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I nostri migliori coinquilini di merda in Australia

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Foto tratta da ilcoinquilinodimerda.com

Ci sono persone e persone, persone che non vedrai più, ma che avranno sempre un posto da qualche parte. Alcune saranno nella tua mente, altre saranno nella tua cacca.

Per non dimenticare nessuno, volevo ricordare tutti quei simpaticissimi coinquilini di merda che hanno allietato le nostre giornate in Australia.

Innanzitutto volevo fare una piccola precisazione: I nomi sono tutti di fantasia e non dirò le nazionalità, per non incombere in stupidi commenti razzisti che poco hanno a che vedere con l intelligenza di queste azioni. Ma posso assicurare che sono tutti di nazionalità diverse.

 

Partirei subito, per i suoi adorati fans, col ricordare il nostro affezionato amico:

UGO – il primo coinquilino di merda

  • Lui che usciva dalla stanza quando il pavimento era ancora bagnato e camminava fino alla cucina noncurante di sporcarlo mentre qualcuno gli urlava di aprire gli occhi.
  • L unica persona in tutta la mia vita che ho visto cucinare e mangiare il pollo con gli stessi guanti con cui un infermiere ti infila la supposta su per il deretano.
  • Lui che quando cucinava stringeva le chiappe fino alle ginocchia assumendo una posizione alquanto contorta. La paura che qualcuno lo inchiappettasse da un momento all altro non era plausibile.
  • In pieno inverno le sue docce erano, come minimo, 3. Una al mattino, una appena tornato da lavoro e una prima di andare a dormire. Maniaco totale per la pulizia del suo corpo, in camera uno scatolone pieno di cremine e detergenti che avrebbero fatto invidia anche alla più bella del reame.
  • Lui che non ha mai pulito niente. Ma quando dico niente, vuol dire proprio niente. Tanto che una sera, arrabbiati gli abbiamo infilato sotto la porta tutti i residui del suo cibo che aveva lasciato nel lavandino. Beh sono rimasti là per settimane.
  • Un giorno ha raccontato al padrone di casa che lo avevamo minacciato con un coltello, poi davanti a tutti ha ritrattato dicendo che non era vero.
  • Le ragazze che lavoravano con me conoscevano Ugo. Dicevano che era pazzo, che non bisognava mai prestargli soldi e che non pulisce mai nulla a parte se stesso….
    Odiato anche dalle sue connazionali.
  • Se gli dici: Ugo! you have to clean the toilet.
    Ti risponde che non capisce e, che è confuso.
    Se gli dici: you will die.
    Ti risponde che chiama la polizia.  Aaaaaaah ma allora capisci solo quello che vuoi!
  • Un giorno ha chiesto aiuto perché i tappini per accendere il gas erano un po alzati e il fornello non si accendeva. Gli ho detto che bastava premere forte. Faccia spaventata e una serie di no no no no no…. è sporco.

Ugo l’ha pagata, è stato l unico coinquilino che veramente ci è stato sul groppone, tutto quello che faceva non era per niente divertente, anzi. Diciamo che prima di andare via gli abbiamo fatto fare un paio di docce fredde, altre al sapore di minestra e abbiamo addobbato la sua stanza con del dolce formaggio. Siamo stati molto simpatici a dire il vero.

Questa filastrocca è solo per te, caro amico Ugo, perché noi non ti dimenticheremo mai:

Un Ugo al sapor di minestra. Salterà dalla finestra?
Una doccia col dado al giorno toglierà il medico di torno?
Shampoo alla minestra sbarluccica la testa.
Doccia con il dado la faccio assai di rado, ma quando la faccio è un dolce piacere, sotto alla doccia grattarsi il sedere.
Poi tutto bello lindo e pulito mi annuso il sedere e lo tappo col dito. Poi assaporo un poco stupito il dolce sapore del dito condito.

 

Lancillotto – il secondo coinquilino di merda

Lancillotto è venuto in Australia, non si sa per quale ragione, passava le sue giornate a dormire sul bracciolo in legno del divano, oppure a gambe incrociate con la testa a penzoloni, mentre il restante del tempo lo passava in palestra per l unico suo obbiettivo. Muscoli per abbordare giovani donzelle durante l’estate. Il classico cervello da gallina.

Tutto ciò fino a che non gli ho mostrato le nostre foto del primo viaggio fatto con il van.

“E voi dormivate li dentro?”
“Certo!”

