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Vietnam del Nord – Itinerario di 7 giorni con il motorino

Siamo partiti da Ha Noi per un viaggio di 7 giorni nel Vietnam del nord col motorino che abbiamo deciso di affittare da Style Motorbike perché pagandolo 10 euro al giorno (un paio di euro in più di quello che avremmo potuto affittarlo da qualcun altro) avevamo compreso nel prezzo la riparazione del mezzo se si fosse rotta qualsiasi parte meccanica e in più ci siamo trovati subito a nostro agio sul motorino che ci hanno fatto provare.

 

 

#Giorno 1 Da Hanoi a Mai Chau

Partiamo da Hanoi ovviamente in ritardo nel primo pomeriggio. I primi 40 km dal centro della città sono pieni del caotico traffico cittadino. Gli stradoni a più corsie portano direttamente a un’autostrada non a pagamento e percorribile solo dai mezzi a quattro ruote. Per i motorini una strada più piccola costeggia l’autostrada.

Dopo circa un’oretta siamo già tra le risaie, circondati dalle montagne le cui cime si nascondono tra le nubi. Bellissimo. Procediamo veloci, il sole tramonta poco dopo le 18 ed a noi rimangono meno di 3 ore di luce per percorrere i restanti 100 Km su queste stradine. A parte un piccolo pezzo sterrato per via dei lavori in corso, la strada tutto sommato è in buone condizioni.

Ci fermiamo un paio di volte per sistemare gli zaini e durante una di queste soste da una casetta esce ad osservarci stupita una famiglia al gran completo, dall’ultimo nato alla nonna che avrà minimo 70 anni e viene verso di noi con una bellissima bonga artigianale in bambù che è la più grossa che io abbia mai visto! Dopo di lei arrivano tutti, si scattano un po’ di foto tutti assieme e mi viene offerto un bicchiere pieno zeppo di alcol di riso che ovviamente non posso rifiutare e ne bevo un sorso spiegando a gesti che di più non posso, devo guidare! Aspettandomi un gusto tremendo rimango stupito, non è male!

Con la luce che scende sempre più valichiamo il nostro primo passo montano tra scenari spettacolari che però non ci godiamo appieno, un po’ perché le nubi avvolgono tutto ed un po’ perché abbiamo fretta, non voglio guidare su queste strade di notte ed affretto l’andatura. A metà strada la temperatura scende e ci mettiamo le felpe. Poco dopo il tramonto siamo finalmente a Mai Chau.

Distanza percorsa: 140 km
Durata: 4 ore
Dove abbiamo dormito: Thai Binh Guest House, [indirizzo: No.71 – 3 Sub-Areas – Mai Chau Town] 200.000 dong (8 euro). La camera è basica, due letti singoli e due buon copripiumoni. Aria condizionata, il wifi funziona bene e il bagno è abbastanza pulito. A disposizione due piccoli asciugamani. I proprietari sono persone simpatiche, lui molto preciso, lei disponibile. Ci siamo trovati bene.

 

#Giorno 2 Da Mai Chau a Son La

La strada che divide Mai Chau da Moc Chau la percorriamo tutta d’un fiato, ci fermiamo soltanto una volta, davanti ad una bancarella che attira la nostra attenzione mentre tutto attorno a noi i monti ci guardano passare in silenzio.

Un uomo sta al fianco di un banchetto con sua figlia appollaiata in un colorato zainetto sulla sua schiena, entrambi ci osservano stupiti. Sulla bancarella appesi per il collo sono esposti una decina di topi belli grossi. Ci parliamo a gesti, sa benissimo che non compreremo nulla, chiediamo il permesso di fare un paio di foto e proseguiamo.

Arriviamo a Moc Chau, un paesino circondato da piantagioni di Thè a perdita d’occhio, i paesaggi che si possono ammirare percorrendo uno qualsiasi dei sentieri che dalla strada principale vanno verso le campagne sono più simili ad un quadro che alla realtà. Purtroppo non ci siamo fermati qui a dormire per la notte, col senno di poi è stato un errore! Più avanti le terrazze di thè finiscono e non se ne trovano più.

La strada fino a Son La è ottima a livello di manto stradale e anche il paesaggio è bellissimo, a un certo punto, sulla strada, poco prima di un ponte, si incontra un angolo ricco di verdi terrazze fiancheggiato sulla destra da una stradina sterrata che le costeggia. Semplicemente perfetto per delle foto.

