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Fotografia in viaggio – Vantaggi e svantaggi del sistema micro 4/3

Oggi che la tecnologia ha fatto passi da gigante, praticamente qualsiasi macchina fotografica è in grado di garantire file e risultati soddisfacenti in ogni situazione. Per questo motivo quando si sceglie quale macchia acquistare, quello che conta davvero sono le nostre esigenze e i fattori ai quali vogliamo dare priorità. Ogni marca ed ogni sistema ha i suoi vantaggi e svantaggi, ma se parliamo di fotografia in viaggio credo che il sistema micro 4/3 sia una delle scelte migliori. Di seguito vi spiego perché, elencando quelli che per me sono i suoi punti di forza, ma anche i suoi punti deboli. 

Vantaggi del sistema micro 4/3

Dimensioni e peso del corpo macchina

Correva l’anno 2008 quando è entrato nel mercato il sensore micro 4/3, offrendo qualcosa di completamente diverso dalle reflex, ovvero macchine con sensori privi di specchio di dimensioni (sia dei corpi che delle lenti) molto contenute. Oggi le mirrorless (macchine senza specchio) sono una realtà affermata e ne troviamo di ogni tipo, ma dato che il sensore micro 4/3 è molto piccolo rispetto alle altre opzioni sul mercato, le dimensioni generali dei corpi macchina rimangono sempre molto contenute rispetto alle concorrenti con sensori più grandi. Soprattutto il peso è decisamente inferiore se comparato alla concorrenza.

Ora non voglio entrare in dettagli tecnici e in spiegazioni, ma se questa cosa dei sensori inizia ad apparirvi “fumosa”, non conoscete o volete saperne di più sui sensori fotografici potete approfondire Qui.

Dimensioni delle ottiche

Più che la dimensione dei corpo macchina è quella delle lenti a fare la vera differenza nella fotografia in viaggio. Qualsiasi lente scegliate per il sistema micro 4/3 le dimensioni e il peso sono ridotte di 4 volte se non di più quelle di una sua equivalente per Full Frame. E anche comparate ad un sistema APS-C dimensioni e peso sono ridotte di più della metà. Questo accade perché questo sensore ha un fattore di crop di 2x, ovvero dovete moltiplicare per 2 la focale della lente. Un 200 mm diventa un 400 e così via. Guardando ai teleobiettivi il peso e le dimensioni fanno davvero la differenza. Per intenderci un 100-400 per micro 4/3 (equivalente 200-800 su FF) ha più o meno le stesse dimensioni di un 70-200 f2.8 per sensore FF.

Olympus OM-D E-M1 mkII con 40-150 mm f/2.8 VS Canon 5D mkIII con 70-200 mm f/2.8
Olympus OM-D E-M1 mkII con 40-150 mm f/2.8 VS Canon 5D mkIII con 70-200 mm f/2.8. Al di la delle dimensioni ridotte, la combo micro 4/3 è molto più leggera e guadagna 90 mm. di range focale. (40-150mm su micro 4/3 equivalgono a 80-300 mm su FF) Entrambe queste combinazioni rimangono comunque eccellenti.

 

Sistema più economico sul mercato  

Guardando i prezzi delle ammiraglie micro 4/3 come la Olympus OM-D E-M1 mkII o la Lumix G9, può sembrare che questo sia un sistema che non comporta gli stessi costi di un sistema FF, ma che non sia neanche poi così economico. Le maggiori mirrorless a pieno formato come la Canon Eos R, la Nikon Z6 o la Sony A7 III hanno costi sicuramente superiori, ma comunque paragonabili alle loro concorrenti dotate di sensore più piccolo. Tuttavia quando si parla di macchine fotografiche e di differenti sistemi quello che davvero incide sui costi è il parco ottiche. Ora se è vero che possiamo comprare una FF magari usata ad un buon prezzo saremo poi costretti a prendere lenti decisamente molto care rispetto alle loro pari per micro 4/3.

Compatibilità delle lenti 

I maggiori produttori di macchina dotate di sensore micro 4/3 sono Olympus e Panasonic ed entrambe usano il medesimo attacco. Questo rende il parco ottiche di queste 2 marche intercambiabile, e la cosa è una gran comodità. Essenzialmente possiamo montare una lente Panasonic su una Olympus e viceversa senza nessun problema. 

Adattatori

Esistono sul mercato numerosi adattatori molto validi che permettono di attaccare praticamente qualsiasi lente a questo sistema. Lenti Canon, Nikon, Sigma, ma anche lenti vintage. Questa è una delle cose che adoro di questo sistema, ovvero le infinite possibilità che offre. Io utilizzo questo adattatore per adattare le lenti Canon Ef all mia Lumix. Inoltre grazie a questo piccolo adattatore ho rispolverato alcune ottiche vintage Canon di mio padre che prendevano polvere in camera oscura.

lumix G80 con adattatore filtro e lente canon vintage
La mia lumix G80 con attaccato una lente Canon 100 mm f/2.8 vintage. Ottima combo sia per foto che per video grazie anche alla potente stabilizzazione in camera Lumix.

