Fiji

Viaggiare con la Fiji Airways e una scatoletta di sardine

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Fiji Airways

Sai quando parti, ma non sai quando torni.

Questo è il nostro pensiero tutte le volte che mettiamo lo zaino in spalla e allunghiamo la gamba per fare il primo passo. Organizzare un ritorno ancora prima della partenza è come fermare un qualcosa che non è neanche iniziato. Per questo facciamo sempre solo il biglietto di andata e mai quello di ritorno.

 

Il Check In

Abbiamo comprato il biglietto per le Fiji con partenza da Brisbane in Australia e la scelta della compagnia è stata dettata solo dal fatto che era la meno costosa, ma ad essere sinceri neanche poi così tanto.
Appena arrivati in aeroporto ci rendiamo conto che chiunque in fila davanti a noi ha dei problemi con il bagaglio. Solitamente è il peso quello che conta! A ognuno viene fatto infilare nell’apposito cestello per controllarne la grandezza. Sono veramente poche le persone a cui viene lasciato portare con sè il bagaglio a mano, a tutti gli altri viene fatto imbarcare. In un secondo io e Claudio ci guardiamo e cominciamo ad aprire i nostri zaini. Io ho una borsa frigo azzurra, che oltre a racchiudere il kindle, il pc, due tazze, la nostra mascotte, le mie catene da giocoliera e altre cianfrusaglie contiene anche il vero bagaglio a mano, cioè lo zainetto pieno zeppo di oggetti e ricordi. Claudio invece ha uno zaino decisamente più largo che alto, più o meno il doppio di quello che si potrebbe imbarcare, contenente tutta l’attrezzatura tecnologica che sinceramente non imbarcherebbe neanche se minacciato di morte.
Ci hanno detto che viaggiamo leggeri, abbiamo addosso metà delle cose che stavano negli zaini e ora sembriamo due babbi natale con le infradito!

I bagagli passano e noi ci trasciniamo colmi di oggetti verso il check inconsapevoli di un paio di cose.
La prima è che non si può andare alle Fiji senza avere un biglietto di ritorno o un qualsiasi biglietto per un’altra destinazione. Questa regola toglie tutto il gusto del viaggio, come posso sapere se un posto che non ho mai visto mi piace e voglio godermelo fino alla fine del visto, che in questo caso è di un mese, oppure il contrario? Perché ci dovete già tagliare le ali ancora prima di spiccare il volo??
La ragazza fijiana al banco non può fare altrimenti, ma ci invita a tornare senza rifare la fila una volta comprato il biglietto. Avevamo valutato la possibilità di dover comprare un biglietto in 10 minuti, quindi è stato abbastanza facile e 20 giorni in terra fijiana ci è sembrato un buon compromesso. (cosa di cui ci siamo successivamente pentiti)

La seconda consapevolezza consisteva nel fatto che la fiji airways pretende che i passeggeri arrivino al check in con i biglietti stampati della prenotazione. Sul sito c’è scritto MUST grosso come una casa. E secondo voi chi sono gli unici che arrivano senza i biglietti stampati? Noi e un’altra ragazza italiana.
Petulare è l’unica soluzione, quindi dopo aver comprato il biglietto di fine viaggio, ovviamente destinazione Nuova Zelanda, ci fiondiamo al check in con computer aperti sul banco, felpe lanciate qua e là, macchina fotografica e qualsiasi cosa potessimo escogitare per creare scompiglio. La ragazza al banco non ha potuto mettersi le mani nei capelli solo perché erano cotonati. Claudio è molto bravo nel suo ruolo petulante, parla a raffica e borbotta e dice una serie di ye ye ye infiniti.
Passiamo indenni e con un carico ingombrante da imbarcare e le canne da pesca che sono state la ciliegina sulla torta del petulamento.

 

Atterrare alle Fiji

L’aereo parte con un ora di ritardo, dopodiché per me il viaggio è durato 5 minuti, il tempo di sedermi nell’unico posto senza finestrino e svegliarmi 2 minuti prima dell’atterraggio cercando in ogni modo di sbirciare, dai finestrini a fianco, il paesaggio dall’alto. Quindi posso dire che per me volare con la Fiji Airways è andato piuttosto bene.
Entrare in territorio fijiano è una di quelle cose che ti fa subito prendere bene, una banda di tre ragazzi accoglie tutti i passeggeri suonando della musica che prepara allo spirito rilassato fijiano… che svanisce nel preciso momento del timbro sul passaporto.

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Una ragazza grassoccia e laccata, senza il benché minimo spiraglio di un sorriso sulla sua bocca carnosa inizia a farci il terzo grado, vuole vedere il biglietto di uscita, dove alloggeremo in questa vacanza, il nostro visto per entrare in Nuova Zelanda e sapere che lavoro andremo a fare. Siamo forse indagati per qualcosa? Perché la sensazione è quella! Dopo questa perdita di tempo e un timbro in più sul passaporto, ritiriamo i bagagli e ci dirigiamo all’ennesimo controllo.

Avevo imbarcato una scatola di sardine che avevo dimenticato di mangiare, ma dopo aver dormito 6 ore in due giorni, sinceramente chi se la ricordava più? Non l ho dichiarata. E quando la ragazza al controllo ha notato sullo schermo qualcosa che non andava è saltata sulla sedia come se avesse vinto alla lotteria, una serie di gridolini spastici accompagnati da eccitazione fanciullesca, tanto da far pensare che prendano una commissione sull’”oro” trovato. Beh, è una cazzo di scatoletta sottovuoto, nessuno mi ha mai detto che non poteva essere imbarcata, né che non potesse entrare nel paese. Così mentre spiegavo il perché quella scatolina fosse nel mio zaino, un’altra donna alzava gli occhi a ogni mia parola e li abbassava appena finivo la frase per continuare a scrivere la multa. 400 fottuti dollari fijiani di multa.

E sapete in tutto questo qual è la cosa più ridicola? Mi hanno restituito la scatoletta di sardine.

Gli aeroporti. Tutti uguali.

Valentina
Innamorata dell'Australia e della Thailandia. Allergica alla frutta secca. Mi piace viaggiare per lunghi periodi, con workaway o qualche lavoro a breve termine. Scrivo per ricordarmi le cose che faccio perchè ho una memoria orribile.

2 commenti

    1. Già…! Infatti sono state consumate degnamente come meritavano…. In riva al mare al tramonto chiudendo simbolicamente questa triste storia U_U

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