[Il riso lascia spazio al the. Le piantagioni si estendono a perdita d’occhio e la sensazione è quella di muoversi all’interno di un quadro] #vietnam #tea

Una foto pubblicata da I Viaggi Di Valdio (@infilacilnaso_iviaggidivaldio) in data:

Distanza percorsa: 177 km
Durata: 9/10 ore con molte pause
Dove abbiamo dormito: Huong Sen Hotel [228 Truong Chinh Rd, Son La] 250.000 dong (10 euro). Solita camera con letti singoli, condizionatore e wifi buono. Asciugamani grandi a disposizione. La cosa curiosa è che in camera ti portano un termos con acqua calda per bere il the. Senza questa chicca sarebbe un hotel come un altro, niente di speciale. Ce ne sono molti altri lungo la strada.

 

#Giorno 3 Da Son La a Dien Bien Phu

La prima parte di strada è piacevole e ben asfaltata e dopo circa 25 km si arriva al Pha Din Pass, un passo lungo 32 km che è conosciuto per essere il più lungo del Vietnam e secondo una leggenda locale qui il cielo incontra la terra nel punto più in alto (1648 metri).

Il passo è rinomato per i suoi panorami, ma purtroppo quando siamo passati noi c’era una foschia che non ci ha permesso di vedere quasi nulla. Sulla cima ci ha stupito la vegetazione composta prevalentemente da pini che ci ha fatto sentire un po’ a casa.

Questo passo è stato anche teatro di una pagina eroica di storia a cui i vietnamiti tengono molto, infatti da qui i soldati trasportavano a piedi armi, cibo e tutto l’occorrente che serviva per combattere la battaglia di Dien Bien Phu nella quale i vietnamiti sconfissero i francesi e riacquistarono la loro indipendenza.

Ai piedi del passo si trova Tuan Giao dove è possibile fare benzina e mangiare qualcosa per poi proseguire fino a Dien Bien. Da qui la strada prosegue per altri circa 80 km che è veramente un piacere percorrere, una curva dopo l’altra su un asfalto perfetto. Noi ci siamo divertiti veramente tanto. Anche gli scenari che scorrono a fianco della strada non sono niente male.

 

Distanza percorsa: 160 km
Durata: 8 ore con la dovuta calma
Dove abbiamo dormito: Thanh Binh [56 – Nguyen Chi Thanh – TP.Dien Bien Phu] 250.000 dong (10 euro) Camera con letti singoli molto carina, pulita, wifi ottimo. Aria condizionata, asciugamani inclusi, frigo bar.

 

#Giorno 4 Da Dien Bien Phu a Chan Nua

Da Dien Bien Phu la strada si inerpica sulle montagne, si passa vicinissimi al Laos e se ne costeggia il confine per poi puntare decisi verso la Cina. Durante il tragitto si incontrano numerose abitazioni e piccoli villaggietti abitati dalle minoranze etniche che popolano le montagne.

Non abbiamo potuto fare a meno di constatare quanto il loro stile di vita sia lontano anni luce non solo dal nostro, ma anche da quello normale vietnamita. La strada a un certo punto peggiora considerevolmente anche per via di numerosi lavori in corso e alcuni pezzi non sono ancora asfaltati. Inoltre bisogna fare attenzione alle bestie (maialini, capre e buoi) che non è raro trovarsi davanti dopo una curva. Quindi è bene fare attenzione.

Il primo centro abitato che si raggiunge quello di Muong Lay, che francamente a noi è parso veramente brutto e pur essendo la nostra tappa prevista abbiamo deciso di proseguire, anche perché qui ci sono solo 3 hotel di cui due cari e uno fatiscente. Poco dopo abbiamo incontrato il piccolo paesino di Chan Nua dove abbiamo deciso di fermarci. Piccolino, circondato da risaie, pur essendo gli unici stranieri tutti ci hanno accolto con un sorriso.

[pig family] 💛 〰〰〰〰〰〰〰〰〰〰〰〰〰〰〰 🔸www.smallshed.it 🔹Fb: infilaci il naso 📷 CanonD40

Una foto pubblicata da I Viaggi Di Valdio (@infilacilnaso_iviaggidivaldio) in data:

Distanza percorsa: 121 km
Durata: 6 ore
Dove abbiamo dormito: Tam Hung [sulla strada qualche km dopo Muong Lay] 250.000 dong (10 euro) Non è facile vederlo lungo la strada. Quando si arriva in questo piccolo paesino che si estende praticamente lungo una curva, sulla destra si può notare un ristorante ben fatto con la scritta restaurant. Si può chiedere qui. L’hotel è dello stesso proprietario. Appena dopo c’è anche una guest house, ma molto meno pulita. La camera sembra quasi di lusso. Finalmente un letto matrimoniale con il solito materasso duro. Aria condizionata e ventilatore, frigo bar, bollitore e tavolino con poltroncine. Il bagno è molto carino, pulito e fornito di asciugamani. Il wifi è ballerino, ma c’è da dire che qui la scheda telefonica vietnamita Mobifone non prende nessun segnale. La cucina del ristorante è molto buona.