Il giorno dopo ci ha avvisato che sarebbe arrivato un signore che aveva un van in vendita e ci ha chiesto se potevamo dargli un occhiata anche noi. Perché no?! Ma mentre aspettavamo l ora dell appuntamento è saltato fuori che Lancilloto era:

  1. senza patente
  2. non aveva mai guidato
  3. non sapeva che in Australia c’è il monte Uluru
  4. voleva il van per parcheggiarlo al molo e vivere là

Ok. disconnetti un attimo il cervello e cerca di capire cosa possa passare nella mente di un decerebrato simile.

Intanto il signore con il van arriva, facciamo due chiacchiere, ci mostra tutto l interno e facciamo il giro dell isolato giusto per provare a guidarlo. Quando va via le domande di Lancillotto sono:

  1. ma come mai non c’era un frigo?
  2. Il materasso non mi sembrava molto comodo
  3. il van non era molto pulito
  4. il copricerchione è rotto

Ok. Ora prendi il tuo cervello e buttalo perché non potrò mai rispondere a nessuna di queste affermazioni. C’era il parabrezza rotto, le ruote lisce, forse la batteria non tanto carica. Il motore? chissà se Lancillotto ne sapesse dell’esistenza. Fatto sta che il van costava poco e un paio di giorni dopo decise di comprarlo.

Parcheggiò il van sotto la tettoia di una casa di suoi amici e decise di vivere li, però non potendo usare ne bagno, ne cucina e quindi si ridusse tutti i giorni ad andare a piedi verso i bagni pubblici per fare la doccia fredda e non avendo minimamente pensato che potesse servirgli un fornelletto e non sapendo minimamente dove comprarlo dovette mangiare fuori tutti i giorni.

Fortunatamente qualcun altro gli aveva detto che non poteva guidare senza patente ne parcheggiare il van al molo. Qua in Australia non puoi dormire dove vuoi, se ti becca il Ranger sono cazzi amari che si risolvono con una bella multa.

Quando tornò a trovarci un giorno, ci disse che si era pentito. maddaaaiii sul serio?

 

Yoghi – il terzo coinquilino di merda

Yoghi era un simpatico coinquilino, finchè non lo conosci bene.

Tirchio come neanche un genovese sa essere. Aveva un solo paio di scarpe, gli stivali da pioggia che ovviamente usava per qualsiasi operazione, fare la spesa, andare a lavorare in fabbrica, ma anche al risorante in cucina, per andare a casa di amici o per camminare semplicemente in casa. Aveva un quaderno su cui scriveva per imparare l inglese. Questo:

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Se gli chiedevi perchè scriveva così attaccato ti rispondeva che era per non sprecare pagine.

Era molto gentile, prima di fare la doccia chiedeva se poteva entrare e tutti i giorni domandava come era andata a lavoro, il problema era che magari poi te lo richiedeva altre 5 volte nell arco di un ora.

Impazziva per i moscerini, rimaneva a guardarli per molto tempo, là vicino al lampadario sul soffitto. Poi saliva su una sedia e spruzzava il repellente. Un pazzo giorno decise di comprare lo scotch e scocciare tutti i possibili buchi in giro per casa, anche impensabili buchi tra il muro e la cappa del fornello. Buchi invisibili che ovviamente non hanno fermato il fenomeno naturale di invasione. Moscerini talmente piccoli che passano tra i buchini della zanzariera, e che per come la vedo io vivono solo un giorno perché al mattino dopo, di loro non c’è più nessuna traccia.

Un sera come tante stavo cucinando la cena, avevo le zucchine in padella e qualcos’altro nel forno. I moscerini davano la loro serale festa sopra la mia testa e Yoghi li fissava, fino al momento in cui decise di prendere la panca, metterla precisamente attaccata al mio culo e salire in piedi per uccidere tutti i moscerini con le mani, visto che il repellente era stato sequestrato.

Yoghi per favore sto facendo da mangiare, lo fai dopo
Ok ok
Yoghi levati un attimo ho la roba nel forno che devo tirar fuori se no brucia!
he he eh he ok ok
Cazzo ridi? ti levi o no!?

In quel momento decido comunque di provare a tirare fuori il cibo dal forno, lui si sporge un po di più per uccidere l’ennesimo moscerino, io mi scotto e in quel momento la furia che c’è in me esce. Lui finalmente scende dalla panca, io metto le porzioni nei piatti e esco sia per far sbollire la rabbia che per chiamare Claudio, ma quando torno ciò che vedo mi fa rizzare i capelli. Lui che uccide i moscerini proprio sopra i miei piatti.

