Fotografia

Piccola guida alla Fotografia in viaggio – 13 consigli utili

La fotografia è un’ arte che richiede impegno, dedizione e soprattutto tempo e pazienza. Il bello però è che se vi dedicate completamente a lei, allora vi ripagherà con enormi soddisfazioni. In questa piccola guida alla fotografia in viaggio metto umilmente al vostro servizio l’esperienza che ho accumulato in questi anni passati in giro per il mondo a fotografare, riassumendola in 13 consigli che spero possano aiutarvi a incrementare la qualità delle vostra fotografia.

Fotografa nelle ore giuste 

La fotografia è luce, e per questa ragione la luce che illumina la scena è quasi sempre l’ingrediente più importante di una foto. In ogni caso la luce è sicuramente il fattore che più incide sull’atmosfera ed il “mood” dell’immagine. Scattare alle ore giuste comporta un pò di sacrificio, perché la luce “buona” si trova quando il sole è vicino all’orizzonte, quindi presto al mattino e tardi la sera. 

I momenti di luce migliore nell’arco della giornata possiamo riassumerli in 2 categorie:

“Golden Hour”: Con golden hour si definisce quel momento (che purtroppo spesso è appunto solo un’ora, o anche meno) durante il quale il sole si abbassa o si alza sull’orizzonte, i toni sono caldi e la luce bassa e filtrante. In questa fascia temporale scattare qualsiasi tipo di fotografia (dal ritratto al panorama) è sempre e comunque una gran goduria ed i risultati sono assicurati. Provate a fare la stessa foto con il sole di mezzogiorno ed un’ora prima del tramonto e vedrete due foto totalmente diverse. Proprio per questo motivo qualsiasi fotografo rimane estasiato dalla luce del grande nord, dove la golden hour nei periodi giusti dura anche diverse ore! 

Tramonto Etna Sicilia Vale silhouette
Epico tramonto sull’Etna

“Blue Hour”: Con blue hour si definisce il momento prima dell’alba e dopo il tramonto. Questa è una fascia temporale particolarmente adatta alla fotografia panoramica. Il cielo è di un blu profondo ed intenso e tutta la scena in generale è “tinta” di blu. Durante questa breve fascia temporale ci sono condizioni spesso strane e molto interessanti a livello fotografico. Inoltre la blue hour è anche quel momento durante il quale c’è ancora luce nel cielo ed allo stesso tempo si accendono le luci artificiali di paesi e città. Proprio per questo trovo sia forse la fascia oraria più interessante per scattare paesaggi con incluse delle zone urbane, paesi o città. 

Blue Hour Seydisfjordur Islanda
Un tardo pomeriggio invernale a Seydisfjordur, in Islanda

Porta sempre la camera con te! 

Sembrerà un consiglio banale ma non lo è. Durante i miei primi periodi in viaggio spesso lasciavo la camera in stanza o comunque ritirata nello zaino. 

ERRORE! 

Le cose in viaggio succedono quasi sempre per caso ed inaspettatamente, perciò la macchina o è pronta o lo scatto è perso. Quindi mettetevi sempre la camera al collo! Chiaramente quando sono in posti “difficili”, come ad esempio periferie di grandi metropoli che non conosco, faccio un pò più di attenzione e tengo la camera meno in vista, ma nel 95% dei casi ho sempre la macchina fotografica sotto mano. 

Angolo di scatto 

Nell’era degli smartphone la fotografia è alla portata di tutti, anche perché oramai tutti hanno una piccola macchina fotografica in tasca. Le maggiori destinazioni turistiche sono state fotografate in tutte le salse e anche per le destinazioni meno battute il discorso non cambia molto. La chiave a questo punto è differenziarsi dalla massa per quanto possibile. Bisogna considerare che la maggior parte delle persone scatta fotografie allo stesso modo e dalla stessa angolazione. Di fronte al soggetto si porta la macchina o lo smartphone ad altezza faccia, si guarda nel mirino e si scatta. Il 90% delle foto sono scattate in questo modo. 

Provate quindi a cambiare punto di vista senza aver paura di sperimentare o di essere presi per matti. Scattate da sdraiati per terra, scattate dall’alto verso il basso, scattate attraverso piante, attraverso bidoni, finestre. Cercate di mettere qualcosa tra di voi ed il soggetto principale in modo da creare differenti profondità di campo, insomma l’importante è cercare un punto di vista diverso ed originale. 

