti in fretta se non mi davo una svegliata. In due, con Claudio, abbiamo deciso di investire i nostri pochi soldi in un van e così azzerare praticamente il nostro gruzzolino di soldi.

Non volevamo lavorare in città e comprare una casa ambulante ci sembrava la soluzione migliore sia per spostarci e cercare un lavoro, che per avere un tetto sopra la testa. Quando non si hanno più soldi e si è dall’altra parte del mondo è la disperazione che ti porta a trovare un modo per sopravvivere.

In un giorno, anzi a dirla proprio tutta, in poche ore, abbiamo trovato un lavoretto di un mese. Eravamo increduli, ma soddisfatti. La paga era buona e alla fine del mese di lavoro la voglia di partire era a livelli altissimi. Noi siamo partiti perché volevamo viaggiare in fondo! E quindi perché non partire subito?

Con il nostro amico van abbiamo così deciso di dirigerci a nord, ma non avevamo fatto realmente i conti con le spese effettive che un viaggio del genere avrebbe potuto portare. Fatto sta che in poco tempo i soldi erano di nuovo già finiti!

Lungo la strada l’unica ad aver trovato un lavoro da cameriera, poco soddisfacente per i miei interessi, ero stata io, ma volendo rimanere insieme a Claudio e non potendo io caricarmi sulle spalle le spese di tutti e due, abbiamo deciso di lasciare quel lavoro e tornare da dove eravamo venuti perché sapevamo che di lavoro giù ce n’era ancora e molto probabilmente per entrambi. Quando il nostro conto in banca ha raggiunto le due cifre, siamo nuovamente riusciti a trovare da lavorare in una farm di mele.

#manjimup #australia #wa #frog #green #farm #picking

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Passati quattro mesi il momento di partire era finalmente arrivato. Con i biglietti aerei in mano siamo partiti per Singapore, abbiamo dormito al Marina Bay Sand Hotel una notte, uno sfizio da 500 euro che abbiamo voluto toglierci dopo aver lavorato sodo.

Poi Malesia e infine Bali per poi tornare in Australia. Per noi la grande isola dei canguri era ormai la salvezza, la giusta ricompensa per gli sforzi fatti e sapevamo che tornare li ci avrebbe nuovamente dato la carica per un nuovo viaggio. E così infatti è stato.

Io sono sbarcata a Sydney, mentre Claudio è rimasto nei dintorni di Perth. Ho vissuto 4 mesi con una famiglia italo/australiana lavorando come Au Pair, e quei bambini mi hanno insegnato davvero molto. Nel frattempo seguivo un corso scolastico per imparare bene la lingua, in più avevo trovato lavoro come palo. Già. Fa ridere. Tenevo un cartello per un negozio di parrucchieri nel pieno centro della città. Sembra strano dirlo, ma ho anche fatto carriera, riuscendo a diventare manager di quel cartello e, mentre prendevo una provvigione su quello, sono riuscita a trovare un altro lavoro come cameriera. Nei momenti liberi mi promuovevo anche come dreadlocks maker e alla fine dei 4 mesi andavo via da Sydeny con 4mila dollari puliti.

 

#australia #dreads

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Claudio invece ha passato quei mesi in una farm di avocado a Busselton, anche lui guadagnando un buono stipendio. Dopo un incontro veloce a Philip Island, vicino Melbourne, per assistere alla gara di moto gp, e con altri due biglietti aerei per l’Asia in mano, siamo partiti per un capodanno Malesiano, e per le spiaggie thailandesi.

Da li abbiamo deciso di far visita alle nostre famiglie in Italia per un mese, e dopo una settimana a Budapest eccoci di nuovo in viaggio per la Thailandia e la Cambogia. Dopo altri 2 mesi e un conto bancario quasi nuovamente a secco sbarcavamo a Sydney.

Dopo pochi giorni, kilometri e curriculum consegnati, una mail inaspettata arrivava nella nostra posta. Il nostro vecchio datore di lavoro, dall’altra parte dell’Australia, ci stava richiamando per aiutarlo. Alla fine della stagione il suo gruppo di lavoro si era sciolto e lui aveva bisogno di qualcuno che sapesse già fare il lavoro.

C’era solo un problema, non avevamo più soldi per comprare il biglietto aereo. Il nostro datore di lavoro ha così deciso di comprare a sue spese i biglietti e due giorni dopo eravamo nuovamente là a raccogliere mele. Un colpo di fortuna!

Finita la stagione con lui, abbiamo trovato altri due lavoretti, abbiamo comprato una macchina e siamo partiti per fare 13.000 km. Abbiamo costeggiato la costa ovest australiana per poi, una volta arrivati a Darwin tagliare l’Australia in due, passando per Uluru e Alice Springs per poi tornare sui nostri passi. Siamo arrivati a Busselton con nel portafoglio 6 dollari e 45 centesimi per quanto mi riguarda, e Claudio con qualcosina in più.

Abbiamo mangiato pane e riso per tutta lo settimana, abbiamo trovato un lavoro (quello dove Claudio aveva lavorato mentre io ero a Sydney) e una casa con una padrona magnifica che ha accettato di lasciarci la casa senza nessun pagamento anticipato e nessuna sicurezza che le avremmo pagato l’affitto. Anzi, dicendole addirittura che per le prime due settimane non avremmo potuto pagare, ma che a fine mese avremmo saldato tutto il conto. Si è semplicemente fidata delle nostre parole. Siamo rimasti in quella casa per sei mesi e siamo diventati ottimi amici!

#australia #wa #busselton #jetty #cielo #sunset #tramonto #spiaggia #spettacolo

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Quel lavoro, una volta concluso ci ha dato la possibilità di finire il giro australiano, arrivare fino a Noosa costeggiando tutta l’Australia del sud e quella a est, per poi volare alle Fiji un paio di settimane, e rimanere un mese in Nuova Zelanda, tornare in Italia e poi ripartire nuovamente per 5 mesi tra la Thailandia, il Myanmar, la Cambogia e il Vietnam.
Ora siamo tornati a casa, in Italia. Quei soldi sono quasi finiti, ora ci rimbocchiamo le maniche, abbiamo dei progetti in mente, che spero ci porteranno a continuare il viaggio che abbiamo iniziato 3 anni fa.

Ho conosciuto così tante persone che viaggiavano in modi diversi e anche con molti meno soldi che tutte le volte mi viene da pensare che col senno di poi avrei potuto fare il giro del mondo. E invece, a grandi linee, questa è la mia storia, la nostra storia, e sono stata felice di averla vissuta così, di aver cercato di vivere il più possibile i paesi che ho toccato, tornandoci più volte, e tutte le volte scoprendo nuove cose e conoscendo nuovi amici.

Per noi il Working Holiday Visa è stato una manna dal cielo, ci ha aperto un mondo e nuove prospettive di vita.

—»Perchè senza di loro, non sarebbe stata la stessa cosa«— #amici #friends #farm #love #team #australia #busselton #siamoipiubelli #vivogliobene

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Se vi interessa ho scritto un articolo dove racconto in quali posti ho lavorato e come trovarli, potete leggerlo QUI!

Small Shed
In un mondo dove tutto è oscurato, dove ci insegnano solo quello che ci vogliono insegnare, noi viaggiamo per essere liberi, liberi di aprire gli occhi, liberi di usare la nostra mente, liberi di conoscere tutto ciò che è vero, tutto ciò che esiste.

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