Svezia

Come vestirsi nell’Artico, la guida completa

claudio di fronte a casetta mobile sauna ad Abisko

La fascia artica della terra è in grado di offrire esperienze indimenticabili a chi la visita, è un posto terribilmente affascinante, specialmente in inverno. E’ importante però approcciarsi con estremo rispetto a questa preziosa parte di mondo, essere preparati e bisogna soprattutto sapere come vestirsi nell’artico. La stagione invernale, caratterizzata dalle poche ore di luce delle notti polari e dalle aurore boreali che danzano nell’oscurità sono un periodo che attira un flusso sempre maggiore di persone da queste parti, ma se non si ha alcuna esperienza a queste latitudini bisogna prendere alcuni accorgimenti e tenere in considerazione che qui il clima è particolarmente freddo, specialmente in inverno. 

Sono una guida artica, accompagno la gente a vedere e fotografare l’aurora boreale. Passo l’inverno ad Abisko, situato a 68° nord nella parte settentrionale della Lapponia Svedese. In questo articolo vi parlo delle temperature che si trovano da queste parti in inverno e di come vestirvi per non temere (o quasi) il freddo. 

Temperature

Prendendo in considerazione prevalentemente il Nord Europa, dove posso parlarvi per esperienza personale, dividerei l’inverno in due “fasce”. Possiamo considerare Ottobre e Novembre l’inizio della stagione invernale, e durante questo periodo le temperature raramente scendono sotto i -10°. Niente male quindi. Per mettere le cose in prospettiva qui nell’artico si tende a considerare qualsiasi temperatura superiore ai -10° come “calda”. 

Il periodo più freddo è quello che va da Dicembre a Marzo dove le temperature scendono regolarmente a -20° (specialmente la notte) e possono toccare i -40° nelle notti più fredde. Non è un freddo umido, è un freddo secco e meno fastidioso di quello che possiamo provare nel nord Italia per intenderci, ma quando il mercurio scende sotto i -20° fa freddo, credetemi.

Ora sapete di cosa stiamo parlando.

casetta e motoslitta nella neve ad Abisko nord della svezia
Cartolina di una tipica giornata invernale ad Abisko

Strati

Vestirsi a strati è la prima e la più fondamentale delle regole per due motivi. Prima di tutto è sicuramente sempre meglio levarsi uno strato se si ha troppo caldo rispetto ad avere freddo e non avere nulla da mettere. In secondo luogo la “bolla di aria calda” che si crea tra gli strati è, assieme alla qualità dei capi che indossate, quella che vi aiuterà a rimanere veramente al caldo. 

Circolazione di Sangue e Aria

E’ tanto importante vestirsi a strati quanto lo è farlo in maniera intelligente e sensata. Se qualche strato è raccomandabile, troppi strati non possono che essere deleteri. A volte vedo arrivare alcune delle persone che accompagno vestite come l’omino Michelin, e come sempre l’esagerazione non è mai un bene. Specialmente per piedi e mani è importante mantenere circolazione, libertà di movimento e aria tra i vari strati. 

Primo strato 

Il primo strato a mio avviso è il più importante, è come una seconda pelle, è aderente al vostro corpo ed è quello che più di ogni altro strato contribuisce a mantenervi al caldo. La soluzione ottimale sarebbe averne un paio, uno più leggero ed uno più pesante da alternare a seconda delle temperature o da combinare assieme in caso di freddo estremo. La lana Merino rimane senza dubbio il migliore materiale sul mercato, ma io personalmente al momento sto usando un paio di strati termici della ODLO con i quali mi trovo molto bene. Sono composti da un mix di sintetico e merino, sono più semplici da lavare della lana merino e un pò più economici. Li ho indossati senza problemi in temperature comprese tra i -10° e i -20°. Questi capi della Odlo sono particolarmente efficienti a mio parere in movimento, in quanto pensati proprio per questo tipo di utilizzo (ad esempio trekking)

Quando il mercurio scende sotto i -30° e so di essere statico (sessioni fotografiche o altro) ho un ulteriore pesante primo strato termico in lana merino 250g. Se volete stare sicuri e avete paura del freddo uno strato del genere vi terrà sempre al caldo, ma attenzione perché sopra i -10 potreste sudare, e non è il massimo. 

La mia termica preferita della Odlo

Per la lana merino vi consiglio i prodotti della icebreaker

Calze

Anche in questo caso la lana rimane il migliore materiale, e averne 2 tipi da poter combinare è probabilmente di nuovo la soluzione migliore. Se state in movimento un paio di calze leggere di lana merino o sintetiche da indossare come primo strato dovrebbero essere sufficienti (combinate ad una scarpa calda). Se invece state fermi (ad esempio ad osservare l’aurora boreale) è opportuno combinare il primo strato con un bel paio di spesse calze di lana. Questa è la mia combo per tutte le sere. Sconsiglio vivamente di indossare più di due strati di calze, in modo ma mantenere spazio ed aria nelle scarpe e di non stringere il piede e limitarne la circolazione. 