San Pietro Roma fotografata attraverso un albero
La cattedrale di San Pietro a Roma fotografata attraverso un albero

Scouting: ricerca della Location 

In fotografia non si può mai avere la garanzia di ottenere dei buoni scatti, ma ci sono sicuramente modi per aumentare le proprie chance. Uno di questi è recarsi sui luoghi che intendiamo fotografare più volte, cercando con calma l’inquadratura perfetta, per poi tornare a scattare nell’ora giusta con la luce perfetta.

E’ alquanto spiacevole svegliarsi prima dell’alba, mettersi in cammino con la frontale per raggiungere un punto che ci sembrava buono per fotografare, sistemare il cavalletto nella fioca luce del crepuscolo e accorgersi quando i colori dell’alba creano una scena perfetta che sarebbe stato meglio piazzarsi da un’altra parte e scattare la scena diversamente. Possiamo tranquillamente evitare questa situazione recandoci in precedenza in location, scattare tutte le inquadrature di prova che desideriamo e tornare nel momento giusto con le idee molto più chiare. Le condizioni di luce non sono mai totalmente prevedibili, ma quantomeno se la situazione dovesse essere buona, voi vi farete trovare pronti. 

Usa un treppiede per i panorami 

Non sono un grande fan dei treppiedi e prediligo uno stile più “guerrilla”, ma nonostante questo fatto non posso negare che il treppiede sia un grande amico del fotografo. Il treppiede è un pò come quell’amico calmo che in certe situazioni ti parla e ti fa ragionare. Specialmente quando si scattano panorami il treppiede ci permette di “ragionare” meglio l’inquadratura, oltre al fatto che anche in situazioni di scarsa luce possiamo agevolmente tenere il diaframma bello chiuso per avere una bella profondità di campo. 

La fotografia di paesaggio è al 90% scouting della location e composizione. Lo step successivo consiste semplicemente nel piazzare la macchina sul treppiede, inquadrare e aspettare il momento e le condizioni giuste con una bella birra o un thermos di caffè caldo in mano. A tenere la macchina ci pensa l’amico treppiede. 

Aggiungi un elemento umano alla foto 

Non tutti vedono di buon occhio l’aggiunta di un elemento umano nella fotografia di un bel paesaggio. Io penso che al contrario l’elemento umano (se piazzato bene) possa dare, ad esempio, una scala più chiara della vastità di un paesaggio di montagna. Meglio ancora se nel paesaggio includete un animale autoctono che lo abita. Questo è indubbiamente il soggetto che più amo e che più mi soddisfa fotografare, ovvero gli animali nel loro habitat. L’essere umano è “manovrabile” e potete dare precise istruzioni al soggetto su come muoversi all’interno dell’inquadratura. Per quanto riguarda gli animali invece tutto si riduce alla vostra conoscenza delle loro abitudini, pazienza e fortuna.  

vasto panorama dell'Abisko national park con figura umana piccola di spalle
L’Abisko national Park nella Lapponia Svedese. La piccola figura umana (che poi sarei io, e si questo è un autoscatto….) aiuta a dare una scala della vastità e delle dimensioni dell’area.

Fate della fotografia una priorità

Uno degli ingredienti fondamentali di una buona fotografia è la pazienza. Per potersi permettere di avere pazienza bisogna avere tempo. Se volete portare a casa dei buoni scatti allora fate della fotografia la vostra priorità, liberate la mente e concedetevi a lei. Anche se siete in viaggio in coppia o con qualcuno a cui non interessa fotografare ritagliatevi comunque qualche ora da passare solo voi e la vostra camera. Scattare per ore vi farà entrare in un “flow”, diventerete un tutt’uno con la vostra macchina, vedrete meglio le cose, inizierete a notare di più i dettagli, i colori. E’ importante dedicarsi senza interruzioni e distrazioni alla fotografia per divertirsi davvero.