Stabilizzazione  

La stabilizzazione sulle camere micro 4/3 di ultima generazione è incredibile. Fondamentalmente la stabilizzazione sul sensore di qualsiasi camera funziona facendo muovere il sensore stesso in modo da compensare le vibrazioni create dal movimento del fotografo che tiene la camera a mano libera. Il fatto che il sensore Micro 4/3 è così piccolo permette di avere molto più spazio per il movimento e quindi di avere una stabilizzazione molto efficace. La OMD-1 mk2 e la G9 sono arrivate ad avere quasi 7 stop di stabilizzazione solo nella camera, che sono combinabili con la stabilizzazione della lente. Con la mia piccola G80 sono arrivato a scattare foto con tempi di esposizione vicini al secondo a mano libera! 

Questo vuol dire poter fare a meno del treppiede nella maggior parte dei casi, e quindi andare in giro più leggeri. 

Video 

Se oltre a fotografare siete anche interessati alla sfera video, allora il mondo micro 4/3 offre prestazioni e qualità al momento non ottenibili con altri sistemi sul mercato a parità di prezzo. 

Modelli come la Lumix GH4, GH5 e GH5s hanno dominato per anni il mercato e sono ancora camere che offrono prestazioni elevatissime per la loro fascia di prezzo, ma in generale su qualsiasi macchina moderna appartenente a questo sistema sono presenti funzioni video che spesso mancano alla concorrenza. 

Svantaggi del sistema micro 4/3

Ora quando penso ai lati negativi di questo sistema penso soprattutto al paragone con il sistema Full Frame. Il sistema APS-C non lo prendo troppo in considerazione in quanto mi sembra che abbia i difetti di entrambi e ben pochi vantaggi, ma questa ovviamente rimane la mia personale opinione. 

Quelli sopra elencati sono in sostanza i motivi per i quali credo che questo sistema sia uno dei più validi quando si parla di fotografia in viaggio. Tuttavia se siete in procinto di fare una scelta o state guardando con interesse a questo mondo è giusto considerarne anche i lati negativi, che a mio parere sono fondamentalmente tre.

Qualità dell’immagine

Se andiamo a comparare nel dettaglio un immagine scattata con un sensore FF con una scattata con sensore micro 4/3 il file FF ha una qualità generale maggiore. Questo non vuol dire che non si possano scattare foto eccellenti con queste macchine, anzi, nella maggior parte dei casi non noterete nessuna differenza.

A meno che non siate il tipo di persona che esegue crop o zoom del 200% godendo di un file perfetto o che stampiate immagini formato cartellone pubblicitario o vi serva per ragioni lavorative una risoluzione pazzesca, queste macchine hanno raggiunto ormai una qualità eccezionale, ma questo rimane comunque un fattore da considerare. 

Una barca abbandonata sulle spiagge di Texel in Olanda. Foto scattata con micro 4/3
Barca abbandonata sulle spiagge di Texel, Paesi Bassi. Scattata con Lumix G80 e Panasonic 12-60 f/3.5-5.6. Quello che amo del sistema micro 4/3 è che posso portarmi la macchina sempre con me, anche durante passeggiate o piccole uscite nelle quali non porterei il mio corpo FF.

Resistenza ad alti ISO 

Ovviamente essendo questo sensore la metà di un sensore FF, la luce che può ricevere è circa 2 volte di meno rispetto allo stesso. Per questo motivo le prestazioni in scarsa condizione di luce saranno ovviamente inferiori. Parlo di problemi che si creano oltre i 3200 ISO, che a mio parere è un po il limite che sarebbe meglio non superare in generale con questo tipo di sensore. Ma anche in questo caso questi sensori hanno fatto passi da gigante rispetto agli anni passati, perciò a meno che lo scatto in scarse condizioni di luce o al buio sia la vostra priorità, le prestazioni del sensore micro 4/3 sono ormai più che sufficienti. 

Gamma dinamica   

Per gamma dinamica di un sensore si intende quanti stop di luce lo stesso può registrare, ovvero la differenza tra il minimo ed il massimo valore di luminosità di una scena. L’occhio umano può registrarne circa 24 di stop, mentre le migliori macchine arrivano circa a 15. In questo i migliori sensori FF hanno sicuramente un vantaggio. 

Scorcio del Mt. Mottarone scattato in inverno con Lumix G80 e lente Canon
Uno scorcio del Mt. Mottarone in inverno. Scattata con Lumix G80, adattatore Viltrox ef-m2 (trovate il link nell’articolo) e Canon 17-40 f/4.

In generale credo che la macchina migliore in viaggio è quella che puoi portarti sempre dietro, non troppo vistosa e che non incide troppo sul tuo viaggio. Sotto questo aspetto il sistema micro 4/3 lo trovo imbattibile.

Spero che questo articolo possa esservi stato utile, per qualsiasi altra domanda scrivetemi qui sotto nei commenti.

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Claudio
Fotografo, VideoMaker e batterista fallito. Vivo in costante movimento spostandomi da un posto all’altro senza avere ancora mai trovato il mio di posto. Ho vissuto e lavorato in Australia, Nuova Zelanda, Slovacchia, Italia e Islanda.  Amo viaggiare in moto nel sud-est asiatico, il caffè con la grappa e le lunghe passeggiate in montagna.

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