Lascio a voi la fantasia di cosa sia successo dopo. Vi dico solo che ha cambiato casa.

 

King Kong – il quarto coinquilino di merda

Quando abbiamo visto King Kong per la prima volta non ci ha fatto una bellissima impressione, quando abbiamo fatto la prima chiacchierata, ciao proprio.

Come ti chiami?
Mi chiamo Alì, ma anche Babbà, ma io ho comunque tanti nomi e poi il mio nome non mi piace, lo voglio cambiare, quindi chiamami come vuoi, se vuoi puoi chiamarmi anche King Kong.

Perfetto! King Kong sosteneva di essere Australiano e di essere in Australia da 12 anni, peccato che nessuno di noi, neanche gli australiani, riuscissimo a capire una sola parola di questo suo inglese perfetto. Lui era di Melbourne e l aveva lasciata perché erano due anni che non trovava lavoro.

Apro una parentesi. Non vi sto a spiegare perché e per come, ma vi assicuro che per non riuscire a trovare lavoro in due anni in Australia bisogna mettersi d’impegno!

Parlava di disperazione… in Australia a parer suo c’è disperazione e una serie di altre cose incomprensibili.

Quello è stato il momento che ci siamo fatti dare la chiave della stanza per chiudere la porta a chiave.

Durato poco, cacciato dalla stessa padrona di casa.

 

Chon Feng e Clarabella – quinto e sesta coinquilina di merda

Chon Feng e Clarabella hanno anche loro lasciato una serie di perle che ho riportato pari pari come le avevo scritte nei miei appunti su facebook:

  • Il coinquilino di merda prima fa partire la lavatrice e poi corre come un pazzo a cercare tutti i panni sporchi da buttarci dentro.
  • Il coinquilino di merda piscia fuori dalla tazza di prima mattina e per sua disgrazia dopo di lui sono entrata in bagno io.
  • Il coinquilino di merda ha trovato una donna. Una donna che non esce mai dalla stanza e non si toglie mai il pigiama di flanella.
  • Il coinquilino di merda lascia i goldoni usati e aperti nella doccia.
    Il coinquilino di merda tra poco le prende…
  • Esco dalla doccia e un odore di cavolo ammuffito misto a formaggio dell anno scorso e topo avvelenato morto in cantina, mi avvolge mentre mi avvolgo nell asciugamano. Subito controllo che il topo non ci sia davvero, poi sento delle voci provenienti dalla sala. Apro la porta e l odore ancora piu forte mi entra nelle narici provocando conati di vomito. Subito corro verso il giardino, sperando di salvarmi, apro finalmente i polmoni, respiro a bocca aperta e non ci posso credere, l odore è anche fuori. Controllo in sala, e lo vedo. Il coinquilino di merda è seduto in un angolo del tavolo con la sua amata Clarabella. Nei piatti davanti a loro dei noodles simili alle nostre fettuccine, di un marrone scuro, quasi nero, immersi in una specie di ragu, molto scuro, che da il colore alla pasta.
    Ora possiamo affermare con certezza che il coinquilino di merda è anche un mangiamerda.

  • Il coinquilino di merda prima lava i piatti a mano e poi li mette nella lavastoviglie ad asciugare. (Gli è stato poi spiegato che la lavastoviglie serve per lavare e non per asciugare. La sua risposta è stata “Ora ha tutto più senso”….)

  • Il coinquilino di merda (mangiamerda) si mette le ciabatte appena esce dalla stanza per poi lasciarle davanti la porta del bagno quando entra a fare la pipi.
    Il fatto da sottolineare è che la porta del bagno è davanti alla porta della sua camera.
    Quindi infila le ciabatte per fare un passo.

Un minuto di silenzio per il Coinquilino di merda. Ci ha lasciati. Ha trovato un lavoro in una città vicina, 12 ore al giorno in un mattatoio. Deve mantenere Clarabella, lei non puo togliersi mai il pigiama di flanella di hello kitty.
Ma non disperate amici, un nuovo coinquilino di merda sta già arrivando, di lui sappiamo poco, ma gli abbiamo stretto la mano, ed era molle.

 

Brambillone – settimo coinquilino di merda

Brambillone il coinquilino nuovo è arrivato. Il soprannome “mano morta” è già passato in secondo piano. Ora è arrivato al livello “Dai OH!”.