Ricordo ad esempio il mio ultimo viaggio in Norvegia con mio padre durante il quale non abbiamo fatto null’altro che fotografare. Questo non vuol dire che io abbia passato ogni secondo a scattare come un pazzo psicopatico, ma la mia testa era sempre li. Durante un viaggio fotografico si fotografa, si fa quello e si parla di quello. Si osserva in silenzio, si scatta, si pensa. Ad un certo punto la camera è come un tuo prolungamento del corpo, come un terzo occhio. Ed è a questo punto che se sei fortunato magari porti a casa uno scatto del quale ti innamori davvero. Uno dei 5 o 10 scatti davvero buoni che si fanno durante l’arco di un anno, perché francamente di foto se ne fanno tante, ma quelle che rimangono davvero sono poche. E quando ne scatti una lo sai. Lo sai subito. 

Scatta in manuale 

Le macchine fotografiche moderne hanno così tante modalità automatiche e programmi che potrebbero quasi fare tutto da sole. Il problema è che le macchine sono dei computer, e i computer alle volte sono “gnucchi” e poco creativi. E’ importante conoscere la relazione tra i principali parametri aggiustabili sulla camera, che sono fondamentalmente tre: tempo di esposizione, diaframma e ISO. Controllare manualmente il tempo di esposizione è importante per catturare il “movimento” in modo creativo, così come controllare il diaframma permette di giocare con la profondità di campo, mentre avere gli ISO sotto controllo ci permette di creare immagini il più possibile pulite e senza grana. Scattare in manuale è indispensabile nella fotografia di paesaggio e dell’Aurora Boreale che sempre più persone sognano di fotografare. Per chi è alle prime armi queste cose che ho detto potrebbero sembrare complicatissime, ma in verità si tratta solo di fare un pò di pratica. 

Oche in mezzo alla strada su un fiordo Islandese
Uno dei miei scatti Islandesi preferiti. Volevo fotografare questo gruppo di Oche che era solito sostare in mezzo alla strada, e volevo farlo con un ottica grandangolare. Sono dovuto tornare più volte sul posto aspettando che le oche si avvicinassero per ottenere la composizione che avevo in mente.

Backup 

Eseguire il backup delle foto non è prettamente un consiglio fotografico ma è forse la cosa più importante di tutte. Possiamo fare i migliori scatti nella storia della fotografia, ma basterà una scheda di memoria difettosa o un hard disk perduto e nessuno le vedrà mai. Fate il backup delle vostre foto, almeno in doppia coppia.

SEMPRE. 

Ve lo dice uno che ha perso un paio di anni di fotografie per aver risparmiato sui backup. E’ orribile. Ve lo posso assicurare. Da allora non mancano mai nella mia attrezzatura fotografica almeno un paio di Hard disk che tengo sempre in posti separati. 

Post-produzione 

Post produrre le immagini è importante tanto quanto lo scatto. A dirlo non sono certo io ma un certo Ansel Adams. Oggi si pensa (sbagliando) che post-produrre le immagini il Lightroom o Photoshop sia un po come barare, ma Ansel Adams, uno dei grandi maestri della fotografia, non sapeva neanche cosa fosse photoshop. Nato nel 1902 e morto nei primi anni 80 ha vissuto nell’era della pellicola, passando intere giornate in camera oscura per stampare una sola immagine. Se non sapete chi sia “googolate” qualche immagine, tanto per farvi una idea di chi sia. Per me forse il miglior fotografo di paesaggio insieme al grande maestro Salgado. 

Tutto questo per dire che per alzare l’asticella della vostra fotografia è necessario scattare in RAW per catturare la migliore immagine possibile e post-produrre successivamente i vostri scatti, tenendo sempre a mente che un brutto scatto rimane un brutto scatto. Non c’è post-produzione che tenga. 

Napoli in veste invernale e piovosa dall'alto a Castel sant'Elmo
Napoli in veste invernale e piovosa dall’alto a Castel sant’Elmo

 

Claudio
Fotografo, VideoMaker e batterista fallito. Vivo in costante movimento spostandomi da un posto all’altro senza avere ancora mai trovato il mio di posto. Ho vissuto e lavorato in Australia, Nuova Zelanda, Slovacchia, Italia e Islanda.  Amo viaggiare in moto nel sud-est asiatico, il caffè con la grappa e le lunghe passeggiate in montagna.

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