Il mio primo strato & le mie calze spesse di lana

Scarponi 

Le scarpe devono essere calde e impermeabili. Io personalmente mi trovo molto bene con Sorel, ma anche The North Face, Baffin e Columbia sono ottime scelte. A prescindere dal modello a mio avviso è meglio non prendere un numero troppo “giusto”. Considerando il fatto che indosserete calze pesanti e che è consigliabile avere spazio di movimento e aria all’interno dello scarpone opterei per 1/2 o addirittura 1 numero in più del vostro abituale. Qui non stiamo parlando di scarpe con cui fare trekking, ma di qualcosa che vi tenga caldo a bassissime temperature. Una soletta isolante è un aggiunta che consiglio, non è un grosso investimento e può fare una grande differenza. 

I miei scarponi 

Guanti 

Come per i piedi, anche per le mani, stratificazione e “bolla d’aria” sono la chiave per rimanere al caldo. Il mio consiglio è un guanto leggero in lana merino o in materiale sintetico e una muffola pesante da indossare sopra. La muffola è molto più efficace nel mantenere il calore rispetto ad un guanto normale con tutte le 5 dita. Eventualmente, tornando al sottoguanto leggero può essere di grande aiuto averne un modello compatibile con il touch screen se avete intenzione di usare apparecchi tecnologici (sempre che non vi si spengano dopo pochi minuti di utilizzo per via del freddo!!).

I miei guanti: Innanzitutto vi segnalo questi guanti della Decathlon con i quali mi trovo benissimo, li adoro per fotografare e sono davvero caldissimi, e quasi sempre indosso solo loro. Il mio primo strato sono dei guanti di lana acquistati da una signora in Lituania (quindi non posso mettervi il link). E queste sono le mie muffole

Secondo strato

Con secondo strato si intende quello che mettiamo tra il primo strato termico e la giacca. Quando la temperatura è compresa tra lo zero termico e i -10 solitamente io non indosso nessun tipo di secondo strato o indosso un pile molto leggero. Altrimenti ho 2 pile di diverse grammature che indosso a seconda della temperatura. Se dovesse fare veramente freddo ho un maglione di lana sottilissima di mio nonno che posso indossare tra il primo strato ed il pile. 

Il mio secondo strato preferito

Pantaloni 

I pantaloni devono essere caldi e impermeabili. Io personalmente uso un paio di pantaloni da sci con bretelle. Non farei mai a meno delle bretelle, comodissime ed hanno il loro stile. Sinceramente durante i mesi invernali raramente indosso altri pantaloni. Certamente una buona alternativa può essere avere pantaloni più leggeri accoppiati ad un buon primo strato termico. In ogni caso pantaloni leggeri e calzamaglia sotto i -10° non sono sufficienti, specialmente in caso di lunghe sessioni fotografiche o di osservazione notturna (se siete a caccia di aurore). Qualsiasi pantalone io utilizzi lo accoppio sempre ad un primo strato termico.

Il mio consiglio

Giacca 

Di una giacca molto calda ed impermeabile non potete proprio fare a meno, e mi raccomando che abbia un bel cappuccio di quelli che si possono stringere con un elastico altrimenti sarà impossibile mantenerlo in posizione per via del vento. In generale il materiale migliore è la piuma naturale, ed è quello che mi sento di consigliare come prima scelta. Il livello di calore di un piumino (Fill Power) si misura in CUIN, ed un piumino sufficientemente caldo per queste latitudini dovrebbe avere un coefficiente di 600 o superiore. Io mi trovo molto bene con questo piumino della Montura, che però non è esattamente economico. La mia situazione è particolare, nell’artico ci lavoro e tutte le notti devo stare fuori ore a fotografare. Ho diverse giacche ma questa è in assoluto la mia preferita.

Se però state qui solo qualche giorno e non volete spendere un patrimonio per una giacca va bene anche una giacca da sci normale e piuttosto uno strato inferiore in più. Tenete a mente che molto spesso è possibile affittare delle tute artiche da queste parti. Precedentemente mi sono trovato bene con i prodotti della Icepeak. Sono economici, ma di buon livello se non dovete fare cose particolari. 

ragazzo vestito in bufera di neve abisko

Ora che sei vestito non ti resta che partire!!

Se hai domande più specifiche o tecniche riguardanti l’abbigliamento fammele qui nei commenti all’articolo. Altrimenti ci vediamo là fuori da qualche parte!

 

Claudio
Fotografo, VideoMaker e batterista fallito. Vivo in costante movimento spostandomi da un posto all’altro senza avere ancora mai trovato il mio di posto. Ho vissuto e lavorato in Australia, Nuova Zelanda, Slovacchia, Italia e Islanda.  Amo viaggiare in moto nel sud-est asiatico, il caffè con la grappa e le lunghe passeggiate in montagna.

Leave a Response