“ciao ragazzi posso entrare già da stasera in casa?”
“certo, se il padrone di casa ti ha dato il permesso…”
“si si si, ma…. voi allora tornate in Italia?”
“… NO …”
“AH.”
(panico)
“ma voi vivete qua?”
“ovvio”
“ah. …ma quindi viviamo tutti insieme?”
“si.”
“ah.”
“vive qui anche la padrona di casa”
“ah. anche?”
“…”

Lui aveva capito che con 150$ a settimana aveva un intera casa tutta per lui.

Il nuovo coinquilino sta sera si presenta in sala con:
-pantaloni bianchi tirati su fino sopra l’ombelico
-magliettina arancione infilata nei pantaloni solo davanti

La padrona di casa sta per uscire, lui la chiama, le dice che non può uscire perchè dobbiamo celebrare.
“Cosa?” Dice lei
“Le mosche!” Risponde lui
“Ah ah ah”
“No dico sul serio, ho comprato anche la torta!”

Lei sgrana gli occhi, una risata isterica le esce dalla gola.
“Ma…devo andare, che peccato!”
Chiude la porta e scappa.

Lui si gira verso di noi.
“Vado a comprare la coca cola”
E si fionda in camera a mettersi le scarpe.

In quel momento il mio sguardo di paura incontra quello di Claudio, spegniamo la tv e insieme scappiamo in camera.

Ora… Qui è tutto buio, secondo voi per quanto dovremo ancora far finta di dormire?

 

Il Brambillone saluta come fosse sempre la prima volte tutte le sante volte che lo incontri in casa. Può chiederti anche per 7 volte in un giorno “Come stai”.

Il Brambillone è anche un po asciugone.

Un giorno decisi di chiedere: “Brambillone, ce le hai un paio di foto tue del tuo paese? ci fai un po vedere dove vivi?”

Brambillone va di corsa in camera e dopo una decina di minuti torna tutto impettito col pc in mano, lo attacca alla tv ed ecco che parte la conferenza.

Ho contato circa 30 pagine internet aperte, ognuna su un monumento, una foto, un simbolo del suo paese e come se fosse in una riunione a lavoro ha elegantemente raccontato del suo paese, fin dagli albori, partendo dall’era dopo i dinosauri.

E dopo averci asciugato per mezzora, quando ormai eravamo agli ultimi sforzi, prosciugati del nostro sangue eccolo che fa partire un video, un video da lui creato. Un video di UN ORA.

Un video di una processione. Con tanto di stendardi, gente che urla grida e piange, nebbia, lapidi. Quei video che hai proprio voglia di vedere dopo aver guardato per mezzora foto trovate su Google con spiegazione in un orribile inglese.

Ok, io ci riprovo: “Brambillone, senti, ora me le fai vedere due foto tue? Mi piacerebbe vedere foto di vita comune del tuo paese, la tua casa, i tuoi amici, la tua scuola, una festa,… capisci?

Brambillone entra in panico e cosa tira fuori? La foto della sua tartarughina.

Ciao Brambillone, Buona notte.

PS: però è stato molto carino da parte sua questa lezioncina. Mitico Brambillone!


Bene, tutto quello che avete letto NON è frutto della nostra fantasia, i fatti sono realmente successi e niente di tutto ciò è stato pompato per rendere i personaggi così irritanti.

Tutto ciò è stato scritto nella più assoluta serenità, ma non vissuto in egual modo.

Sappiamo per certo che esiste di peggio in giro, e non ci dispiacerebbe se ci raccontaste qualcosa anche sui vostri coinquilini, giusto per sentirci un po meno sfigati.

Grazie a tutti per il supporto in questi mesi.

Valentina
Innamorata dell'Australia, della Thailandia e del Canada. Allergica alla frutta secca. Amo i viaggi zaino in spalla, quando viaggio sola mi sposto con Workaway o cerco qualche lavoro a breve termine. Sono Travel Coordinator con Weroad. Scrivo per ricordarmi le cose che faccio perchè ho una memoria orribile!

2 commenti

  1. Credo che Claudio se la ricordi la storiaccia della strisciata di merda sul muro del bagno nella mia vecchia casa…

    1. Ahahahah!!! cazzo si me la ricordo…!! In effetti forse tu hai avuto IL coinquilino di merda per eccellenza..il gran visir..unico e per fortuna inimitabile.

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