Australia

IRONMAN WESTERN AUSTRALIA – Una gara contro se stessi, la sfida delle sfide.

iron 1Mentre ci godiamo lo spettacolo del sole che tramonta su Geographe bay dal lungomare di Busselton ci passa davanti correndo, stremato, un signore di 79 anni.

10 Km separano lui e i circa 250 concorrenti ancora in gara dal traguardo dell’Ironman.

Che cos’è l’Ironman?

L’Ironman è una gara devastante, la più dura in assoluto tra le gare che si svolgono su singola giornata. Più che una gara contro qualcuno è una sfida contro se stessi. Una prova durissima per il corpo e per la mente.

L’ironman sta all’atletica come il Thourist Trophy dell’isola di Man sta alle moto.

La storia dell’Ironman comincia a Honolulu nel 1977, quando un gruppo di amici scommette su quale delle tre gare di endurance dell’arcipelago sia la più faticosa. Si dice che sia un comandante della marina Usa a suggerire di combinare le tre prove: nuoto, bicicletta e corsa, dando vita all’Ironman!

La gara è così composta: 3,8 Km a nuoto in mare; 180 km in bicicletta e 42,2 Km di corsa. I professionisti chiudono questa gara in tempi che vanno dalle 8 alle 9 ore… assolutamente incredibile, in ogni caso chiunque arrivi entro le 17 ore è un Finisher, un Ironman!

La gara più importante dell’anno è ovviamente quella che si svolge alle Hawaii dove viene messo in palio il titolo di campione del mondo maschile e femminile. Ma ci sono moltissime altre tappe durante l’anno sparse un po in tutto il mondo.

Ironman Western Australia

La gara

Noi una gara dell’Ironman non l’avevamo mai vista, ed così che curiosi e un po’ infreddoliti ci troviamo alle 5.20 del mattino sul Jetty di Busselton ad aspettare la partenza. Alle 5.30 partono i professionisti ma il vero spettacolo è appena dopo, ovvero quando partono tutti gli altri.

Con il sole non ancora alto nel cielo i circa 1700 partecipanti si iniziano ad ammassare sulla spiaggia e alle 5.45 partono, tutti assieme, corrono in mare e iniziano a percorrere i quasi 4 km che li porteranno a circumnavigare il Jetty e li riporteranno infine sulla spiaggia.

Uno spettacolo quantomeno inusuale quello di 1700 persone che nuotano tutti assieme.

Il primo a raggiungere la spiaggia in 45 minuti è anche colui che taglierà per primo il traguardo, Denis Chevrot, un francese.

 

Ma quello che impressiona di più sono gli altri, gli “umani”, quelli che sulla spiaggia ci arrivano dopo 2 ore… o dopo 3.

Persone normali, padri di famiglia, donne di tutte le età, tutti accomunati da una grande motivazione e forza di volontà. Alcuni arrivano a mettere i piedi sulla sabbia già stremati, provano ad alzarsi e ricadono in acqua, ma non demordono, aspettano un attimo e a passo lento si dirigono verso il punto di transizione dove inforcheranno la bici per percorrere poi i 180 km di strada assolata che li separano dai 42 km di maratona.

Il partecipante più anziano della competizione, un signore di origini giapponesi di 82 anni

Mentre il vincitore della categoria uomini taglia il traguardo nel tempo impressionante di 8 ore 6 minuti e 55 secondi e la donna più veloce arriva in 8 ore e 56 minuti, molti stanno ancora pedalando…

Oramai il sole è sceso sotto l’orizzonte, più di 1300 atleti hanno terminato la loro gara, ma molti stanno ancora correndo.

Il cronometro piazzato sulla linea del traguardo indica che la gara sta andando avanti da più di 14 ore e ne mancano ancora 3 al tempo limite entro il quale bisogna arrivare.

Gli ultimi 200 metri sono una passerella e vederla percorrere dagli atleti che arrivano da adesso in poi è uno spettacolo.

Per loro la gara è stata un vero massacro, 14, 15, 16 o addirittura 17 ore in movimento sono uno sforzo assurdo, ma sulla passerella è come se gli venisse iniettata una dose di energia supplementare.

La gente li acclama battendo le mani sui cartelloni degli sponsor, gridando e applaudendo mentre percorrono gli ultimi 200 metri con un gran sorriso, anche perchè quella linea più che un traguardo è diventato un sogno. Lo speaker chiama per nome ogni finisher “complimenti, sei un Ironman!!

Veramente emozionante.

Personalmente ho sempre pensato che i partecipanti fossero semplicemente dei pazzi ma dopo averli visti arrivare, stremati ma felici, ho cambiato idea. 

Un conto è chi lo fa per professione, un altro è chi lo fa per hobby. Vuol dire arrivare a casa dal lavoro e iniziare ad allenarsi, duramente. Vuol dire mettersi alla prova e portare il proprio fisico a livelli impensabili di resistenza. Li vedevi a fine gara, gli Ironman professionisti, sembravano quasi freschi con la loro bottiglia di birra in mano. Poi giravi lo sguardo per vedere gli altri, gli umani. Piegati in due, alcuni camminavano lentamente, alcuni zoppicanti con il dolore che si avvertiva dalle loro espressioni facciali.

L’arrivo di uno dei professionisti che con un tempo inferiore alle nove ore taglia il traguardo in scioltezza…

 

L’arrivo di un partecipante che stremato si accascia a terra, sopra un altro partecipante che stremato viene caricato su una carrozzina

La nostra padrona di casa ha fatto per due anni di fila una gara simile, un mezzo Ironman diciamo, un percorso che comprendeva nuoto, bicicletta e corsa ma percorrendo la metà dei km. Ha raccontato che quando ha deciso di lasciare, le sono serviti molti mesi per riprendersi. Si allenava tutti i giorni, e la testa non riusciva a pensare a nient’altro. Il suo corpo non aveva bisogno che di riposo. Per di più aveva un fidanzato che partecipava tutti gli anni all’Ironman. In un anno di relazione non l ha mai portata fuori a cena. Aveva un programma di allenamento che lo impegnava tutti i giorni della settimana, per non parlare della maratona del sabato. E’ stata molto chiara sull’argomento.

Mai fidanzarsi con un Ironman.

 

Qualche foto della giornata:

La guardia costiera pattuglia le acque prima della partenza
Un elicottero sorvola la zona del pontile per tutta la durata della prova in acqua per accertarsi che non ci siano squali nella zona
Una partecipante alla gara pedala senza scarpe
Un impressionante numero di bici parcheggiate. Verrano recuperate man mano che i loro proprietari finiscono la prova di nuoto
Concorrenti si fermano ad un punto rifornimento dove i volontari gli consegnano buste con acqua e cibo. E’ importantissimo alimentarsi correttamente durante la gara.
Babbo natale impegnato nella prova in bici
Una volontaria attende che i primi concorrenti inizino l’ultima parte di prova. La corsa.
Claudio
Fotografo, VideoMaker e batterista fallito. Vivo in costante movimento spostandomi da un posto all’altro senza avere ancora mai trovato il mio di posto. Ho vissuto e lavorato in Australia, Nuova Zelanda, Slovacchia, Italia e Islanda.  Amo viaggiare in moto nel sud-est asiatico, il caffè con la grappa e le lunghe passeggiate in montagna.

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