 

#Giorno 5 Da Chan Nua a Sin Ho

Sono solo 33 km quelli che ci separano da Sin Ho e decidiamo di percorrerli con calma, assaporandoli fino in fondo. La strada si inerpica per la montagna tra paesaggi spettacolari, attraversando agglomerati di case abitate dalle minoranze etniche che qui davvero vivono ancora una vita semplicissima, poverissima, ma comunque dignitosa e la sensazione è quella di essere stati catapultati indietro nel tempo.

Tenete presente che qui il turismo non si è assolutamente sviluppato e quindi può capitare che gli abitanti di queste montagne siano diffidenti e quindi non è raro essere un po guardati male o trovare persone che cambiano strada quando passare. La maggior parte rimane comunque gente di cuore, curiosa e ospitale.

Arriviamo a Sin Ho nel mezzogiorno, ci fermiamo in una panetteria vicino al mercato dove mangiamo delle ciambelle al cioccolato buonissime. La Lonely Planet dava come unica possibilità di accomodation un hotel per altro decisamente caro, ma per fortuna ne troviamo un secondo di fronte al campo da calcio decisamente più economico.

[crescere in fretta] Passando tra i villaggi delle montagne qui in #Vietnam

Una foto pubblicata da I Viaggi Di Valdio (@infilacilnaso_iviaggidivaldio) in data:

Distanza percorsa: 49 km
Durata: 3 ore con estrema calma
Dove abbiamo dormito: L’hotel si trova di fronte al campo da calcio sulla via del mercato. Purtroppo non abbiamo più l’indirizzo, ma è molto facile da trovare. Padroni gentili, camera abbastanza pulita con balcone che da sulla via. Buon wifi. 250.000 dong (10 euro)

 

#Giorno 6 Da Sin Ho a Sapa

Al mattino ci svegliamo all’alba, è domenica ed è giorno di mercato che poi è il reale motivo per cui ci siamo spinti fino a qui. Quello di Sin ho è un vero mercato locale, non ancora snaturato dal turismo. Per venire qui le genti delle montagne camminano anche un girono per vendere le loro merci. Rimaniamo tre ore al mercato, compriamo dei vestiti e altri oggetti tipici, ma soprattutto rimaniamo stupiti dalla gentilezza di queste persone e dalla loro voglia di comunicare con noi. Non abbiamo nessuna lingua in comune, ma in qualche modo ci si capisce.

Poi inforchiamo il motorino, non prima di esserci presi un ottima zuppa per colazione (una delle migliori mangiate in Vietnam! Trovate il locale sulla strada del mercato, 50 metri subito dopo un negozio di ferramenta).

La strada che ci porta a Lai Chau è tragica, completamente sterrata, in discesa, piena di buchi e sabbiosa. La percorriamo in un paio di ore arrivando alla fine stanchi e completamente coperti di polvere. Sulla strada non incontriamo nessuno. Lai Chau si rivela una città fantasma fatta di stradoni giganteschi a più corsie e palazzoni enormi di stampo sovietico. Ci fermiamo giusto il tempo per fare un pieno e proseguiamo iin direzione Sapa.

La strada migliora, torna ben asfaltata e in ottime condizioni si inerpica su per la montagna tra paesaggi come sempre spettacolari. Va però detto che più ci si avvicina più si nota un cambiamento nella gente. I vestiti e le etnie rimangono le stesse, ma gli atteggiamenti no. Qui a Sapa la gente del posto è assolutamente abituata al turismo e a sfruttarlo a suo favore e quindi i rapporti coi locali non sono più genuini. Arriviamo a Sapa nel pomeriggio, tra le centinaia di hotel ne scegliamo uno economico un po fuori dal centro e ci fermiamo.

Distanza percorsa: 116 km
Durata: 6 ore

 

#Giorno 7 Sapa e dintorni

Ci svegliamo al mattino e ci dirigiamo al mercato dove girovaghiamo tra i banchetti di frutta e verdura, ci mangiamo una buona frittella di mais e ci è impossibile non notare tra i numerosi banchetti che vendono carne anche delle teste di cane esposte. Qui infatti data anche la vicinanza con la Cina è consuetudine mangiarne.

Successivamente ci dirigiamo verso i villaggi dove vivono le etnie. Per accedervi bisogna pagare un paio d’euro e vi verrà consegnata una mappa con la quale sarà possibile rientrare quante volte si vuole nei giorni successivi. Poco dopo la guardiola si aprirà di fronte la valle di Sapa, con le sue terrazze di riso. Preparatevi a essere presi d’assalto dalla gente del posto che cercherà di vendervi qualsiasi cosa.

 

 

Valentina
Innamorata dell'Australia e della Thailandia. Allergica alla frutta secca. Mi piace viaggiare per lunghi periodi, con workaway o qualche lavoro a breve termine. Scrivo per ricordarmi le cose che faccio perchè ho una memoria orribile.

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